Chapter 3 (Pensieri)

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Zayn's pov

"Carina la ragazza, non trovi?" Chiedo al ragazzo di fianco a me.

"Carinissima. Risponde lui sarcastico.

"Dai, vado a pagare e poi andiamo." Dico poi prendendo il mio telefono e il mio pacchetto di sigarette dal tavolo e, mettendoli nella tasca dei miei jeans, mi dirigo verso il bancone. Alla cassa ad accogliermi come tutte le volte c'è Karola, una cara amica di mia madre, lavora in questo bar da anni. Mi ricordo di quando da piccolo, appena mia madre aveva un po' di tempo libero mi ci portava. Conosco Karola anche abbastanza bene dato che a volte veniva a casa nostra e pranzavamo tutti insieme.

"Hey Zayn, come va? È da un bel po' che non ti vedo da queste parti." Mi chiede lei appena mi nota.

"Tutto bene dai... C'era un mio caro amico che non vedevo da tempo, quindi dato che ero da queste parti abbiamo deciso di vederci." Rispondo abbastanza velocemente dato che so che a Jason non piace aspettare. Non che abbia paura di lui, semplicemente come lui rispetta i miei modi e il mio carattere, lo faccio anche io.

"Capito... Per questa volta offre la casa." Dice indicando il tavolino dove eravamo precedentemente seduti.

"Ma no... tutte le volte dici che offre la casa, mi sento in colpa poi." Rispondo.

"Dai, un giorno ti farò sdebitare, ora vai, prima che se ne accorga Scott."

Scott è suo marito, la gestione è la loro, ma più che altro è Scott ad occuparsi della parte finanziaria, mentre lei gestisce il locale.

"Grazie mille." Le dico per poi girarmi e andare verso Jason che è oramai fuori a fumarsi una sigaretta.

"Finalmente... Lo sai che non mi piace aspettare." Dice appena apro la porta e mi vede.

"Sì sì." Rispondo io senza neanche dargli molta attenzione.

Ci dirigiamo verso la mia macchina attraversando la strada. Jason sa perfettamente che io non voglio che nessuno fumi dentro la mia piccola, così prima di entrare butta il mozzicone.

"Dove ti devo lasciare?" Gli chiedo appena accendo la macchina e la metto in moto, uscendo dal parcheggio e immettendomi nella strada.

"Lasciami pure da Madison, sta sera si fa serata." Dice per poi aggiungere un "If you know what I mean."

Madison è una delle sue tante scopamiche, probabilmente la sua preferita. Sarebbe stata una delle solite serate: Fumare, scopare, rifumare, riscopare e se capita che hanno abbastanza soldi anche una striscia di coca.

In radio inizia una delle mie canzoni preferite, così decido di alzare il volume.

"Cos'è questa merda?" Domanda James quasi schifato.

"Demons degli Imagine Dragons." Rispondo io semplicemente alzando ancora un po' di più il volume. Lui allunga la mano tentando di abbassare o persino cambiare stazione radio, ma io non glielo permetto perché gli tiro uno schiaffetto sulla mano prima che possa fare qualsiasi cosa.

"Macchina mia, regole mie, non ricordi?" Dico per poi ritornare a guardare la strada e canticchiare.

Dopo pochi minuti siamo davanti al condominio di Madison, così lui scende e mi augura buona serata, anche se, parole sue "ti saresti divertito di più con noi".

Non ci faccio più nemmeno caso a ciò che dice, è una delle tante teste calde del quartiere, di cui faccio parte anche io.

Non sono mai stato uno di quei ragazzi rimasti orfani a causa di un incidente stradale o robe simili. La colpa era stata semplicemente mia, non potevo incolpare i miei genitori di ciò perchè semplicemente, durante l'adolescenza, avevo fatto amicizie sbagliate e quindi ora ho solo loro come amici, e a me va bene.

Amore in polvere. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora