Justin sfregava le mani l’una con l’altra, camminando a passo svelto verso il luogo fissato per l’appuntamento, tanto era ansioso ed eccitato all’idea di essere riuscito a strappare un sì a Chloe. Sorrideva persino a quei fiori, che stringeva tra le mani, e non vedeva l’ora di porgerglieli, sentendosi quasi ridicolo per quel gesto, forse un po’ troppo affrettato.
Anche la ragazza camminava a passo abbastanza veloce, provenendo dalla parte opposta, e teneva le mani dentro le tasche dei suoi jeans scoloriti, freddolosa com’era.
“Prima Philip, poi Chris, ora? Un altro che sicuramente finirà alla deriva? E poi... Io... Ammazzare qualcuno?! Io amo il mio locale e non lo mollo per un bel paio di occhi azzurri... Andiamo Chloe, si è carino, ma...” La ragazza rimuginò tra sé e sé, arrivando a destinazione, trovandosi al cospetto di un timido Justin, tremante dal freddo.
“Questi sono per te!” Annunciò, speranzoso.
Chloe li guardò, stette in silenzio per un po’ ed alzò lo sguardo, quasi accusatorio, verso il ragazzo, che attendeva con ansia una reazione positiva nel vedere quei fiori.
“Partiamo subito Mr...” Iniziò lei, venendo interrotta.
“Justin... Chiamami Justin!” La corresse lui.
“Sì, okay...” Lo fissò quasi irritata per essere stata bloccata a metà frase. “Justin, ho accettato di uscire con te, ma non per questo dovevi portarmi dei fiori.
Dico, che ti è saltato in mente?”
Justin era imbarazzato, il temperamento di qulla ragazza era tutto pepe, ma gli piaceva sempre di più.
“Cosa ti dice il cervello? O hai un criceto dentro che ha la ruota che non gira?” Scosse la testa lei, cercando di ignorare l’espressione sconvolta di Justin.
“Guarda che io non avevo strane intenzioni.” Tentò di difendersi lui. “Credevo fosse un gesto carino da fare, tutto qui.” Scrollò le spalle, fingendo indifferenza. “Se non ti piacciono, possiamo buttarli. Laggiù dovrebbe esserci un cestino...” Indicò con il pollice qualche metro più indietro.
Chloe impettita rispose: “Sì, va bene...” Ma intanto li teneva stretti, avanzando nella direzione suggerita dal ragazzo.
Quando lei passò oltre, Justin sorrise. “L’hai mancato...”
“Cosa!?” Chiese lei, alzando un sopracciglio e continuando a camminare.
“Il... Okay niente!” Rise sotto i baffi e l’affiancò, sentendola sbuffare.
Nonostante cercasse di non farlo notare, Chloe si sentiva imbarazzatissima al cospetto di Justin. Quegli occhi azzurri le facevano tornare in mente troppi ricordi, mille flashback marchiati di lei e Matt, che si intervallavano tra loro, Matt, pensò lei, era il suo primo grande amore e forse proprio quella delusione era la causa del suo non stare sempre in guardia con ogni ragazzo che provava a corteggiarla.
Inconsapevolmente, strinse un pugno, irrigidendosi tutta e attirando così l’attenzione di Justin, che con aria interrogativa, vedeva la carta pesta che avvolgeva i fiori prendere pieghe storte dalla forza che lei ci stava mettendo.
Curioso, si azzardò a chiederle, posandole una mano sulla spalla: “Tutto bene?”
La ragazza si voltò di scatto, aveva lo sguardo spaventato, se fosse dovuto alla piega che stavano prendendo i propri pensieri o all’esserne stata riscossa questo non lo sapeva. Senza dir nulla, gettò i fiori a terra e scappò via, correndo quanto più veloce possibile, lasciando Justin sconvolto.
Lui si chinò a raccogliere il mazzo e se ne stette immobile in mezzo al marciapiede, indeciso se correrle dietro o se anticiparla al locale. Optò per la seconda opzione e riprese la passeggiata verso il Blue Night.
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Dreams Can Be Dangerous
Mystery / ThrillerLaura, una rinomata scrittrice di romanzi ma che nel tempo libero si occupava di articoli per giornali tipo Kids o cose per ragazze giovani e alla moda, comprendeva anche la musica... Sarah, laureata in Lingue, appena era stata contattata per assis...
