Il trentuno ottobre è sempre stato un giorno speciale per Laura e da quell’anno lo sarebbe stato ancor di più perché tra meno di due ore avrebbe percorso la navata centrale dell’Abbazia di Westminster, diventando così ufficialmente la signora Stone.
Naomi le sorrise rassicurante attraverso lo specchio, terminando di arricciarle un paio di ciuffetti biondi ribelli, sfuggiti allo chignon perché troppo corti per restare al loro posto, mentre Sarah e Chloe le facevano da assistenti per il make-up.
“Secondo voi… Insomma… A Mark piacerà il vestito?” Domandò titubante.
Sarah sorrise comprensiva, chiudendo il beautycase ed annuendo. “Laura, sei bellissima! E lui ti ama. Andrà benissimo.”
La scrittrice sospirò, lisciandosi la gonna del vestito, un abito nel complesso semplice, ricamato sulle maniche e sulla schiena, con qualche perlina sull’orlo e un velo a coprire lo scollo a cuore, creando così un effetto di semi trasparenza che non sarebbe mai risultato volgare. Incerta, osservò le sue damigelle e sollevò di poco la gonna, mostrando loro la gamba ed arrossendo quando le tre notarono la giarrettiera di pizzo rigorosamente blu, come da tradizione. “Io… Ehm… Pensavo che sarebbe stato… Ecco…”
“Furbetta fino alla fine, eh Johnson?” Naomi ridacchiò. “Mark l’adorerà!”
“Dici?” Chiese ancora più imbarazzata. “Non vorrei fosse troppo…”
“Laura!” La rimproverò Chloe, poggiando le mani sui fianchi, e sospirò. “Non avrai sul serio dei dubbi adesso! Lui è l’uomo che ami e tu sei la donna che lui vuole al suo fianco, niente vale più di questo!” Affermò decisa, dandole un piccolo colpetto sulla spalla.
“Sai perchè d’ora in poi sarà speciale?” Sarah le si avvicinò per abbracciarla e la futura sposa scosse leggermente la testa. “Perché piangerà con te per i tuoi insuccessi, si abbatterà con te, si stenderà accanto a te e ti prenderà la mano, aspettando che tu sia pronta ad alzarti e a ricominciare. Perché lui esulterà con te per i tuoi successi, si commuoverà con te, si congratulerà con te e ti stringerà la mano, sussurrando che ha sempre creduto in te. In quella piccola te nascosta, quella che forse tutti notano, molti conoscono e pochi amano.” Le baciò la guancia.
“Non farla piangere proprio adesso, Sarah, o le si sbaverà tutto il trucco!” Esclamò, fingendosi sconvolta, Naomi ed alzò gli occhi al cielo, prima di mimare un bacio voltante attraverso lo specchio. “Pronta? Ormai è quasi ora.”
“Credo...” Iniziò la scrittrice, interrompendosi prima di concludere la frase. “Sono pronta!” Si corresse, scambiando un sorriso con tutte e tre le damigelle, e si alzò per prendere il bouquet.
Mancava davvero pochissimo ed avrebbe raggiunto la chiesa dove Mark la stava aspettando in trepidante attesa, notando come le panche cominciassero a riempirsi pian piano.
Lui lanciò un’occhiata in giro, incrociando lo sguardo con due suoi membri di band a fargli da testimoni, i quali sollevarono i pollici come a dirgli che andava tutto bene, e poco dopo Naomi entrò e si andò a sedere accanto a Manuel, mentre Sarah e Chloe presero posto al banco dei testimoni di Laura.
“Non ho mai visto qualcuno così nervoso come Mark in questo momento. Sembra che stia per andare in panico,” constatò Dylan divertito, indicando con un cenno del capo l’altare.
Justin voltò la testa in quella direzione e sorrise. “Hai ragione. Potrebbe seriamente iniziare a correre per tutta la chiesa, talmente è agitato.” Rise, coinvolgendo anche Nick, che annuì un paio di volte come a voler confermare quella tesi.
Il futuro sposo continuò a spostare il peso da un piede all’altro, senza mai staccare gli occhi dal portone della navata centrale, che lei avrebbe dovuto varcare a momenti, tornando ancora una volta con la mente a Los Angeles. Quei due minuti di ritardo provocarono in lui dubbi infondati sulla possibile scelta di lei di dargli buca all’ultimo; ma proprio mentre era intento a lasciar andare l’ennesimo sbuffo, la marcia nuziale iniziò a risuonare e il portone si spalancò, rivelando il suo quasi suocero, che teneva per mano la figlia.
Lei sorrise raggiante, stretta al braccio del padre e nella mano libera il bouquet, gli occhi che brillavano per l’emozione mentre percorreva la navata. Come c’era da aspettarselo, tutta l’attenzione si concentrò su di lei, con l’eccezione di Dylan, il quale non si sarebbe mai perso la reazione del suo antico rivale.
Laura arrossì, percependo lo sguardo di Mark bruciare sulla pelle, e quei pochi metri, in quel momento, le sembrarono molti di più. Poi finalmente suo padre le prese la mano e la poggiò su quella del ragazzo, che lasciò scappare un sospiro di sollievo.
Erano lì, uno accanto all’altra, e stavano per coronare quel sogno, che ad un certo punto della storia era sembrato addirittura impossibile. I battiti dei loro cuori si sincronizzarono ed all’unisono aumentarono tanto da far temere ad entrambi che persino gli invitati seduti in fondo alla chiesa potessero sentirne l’eco.
La cerimonia fu semplice, intima, cosa che non dispiacque per niente a Laura, perché lei con quel vestito e con Mark al suo fianco non aveva bisogno di altro per essere felice. Lui, che era diventato tutto per lei, anche se ci era voluto del tempo per ammetterlo a se stessa e per ammetterlo davanti a lui, durante la disavventura di Los Angeles.
Lui, che quel giorno non le staccò gli occhi di dosso nemmeno per una frazione di secondo, non potendo proprio fare a meno di seguire ogni suo più piccolo spostamento in giro per la sala a salutare e ricevere gli auguri di amici e parenti, e che non perse mai occasione di sfiorarla, prenderla per mano, abbracciarla e soprattutto baciarla.
“Stanotte sarà tutta per noi,” sussurrò al suo orecchio nell’istante in cui il fotografo scattò la prima foto di una lunga serie. Poi, divertito dal rossore sulle sue guance, l’attirò ancor più vicino a sé, circondandole i fianchi, e le morse il lobo. “Ora che sei mia moglie, farò in modo che questa notte sia indimenticabile e perfetta, come te,” mormorò, facendola sussultare tra le sue braccia.
“Idiota! Siamo ancora al centro dell’attenzione,” cercò di liberarsi, procurando una risata da parte di lui.
Poi si spostarono al centro della sala, dove si erano riunite tutte le ragazze non ancora sposate, e voltò loro le spalle per lanciare il bouquet, che finì tra le mani di un’incredula Chloe, la quale non stava nemmeno prestando attenzione al lancio, troppo occupata ad ascoltare le battutine del suo fidanzato e a fulminarlo con lo sguardo.
Justin prese i fiori dalle sue mani e li appoggiò delicatamente sul loro tavolo. Le circondò la vita e la portò verso la pista da ballo, perché gli era improvvisamente venuta voglia di cimentarsi in quel lento. Ma a dirla proprio tutta, nonostante lei gestisse un locale, a Chloe non era mai piaciuto ballare e Justin avrebbe dovuto già saperlo, ma a lui non importava e lei poteva tranquillamente pestargli i piedi tutte le volte che voleva. La trascinò in un angolo più appartato, dove potessero stare soli per qualche minuto, e cominciò a muoversi a tempo con la canzone, ripensando a come era iniziata la loro storia.
“Non sono brava,” si lamentò, provando a memorizzare i passi di quel lento.
“Non importa, Chloe. Ai miei occhi sarai sempre perfetta,” si chinò a sfiorarle il naso con le labbra, ma lei affondò il viso nell’incavo del suo collo per nascondere l’imbarazzo.
Chiuse gli occhi e respirò il profumo di Justin, quello che l’aveva catturata ancor prima di vederlo in volto, in mezzo a quella massa di odori al locale, richiamando alla mente tutti i ricordi di quei mesi trascorsi con lui. Il primo drink che gli aveva servito, il primo appuntamento, i fiori, la propria corazza che si stava lentamente sgretolando, il loro primo bacio.
Perché lui l’amava davvero, più delle sue fans, e lei non aveva potuto fare a meno di arrendersi ed accettare la verità.
E come leggendole nel pensiero, lui sussurrò a fior di labbra: “Ti amo, Chloe,” e la baciò, rendendo quel momento ancora più magico di quanto già non fosse.
Sarah si lasciò scappare un sorriso, sorseggiando lo spumante, spettatrice suo malgrado del loro momento, e sussultò, presa alla sprovvista, quando qualcuno si appoggiò al muro accanto a lei.
“Hai proprio quell’espressione da io sapevo sarebbe successo.” Dichiarò Nick, ridacchiando.
Lei scosse la testa, divertita. “Sì, mi aspettavo un risvolto del genere, in effetti.”
“Posso farti compagnia o stavi aspettando qualcuno?” Scherzò lui.
“Proprio non molli, eh Anderson?” Domandò lei, immersa nelle bollicine.
Lui sollevò la testa, fissando il cielo tinto di arancione e rosa. “Beh, Mitchell, sono finito sulle probabilità, perciò ora me la gioco.” Affermò, riferendosi alla loro ultima conversazione avuta di persona.
“E quante ne hai scartate per arrivare a quella giusta?” Si morse il labbro. “Vinci facile, Nick? Da quando?”
Lui si voltò verso di lei, fingendosi scioccato. “Nessuna vincita facile, Sarah… E, ad essere onesti, li hai lanciati tu i dadi che mi hanno condotto nuovamente a te.”
“Ma davvero?” Lo sfidò lei, sorridendo furba. “E quando lo avrei fatto esattamente? Non mi ricordo.”
Lui si spostò di fronte a lei, appoggiò una mano al muro alle sue spalle, e le accarezzò il braccio destro, stringendole il polso, non staccando gli occhi dai suoi. “Oggi, l’hai fatto oggi, quando hai deciso di indossare l’anello che ti avevo regalato.” Sussurrò, intrecciando le loro dita.
Lei arrossì talmente tanto da far invidia ai propri capelli. “E cosa saresti ancora aspettando, Nick?”
Nick si avvicinò al suo orecchio. “Te. Stavo aspettando te, Sarah.” E la baciò.
Daniel, invitato da parte di Mark, si aggirava indisturbato per il giardino, location del ricevimento in corso, pensando agli eventi dei mesi scorsi e a ciò che aveva perso, quando s’imbattè proprio nella persona che più volte gli era scivolata via dalle dita. Certo, non si era opposto quando si erano incontrati e lei gli aveva riferito che non poteva più tornare insieme a lui. Tuttavia, rimase paralizzato nel vederla arrossire e sorridere a Nick mentre il ragazzo giocava con le ciocche dei suoi capelli; sentì la familiare sensazione di rammarico e gelosia bruciargli nelle vene, ma le aveva promesso che non si sarebbe più intromesso nella sua vita sentimentale.
Scosse la testa, scacciando quelle emozioni e quei pensieri, e tentò di farsi coraggio per andarli a salutare. Una mano sulla spalla, però, lo bloccò e si girò, incontrando lo sguardo quasi afflitto di Dylan, che scosse la testa. Daniel sospirò, lanciò un’altra occhiata ai due ragazzi, voltò loro le spalle e si allontanò con Dylan.
“Mi dispiace di essermi intromesso,” si scusò il cantante. “Capisco perfettamente come ti senti in questo momento, ma ti posso garantire che Nick non si permetterebbe mai di ferirla.”
“No, a pensarci meglio, hai fatto bene.” Lo rassicurò, scrollando le spalle. “Lo so, me ne sono reso conto durante la faccenda di Omar. Per quanto mi sarebbe piaciuto che tornassimo insieme, non la obbligherei mai a stare con me. Anzi, se devo essere sincero, sono contento che abbia trovato in Nick la persona giusta.”
Dylan sorrise. “Credo per me valga lo stesso. Mark è più affidabile di quel che inizialmente credevo.”
“Oh, davvero?” Chiese, stupito. “La prossima volta che lo vedo, glielo riferirò.”
“Scusa?!” Esclamò indignato. “Mi sembrava che la conversazione fosse confidenziale.”
“Come preferisci, Stewart.” Gli diede una pacca sulla spalla.”
“Vedo che andiamo già d’accordo, Greenwood.” Sollevò la mano chiusa a pugno ed attese che Daniel ricambiasse il gesto.
Naomi, appoggiata alla spalla di Manuel, aveva il punto d’osservazione migliore ed aveva notato tutto quello che era successo. “Sai, sono davvero felice che Justin abbia trovato Chloe e le abbia dimostrato che può ancora fidarsi dell’amore, che Laura abbia sposato la persona che ama e che Sarah abbia deciso di dare una possibilità a Nick.”
“Ma ti dispiace per Dylan e Daniel.” Concluse Manuel, poggiando una mano sul pancione ed accarezzandolo.
Lei inclinò la testa per baciargli la guancia ed annuì. “Ci vorrà del tempo prima che le ferite si chiudano e che si riprendano completamente, ma staranno bene. Troveranno anche loro la loro persona speciale.”
Lui ridacchiò. “Potrebbe succedere più in fretta di quel che pensi.” Indicò una ragazza bionda, amica della sposa, e un’altra mora, parente dello sposo, che si stavano avvicinando ai due ragazzi appena citati per presentarsi.
Laura, Sarah, Naomi e Chloe, avevano sempre creduto nei propri sogni ed avevano imparato a loro spese che, per quanto una persona ci provi, a volte non sempre si realizzano. Ma quel trentuno ottobre, accanto alla persona che amano, hanno promesso a loro stesse che quel sogno non l’avrebbero mai accantonato, non importa quanto potesse essere pericoloso. Loro non si mai arrese con Mark, Nick, Manuel e Justin.
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Dreams Can Be Dangerous
Mistero / ThrillerLaura, una rinomata scrittrice di romanzi ma che nel tempo libero si occupava di articoli per giornali tipo Kids o cose per ragazze giovani e alla moda, comprendeva anche la musica... Sarah, laureata in Lingue, appena era stata contattata per assis...
