Capitolo 12

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La mattina seguente Gillian arrivò alla panetteria leggermente in ansia. Aveva il timore di cosa avrebbe potuto combinare Mauro per farle provare il 'blu'.

"Buongiorno Gill!" la salutò.

"Ciao Damiani."

"Credo che ora mi meriti almeno un 'Mauro' non credi?".

Lei sorrise. "Va bene: buongiorno Mauro."

Sul suo volto si aprì un sorriso. "Molto meglio."

La giornata si svolse meglio della precedente. L'ex-detenuto lavorò bene e aveva sempre il sorriso sulle labbra. Gillian lo colse spesso in flagrante mentre la guardava sorridendo e non faceva altro che pensare a cosa avesse organizzato per il 'blu'.

Magari se n'è dimenticato. Tentò di convincersi. In realtà era quasi come se avesse paura che fosse davvero così.

"Gillian!" la chiamò lui, una volta finito il turno.

"Dimmi."

"Porta un costume da bagno per te e Alice."

"Anche Alice viene?".

Lui sorrise. "Tutti vengono."

Detto ciò se ne andò.

***

"Michi? Che ci fate voi qui?" chiese Gillian.

"Mauro ha organizzato tutto." rispose lui, alzando le spalle.

"Gabry! Dani!" esclamò Alice, correndo ad abbracciare i due bambini.

"Forza! Tutti sul furgone!" esclamò Damiani, spingendoli sul furgone di Michelangelo.

Quando arrivarono a destinazione Gillian rimase sorpresa.

"Un parco acquatico?" domandò scettica.

"Non un parco acquatico qualsiasi. Il miglior parco acquatico di sempre!" rispose, strizzandole l'occhio. Gillian si guardò intorno. Non era mai stata ad un parco acquatico così grande. Cercò la cassa per andare a pagare e vide già i due uomini che stavano pagando. Si avvicinò a Mauro.

"Quanto costa?".

Lui la spinse via. "No, no, no, Gillian. Tu non paghi niente. Offro io."

"Ma-" provò a lamentarsi lei, ma lui la ignorò e finì di pagare. Lei sbuffò innervosita. Non le piaceva far pagare agli altri.

"Forza! Andiamo a posare le borse." li incitò Damiani eccitato, dopo aver pagato.

Posarono asciugamani e borse sui loro sdrai e andarono a tuffarsi. Gillian si divertì come mai prima d'ora. Lei, Alice e gli altri provarono ogni scivolo presente nel parco. In uno si andava solo con un gommone per due persone e lei e Alice andarono insieme: quasi non riuscirono respirare dal ridere quando il gommone si ribaltò, facendole rotolare lungo lo scivolo. Dopo quell'esperienza fecero una pausa, stando nell'acqua bassa a giocare a pallavolo.

"Bene," iniziò Mauro, dopo un paio d'ore che stavano in acqua insieme "Ora se non vi dispiace devo rubarvi Gillian."

"Che?" rispose lei di rimando.

"Vuoi o no riscoprire il blu?" le sussurrò di rimando.

Lei lo guardò sospettosa e lui scoppiò a ridere.

"Vedrai che ti divertirai!" continuò, prendendola per un braccio e trascinandola via. Lei fece finta di salutare gli altri in lacrime.

"Addio! Mi mancherete!"

Michelangelo la salutò alzando gli occhi al cielo.

"Stiamo andando sugli scivoli?" chiese Gillian.

"No. Su quelli ci siamo già stati anche con gli altri." rispose come se fosse ovvio. La guidò oltre gli scivoli verso...

"TRAMPOLINI?!?" urlò lei, capendo le sue intenzioni.

"Non mi dirai che hai paura, vero?" la stuzzicò lui.

"Mmh...no, ma mi mettono ansia."

Lui sorrise. "Tranquilla, ti proteggo io."

"Allora sono proprio a posto!" ironizzò lei ridendo.

***

"Dai, Gill. Devi saltare."

Gillian guardò verso il basso. Almeno 5 metri la separavano dall'acqua.

"No. Sto qui."

"Se vuoi possiamo saltare insieme." disse lui sogghignando.

"Smettila di prendermi in giro!" lo ammonì lei a metà tra l'arrabbiato e il divertito.

"E se poi scivolo mentre cammino sul trampolino cado, batto la testa e finisco in acqua svenuta, morendo annegata?".

Mauro la guardò stralunato. "E non ti droghi. Pensa se lo facessi che problemi avresti!"

Gillian gli tirò un pugno scherzoso. "Stai zitto."

"Su, forza, vieni. Hai più di trent'anni e hai paura di saltare da un trampolino." continuò lui, prendendola per mano e trascinandola fino alla punta. Lei gli si aggrappò al braccio. Più sotto vide Michi, Alice e gli altri che li stavano guardando.

"È la mia fine." sussurrò. Mauro scoppiò a ridere.

"Sei pronta?".

Lei scosse la testa.

"Pazienza." disse stringendosi nelle spalle "Uno, due...TRE!"

Saltarono.

Gillian urlò terrorizzata.

L'impatto con l'acqua pose fine al suo urlo.

"Oh mio Dio!" esclamò ridendo, uscendo dall'acqua "È stato fantastico! Rifacciamolo!"

Mauro sorrise. "Visto? Non era poi così grave."

***

"Quindi?" chiese Mauro, una volta sotto casa sua, guardandola "Hai capito cos'è il blu?".

Gillian sorrise. "Credo proprio di sì."

"Allora: il prossimo?"

"Prossimo cosa?"

"Qual è il prossimo colore?".

Lei ci pensò un attimo. "Il verde."

"Posso sapere il perché hai scelto questo colore?"

"Speranza. Il verde è la speranza. Vorrei ritrovarla."

Lui sorrise. "Perfetto allora domani ti porto a scoprire il verde."

"Va bene. A domani."

"A domani Gill."

Provò a baciarle la guancia ma cambiò idea e la lasciò con un sorriso, sfiorandole la mano.

IL SAPORE DEI COLORIDove le storie prendono vita. Scoprilo ora