12 Cap

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Justin accompagnò le ragazze nel proprio appartamento e le fece accomodare sul divano, mentre lui andava a preparare loro qualcosa.

“Allora? Mi spiegate per quale motivo eravate nel corridoio?” Domandò, tornando con due tazze di thè in mano, che porse ad entrambe.

Laura sorrise, ringraziandolo. “Io ho discusso con Dylan e poi mi sono imbattuta in Sarah.”

Sarah soffiò sul bordo della sua tazza e prese un sorso della bevanda calda. “Beh, ho avuto un battibecco con Nick e poi uhm… Ho incontrato Laura.”

“Quei due sono impossibili,” scosse la testa lui, con aria rassegnata.

“Posso chiederti una cosa, Justin?” Lo guardò seria Laura.

“Ovviamente!” Rispose quasi offeso che lei glielo avesse domandato.

“Quanto possiamo fidarci di loro?” Notando la confusione sul volto dell’amico, si affrettò a spiegarsi meglio. “Voglio dire… Li stiamo aiutando con questa cosa dell’essere le loro fidanzate ma… Non vogliamo ecco… Diventare il loro giocattolino.” Sussurrò Laura.

“Potete fidarvi di loro. Anzi, dovete farlo.” Justin sospirò e si appoggiò al muro, incrociando le braccia al petto e la caviglia destra sulla sinistra. “Non so cosa stia passando per la testa a quei due però posso assicurarvi che, nonostante ci conosciamo da poco, non vi tratterebbero mai come delle bambole con cui giocare.”

Sarah annuì, gli occhi fissi sul proprio riflesso nel thè, persa nei propri pensieri. “Dovremmo dirglielo?” Chiese poi, voltandosi verso Laura, che capì al volo a cosa si rifesse la sua amica.

“Cosa?” Justin le guardò incuriosito.

“Abbiamo modo di supporre che il colpevole dei due crimini risieda in questo hotel e che ci tenga d’occhio.”

“E’ molto più di una supposizione, Sarah…” Laura tirò fuori il cellulare e mostrò i messaggi anonimi a Justin, che impallidì.

“Vi accompagno da Ericson! Deve assolutamente saperlo!”

Nel frattempo, Nick aveva beccato Dylan nella hall, seduto su una poltrona intento ad osservare un punto fisso sulla parete.

“Qualcosa non va?” Si sedette di fronte a lui.

“Penso che tutta questa cosa del fingere mi stia facendo diventare pazzo!” Esclamò Dylan ed alzò gli occhi al cielo, gesticolando nervoso. “Insomma, cosa ho sbagliato? Volevo essere sincero per una volta e lei non mi crede, accusandomi di mentire!”

Nick sorrise alla vista del suo migliore amico così agitato e poi abbassò lo sguardo. “Se ti può consolare, amico, io ho fatto di peggio. Ho baciato Sarah e lei… Ha ribadito che tutto questo è solo per il capitano Ericson.” Dylan spalancò la bocca sorpreso e fece per parlare ma Nick non aveva ancora finito il discorso. “E poi è andata via, piangendo.”

“Dobbiamo trovare una soluzione,” borbottò alla fine Dylan. “O le cose peggioreranno e basta con l’andare del tempo.” Si alzò. “Dovremmo dormire un po’, sai? O il mio fascino ne potrebbe risentire,” e gli fece l’occhiolino.

“Sei sempre il solito tu!” Scoppiò a ridere Nick e lo seguì, andando però a sbattere contro qualcuno. “Si può sapere per quale motivo sei sempre in mezzo?” Domandò, rendendosi conto di chi avesse davanti.

Daniel lo fulminò, squadrandolo da capo a piedi. Senti un po’ chi parla. Levati di torno!” Lo superò con una spallata.

“Chiunque tu sia, dovresti berti una camomilla ogni tanto!” Gli urlò dietro Nick.

Dreams Can Be DangerousLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora