Quella sera, una volta tornate a casa, Gillian decise fosse il momento di parlare con Alice. Per troppo tempo avevano evitato l'argomento 'papà'.
– Ehi, Ali, puoi venire un secondo?
La piccola si sedette con lei sul divano.
– Che succede, mami?
– Sei contenta di essere andata dalla nonna oggi?
– Si! La nonna mi piace e anche il nonno! Perché non ci andavamo più?
Gillian sospirò. – Era per via di papà.
– In che senso? Lui non c'era più quando abbiamo smesso di andare dai nonni.
– Era proprio questo il problema. Vedi, la mamma ha sofferto davvero tanto quando papà ci ha lasciato. Non riuscivo a guardare la nonna perché mi ricordava troppo lui.
– Ti manca ancora?
– Sì, molto. Ma ora sto meglio.
– Anche a me manca tanto. So che non tornerà più, così a volte mi immagino di parlare con lui.
Gillian sorrise. – Lo faccio anche io. Sai, papà ed io tenevamo un diario. Lo scrivevamo insieme tutte le sere. Volevamo scriverlo anche con te non appena avessi imparato a leggere e scrivere a scuola. Ti...ti va di farlo noi due? – chiese infine. Gli occhi della bambina si illuminarono.
– Sì!!
– Bene! Allora che ne dici se domani andiamo a scegliere il diario su cui scrivere?
– Sì! Posso scegliere quello che voglio?
– Quello che ti piace di più.
– Con anche il lucchetto? Così nessuno potrà leggercelo!
Gillian sorrise teneramente. – Mi sembra un'ottima idea, puffo.
– Ma a chi lo scriviamo?
– A chi vuoi.
– Lo scriviamo a papà? Così saprà che gli vorremo sempre bene.
– Sono sicura che a lui farebbe molto piacere. Ora andiamo a leggere una storia e poi a dormire, che domani c'è scuola!
– Andiamo! Stasera leggo un capitolo intero tutto da sola.
– Un capitolo intero? No, non ci credo!
– Vedrai! Sono la più brava a leggere a scuola!
– Ne sono convinta anche io.
***
Mauro rimase fermo a guardare il soffitto. Era ora di cena. Ma non aveva fame. Non aveva mangiato per tutto il giorno. Sentì il campanello suonare. Ma non si alzò. Sentì la serratura scattare. Sapeva già chi fosse.
–Immagino che tu non abbia mangiato nulla. – disse Rosie, comparendo sulla porta della sua stanza. Mauro non rispose.
–Sei veramente un idiota.
In tutta risposta ottenne solo uno sbuffo.
–Su muoviti! Alzati. E prima di venire a mangiare fatti una doccia. – continuò lei, storcendo il naso –Puzzi.
In effetti non ricordava l'ultima volta che aveva fatto la doccia forse tre o quattro giorni prima. Il punto era che non aveva le forze. Non aveva voglia di alzarsi. Non aveva voglia di fare niente. Non mangiava. Dormiva in continuo. Non parlava quasi più. Continuava a darsi malato al lavoro. Rosie era molto preoccupata. Andava da lui tutti i giorni, ogni volta che poteva.
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IL SAPORE DEI COLORI
ChickLitPer Gillian i colori sono ciò che caratterizzano le persone, le emozioni, la vita. Gillian ama la vita e ama i colori. O forse sarebbe meglio dire 'amava'. Due anni fa tutto ciò ha smesso di avere importanza. Due anni fa la sua vita è stata distrutt...