*2 anni prima*
Ilary's pov
Era da più o meno una mezzoretta che Niall ed io eravamo nella sua macchina a decidere dove andare per prenderci qualcosa da bere. Avete capito bene: mezz'ora per decidere dove andare a prendere un caffè.
"Perchè non andiamo semplicemente dove andiamo di solito?" era la domanda che continuavo a fargli.
"No dai... voglio cambiare un po'... sempre lo stesso posto... lo sai anche tu che da quando i signori McCall se ne sono andati non è più la stessa cosa!"
Il bar dove di solito andavamo, da qualche mese ha cambiato gestione e Niall non ci vuole più andare, dice che i nuovi proprietari sono antipatici e i camerieri non sono neanche capaci di fare un buon caffè all'italiana.
"Dai Niall! sono stufa di stare in macchina, guarda proprio qui di fronte c'è un bar, scendiamo e andiamo oppure mi riporti a casa!" sbuffo oramai arrabbiata.
"Ma-" si stoppa appena nota la mia faccia completamente infuriata "E VA BENE, VA BENE" urla lui alzando le mani in aria e spegnendo la macchina.
Sorrido tra me e me vittoriosa ancora una volta.
Uno a zero Niall, uno a zero.
"Hai vinto la battaglia, non la guerra" farfuglia lui imbronciato mentre attraversiamo la strada che ci divide dal bar.
Apriamo la porta del piccolo bar e Niall come il solito gentiluomo qual è mi sbatte la porta in faccia senza neanche tenerla per farmi passare.
Si vede perfettamente che il bar è un po' antiquato, ma allo stesso tempo accogliente: il muro è di un rosso opaco e le luci ai lati, soffuse, danno molto l'idea della tranquillità; ad esso ci sono attaccati vari utensili da lavoro che si usavano un tempo, quando la terra ancora si lavorava a mano e i tavolini sono fatti di legno, un legno molto pesante, che dà l'impressione di avere la stessa età degli utensili attaccati al muro.
"Ci vogliamo almeno sedere?" Dice Niall interrompendo la mia perlustrazione.
"Va bene" Rispondo poi io mentre ci sediamo ad un tavolo proprio di fianco alla vetrina.
Dal posto in cui siamo seduti si può vedere ogni cosa.
Si può notare che non siamo in centro a Londra, dato che non molte macchine passano per quella strada, giusto una ogni tanto.
Una donna sulla quarantina si avvicina al nostro tavolo.
"Allora ragazzi, cosa vi porto?" Chiede mentre tira fuori dal suo grembiule un taccuino e una penna.
"Per me un tè caldo." dico sorridendo
"Per me un caffè, lo fate all'italiana? Intendo un espresso?" Chiede poi Niall.
"Certo." Sorride lei.
"Altro ragazzi?" Aggiunge poi mettendo nella tasca il taccuino dove aveva precedentemente scritto le nostre ordinazioni.
"No grazie." Rispondo gentilmente, e lei con un cenno, va verso il bancone.
Guardo verso l'esterno e vedo un macchinone fermarsi proprio di fianco al pandino del nonno di Niall.
Esattamente...Poco tempo fa Niall venne tamponato (così dice, ma io non ci credo) così la sua macchina ora è dal carro attrezzi e deve usare la panda del '900 di suo nonno.
Dalla macchina escono due ragazzi: entrambi indossano delle giacche di pelle, tipici ribelli che si credono di essere chissà chi.
Noto che uno dei due ragazzi mi vede osservarli così decido, imbarazzata, di distogliere lo sguardo, iniziando a fissare Niall che sta mandando dei messaggi sul suo cellulare.
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Amore in polvere.
Fanfiction"Essere amati ci rende forti; amare ci rende coraggiosi." "Caro diario, Sai sono oramai giorni che Zayn non si fa sentire, non so cosa stia facendo, non so dove sia, so solo che è lontano. Mi manca, mi manca dannatamente tanto. Non mi sarei mai imma...
