35. Vietato morire

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Non mi far promesse ad alta voce
Altrimenti non ti ascolterai
Riccardo Pov.
"Che cazzo vuol dire?!" sbraitai.
"Ieri vi ho visti insieme e mi sono riletto il contratto che hai firmato Riki..." disse Francesco.
"Ma non ha senso!" ringhiai.
"Non ha senso per me, ha senso per loro. Vogliono il tuo bel faccino per fare soldi e vogliono che tu sia single per questo motivo." spiegò.
"E quindi? Mi spiace, io non posso rompere la promessa, non voglio." affermai.
"Cosa vuoi fare?" mi chiese.
"Farò tutto in segreto allora. Ma porca puttana, ora che finalmente potevo darle tutto!" dissi.
"Mi spiace Riki. Potresti perdere tutto se ti scoprono." mormorò lui.
"Stai scherzando? Mi toglierebbero il contratto per questo?" chiesi sbalordito.
"Sì." rispose lui.
Me ne andai, non so dove, ma dovevo uscire da quel dannato locale. Mandai un messaggio a Fede e tornai in hotel.
Mi feci una doccia e chiamai l'unica persona che volevo sentire in quel momento.
"Dio Andreas rispondi!" esclamai.
"Risponde la segreteria telefonica di..." misi giù e imprecai.
Mi ritrovai a chiamare l'unica persona che mai mi sarei aspettato di chiamare.
"Pronto, Riccardo?" rispose.
"Sì, ciao Mike." dissi.
"Ciao, tutto bene?" chiese.
"No, Mike ho firmato un contratto senza leggere bene cosa dicesse." sbottai.
"Eh? Non capisco. Perché lo dici a me?" chiese.
"C'è scritto che devo essere single, ma Mike... tu sai." dissi.
"In realtà non capisco..." borbottò.
"Le avevo promesso che avremmo continuato a stare insieme e che sarebbe andato tutto bene." esclamai.
"E hai firmato un contratto che come clausola dice che non puoi fidanzarti?! Ma sei cretino?! Vengo lì dove sei e ti prendo a schiaffi!" urlò dall'altra parte del telefono.
"Ma non ho fatto apposta, quella roba non l'avevo letta." dissi.
"Però l'hai firmata, se la fai soffrire ti vengo a prendere a mazzate." disse.
"Mike io te lo giuro, non ho fatto apposta. Ho bisogno di un favore." dissi.
"Che vuoi?" borbottò.
"Devo starle vicino." affermai.
"Cosa vuoi fare?" chiese sospettoso.
"Devo far finta che non ci sia nulla tra me e lei. Non posso perdere il contratto e nemmeno lei. Stalle vicino, dille che si deve fidare di me." risposi.
"Riccardo... ho i miei impegni. Non posso correrle dietro per tutta Italia!" imprecò e mi mandò a fanculo un paio di volte minacciandomi.
"Mike ti prego, non so cosa fare." dissi.
"Chiama Arianna, chiama qualcuno vicino a lei." disse.
"Tu però chiamala, scrivile. Ti prego Mike." dissi frustrato.
"Va bene, Riccardo devo andare ora." sbuffò, ci salutammo e riattaccò il telefono.
Quella notte inutile dirlo, non dormì a sonni tranquilli.
Federica Pov.
Stavo andando con mia sorella al mio primo incontro, ero un po' agitata, ma felice.
"Sei tesa? Mica ti mangiano." sorrise Arianna.
"Lo so, è il mio primo instore. Penso sia anche normale." dissi.
"Sì, lo è... credo." rispose.
Quando arrivammo venni accolta da un sacco di ragazze, ragazzi e bambini urlanti. Sorrisi e mi fecero salire sul palco per il mini live.
Cantai tre canzoni e cantarle davanti a loro era davvero un'emozione unica, tanto che per un attimo mi scordai degli altri mille problemi.
Mentre firmavo i dischi e abbracciavo i fans, molti mi chiesero di me e di Riki, non risposi di sì e nemmeno di no.
Nel bel mezzo dell'evento mia sorella mi picchiettò sulla spalla e mi sussurrò qualcosa nell'orecchio che all'inizio non capii.
"C'è Riccardo al telefono." mi disse di nuovo.
"Non rispondere, non posso io." le dissi e continuammo l'evento.
La sera andammo a cenare a casa, con i miei genitori.
Finito di mangiare andai in camera mia e addormentai.
Passarono due giorni e ricevetti sempre più amore dai fans, era il primo giugno e si moriva già di caldo. Andai in camera mia, aprii la finestra e mi affacciai al balcone. Quando entrai mi accorsi delle chiamate perse di Mike e di una nuova chiamata in entrata, risposi.
"Pronto?" risposi.
"Ciao Fede... mi spiace." disse piano.
"Ciao Mike, per cosa?" chiesi.
"Cazzo." imprecò.
"Mike, cos'è successo?" chiesi di nuovo.
"Fede, ascolta, penso avessi già visto la sua intervista." mormorò.
"Quale intervista?" chiesi e mi mancò il respiro.
"Quella di Riki. Dio, Fede guardala e richiamami." disse e riattaccò.
La cercai su internet e me inizia a guardarla, appena sentii quella frase, qualcosa dentro di me si spezzò.
Non piansi, rimasi inerme sul letto e non risposi alle innumerevoli chiamate di Mike e di Shady.
"Fede, buonanotte." mi disse Arianna entrando in camera, non risposi.
"Fede, buonanotte." ripeté, ma non risposi.
Si preoccupò e si sedette sul letto, mi scrutò con lo sguardo.
"Fede, tutto okay?" chiese.
"Sì. Buonanotte." dissi fredda, non fece domande, mi diede un bacio sulla testa e se ne andò.
Riccardo Pov.
Postai una foto su Instagram, mia e sua.
Non aveva risposto alla mia chiamata e non avevo potuto dirle per l'ultima volta che l'amaro davvero.
Mi chiamò Andreas, dopo giorni.
"Riki... scusa se non ti ho risposto prima. Ma prima stavo leggendo alcune cose su Instagram e... che diavolo hai fatto?! Hai scatenato l'inferno con quell'intervista!" esclamò.
"Uhm... ciao anche a te Andre. Adesso ti spiego tutto." sospirai.
Gli spiegai la situazione, dicendogli anche quanto fossi mortificato e quanto avessi paura di averle fatto male.
"Ma dico?! I criceti sono tutti morti nella tua testolina?! Hai avuto quattro proposte, ci sarà una casa discografica che ti accetti... hai un successo enorme e credimi, la Sony se ne può andare a fanculo. Sono sicuro al cento per cento che lei stia male adesso... mamma mia, ma senza di me sei proprio perso..." disse.
"Andre, mi spiace un sacco. Devo rimediare e non so come fare." esclamai.
"Devi parlarle, è ovvio.... io provo a chiamarla. Comunque resti una testa di criceto! Appena ti vedo ti ammazzo, il lavoro sporco di un migliore amico." sbuffò.
Stavolta risi, parlammo ancora un po', poi misi giù.
Avevo una mezza idea sul da farsi, ma dovevo essere davvero tanto cauto.
Ma dai un messaggio ad Elisa e sperai con tutto il mio cuore che mi rispondesse in fretta.
Domani mattina avrei dovuto prendere l'aereo per andare in Sicilia con mio fratello come accompagnatore.
Prima di addormentarmi pensai ai nostri momenti in casetta.
Flashback
"Pensi che sia facile stare con me... non lo è, Riki non voglio che tu stia male per me. Ti voglio troppo bene." disse accarezzandomi i capelli.
"Sto male adesso, perché non mi lasci parlare. Lo vuoi anche tu in fondo, è solo paura, ma se non ci proviamo non credi che ce ne pentiremo?" chiesi passandole le mie dita sul contorno delle labbra.
"Riki..." disse avvicinandosi di più a me.
Mio Dio, il suo profumo mi faceva girare la testa.
Appoggiai piano le mie labbra sulle sue, erano calde e morbide. Con le mani le accarezzai i capelli e intanto il nostro bacio, il nostro primo bacio, si fece più passionale.
Sorrisi a quel pensiero e mi addormentai cullato da quei bei ricordi.
TO BE CONTINUE
Spero vi sia piaciuto😘
Comunque non c'è niente da fare, mi innamoro di loro ogni giorno sempre di più!
Stay tuned
Vittoria💙

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