Chapter 48 (Chiamata)

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Era un giorno qualunque, una mattina qualunque, una vita qualunque, gli uccelli cinguettano e...

Okay, riiniziamo da capo:

Caro diario,

non è né un giorno qualunque, né una mattina qualunque, né tantomeno una vita qualunque.

Oggi è il fatidico giorno, è il giorno che internamente aspettavo da così tanto tempo. Mi ha chiamata, mi ha detto che era in clinica.

Oggi sembra essere un giorno fantastico, seppur io dovrei essere arrabbiata a morte.

Ho un sorriso da ebete sul viso che non riesco a togliermi; finalmente, dopo ben un anno, si è deciso a smetterla.

Certo, niente tornerà come prima, né tantomeno mi fiderò di lui o mi farò abbindolare dalle sue parole dolci, solo che... ho aspettato così tanto questo momento, l'ho sognato per mesi interi, ho sognato che lui mi chiamasse, che mi dicesse che finalmente sarebbe cambiato. Non se lo merita, non se la merita una mia ennesima possibilità, ma ho deciso di dargliela. Mi prenderai per pazza, ma è così.

Confido in qualcosa...

Con tanto amore xx

Ilary.

Chiudo il diario, posandolo delicatamente sulla scrivania. Mi giro verso Cassie che tiene tra le sue braccia il mio piccolo Thomas. Le sorrido.

Il piccolo ha oramai tre mesi, quasi quattro. È stata la cosa più bella che madre natura mi avesse mai potuto donare. Odio il fatto che ogni qual volta lo guardo, mi ricorda dannatamente lui, ogni giorno gli assomiglia sempre di più, ma non posso farci niente. È il figlio.

Guardo Cassie che mi fa un piccolo sorriso, sincero, cercando di darmi conforto. Era passata qualche oretta dalla telefonata, ma posso ancora percepire perfettamente la sua voce più rauca e graffiante del solito. Non so la ragione per la quale lui mi abbia chiamato, so solo che probabilmente sono una cretina, ma non posso farci niente, penso di esserne ancora innamorata, o forse solo innamorata del suo ricordo.

La chiamata è ancora perfettamente impressa nella mia mente:

Il telefono squillava, era un numero non salvato in rubrica. Non sapevo se rispondere o meno, non mi è mai piaciuto rispondere a numeri sconosciuti, ma sembrava essere davvero importante. Solo poco dopo, guardando bene il numero, ho potuto constatare di chi si trattasse. La mia voce tremava.

"Pronto Zayn, sei tu?" Nessuna risposta, solo respiro pesante.

"Zayn?" Lo richiamavo.

"Ilary..." Come un tuffo al cuore. Mi era mancata così tanto la sua voce...

"Cos'è successo?" Chiesi preoccupata. Se Zayn si faceva vivo dopo un anno, ciò significava che qualcosa di importante era successo.

"Sto andando in clinica." Non ho potuto fare a meno di sorridere, sono felice che lui abbia fatto questa scelta.

"Volevo solo che tu lo sapessi." Rispose in fine, facendomi annuire, mentre giocavo con il mio solito ciuffetto super fastidioso.

"Va bene." Sospiro.

"Va bene..." Sussurra lui, rimanendo poi in silenzio. Diamine, mi mette così in soggezione...

"Verrò il primo possibile, avviso anche i ragazzi." Gli dissi.

"Grazie." Rispose.

"Ciao Zayn." Non gli diedi neanche il tempo di rispondere che riattaccai. Non volevo sentire ancora la sua voce, volevo vederlo.

Amore in polvere. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora