Gillian rimase seduta sul suo letto. Non sapeva quanto tempo fosse passato. Intorno a lei era tutto rovesciato. Rotto. Strappato. Nulla era scampato alla sua furia. Nulla era scampato al suo dolore.
Gillian non sapeva quanto tempo fosse passato quando finalmente alzò la testa. Né quanto dopo che riuscì a stare in equilibrio sui suoi piedi. Non sapeva. Non sapeva niente. Non credeva più in niente. L'unica persona di cui Roberto si era fidato lo aveva tradito. Lui si era fidato. Si era fidato di lei. E non di Gillian. Si fidava più di quella che non di sua moglie. E per questo era stato ucciso. Gillian non sapeva cosa provasse. Odio. Rabbia. Dolore. Disgusto. Tristezza. Delusione. Non sapeva. E non capiva nemmeno.
Si diresse ondeggiante verso la cucina. Mise su il caffè e guardò l'ora. Era uscita di casa con Alice verso le 7.30 e sicuramente prima delle 8.30 era andata da lei. Infatti era ancora in casa. In quel momento era quasi l'una. Erano quasi quattro ore che era chiusa in camera. Si passò le mani tra i capelli. Non andava bene. Tutto ciò in cui credeva si stava smontando. Pezzo per pezzo. Piano piano. Come una goccia che a mano a mano scava una roccia e la distrugge. Lentamente. Inesorabilmente.
Si alzò e spense i fornelli. Prese una tazza e ci versò il caffè. Iniziò a bere senza preoccuparsi della temperatura che aveva. Non sentiva più niente. Butto giù il caffè. Doveva sistemarsi. Si diresse in bagno. Quasi non riconosceva la persona che vedeva nello specchio.
La verità la stava uccidendo. L'impotenza anche. Doveva farsi aiutare.
– Pronto?
Gillian quasi tremò di sollievo per il sentire una voce così familiare.
– Michi. Ti prego vieni appena puoi. Ho bisogno di te.
– Cos'è successo?
– Sei impegnato? Non voglio disturbare...
– Pausa pranzo. Dammi quindici minuti.
Esattamente quindici minuti dopo qualcuno suonava il campanello. Gillian andò ad aprire. Appena lo vide per poco non scoppiò a piangere. Lo strinse forte. Quasi come se avesse paura che potesse scomparire. Lui la circondò con le braccia e le accarezzò la testa.
– Ssst. Va tutto bene, Gill.
***
–Papà?
–Dimmi.
–Cos'è l'amore?
–L'amore è mollare tutto e fare tutto ciò di cui ha bisogno la persona che ami, senza voler in cambio niente. È sentirsi vuoti senza l'altro. L'amore è una promessa.
–Papà?
–Sì?
–E se l'altra persona non ti ama?
–Allora stai male, perché vorresti solo essere ricambiato.
–A me va bene anche se non ricambia: io ho abbastanza amore per entrambi.
***
–Ecco fatto. – sbuffò Michelangelo, tirando su l'ultimo mobile. Gillian raccolse le cose rimaste intatte e iniziò a sistemarle. Lui la guardò in silenzio per qualche minuto, riprendendo fiato.
–Cos'è successo, Gill?
Gillian deglutì. Finì di sistemare le ultime cose poi si sedette accanto a lui.
–Ho scoperto una cosa. – spiegò passandogli il diario. Non sapeva perché, ma quello non era riuscita a distruggerlo durante la sua furia. Forse perché era l'unico modo per scoprire la verità. Forse perché era l'unico modo per sentirlo ancora vicino.
Michelangelo lesse le poche pagine che avevano sconvolto Gillian quella mattina. Alzò la testa senza parole.
–Si è fidato di lei. Di lei. E non di me. E lei? Lei lo ha tradito. Io non lo avrei mai fatto. Io sarei morta per lui. Io avrei fatto tutto per lui. – sussurrò. Gli si strinse il cuore nel vederla in quello stato. Era spenta. La avvicinò a sé e le fece poggiare la testa sulla sua spalla.
–Lo sai? Non lo vedo più.
–Cosa? – le chiese.
–Il verde. Il suo verde.
Michi la ascoltò in silenzio. Sapeva della sua particolare capacità di associare a ogni persona un colore. la aiutava a capirle meglio.
– Lui era il verde dei prati illuminati dal sole. Quel verde che ti illumina e ti fa sorridere. Ma ora- – la sua voce si incrinò –Ora non so più chi o cosa sia.
L'uomo la strinse forte, senza parlare. Non c'era niente da dire per consolarla. Gill si strinse a lui, inspirando il suo profumo. Michelangelo era sempre stato l'unico in grado di calmarla. Forse era per via del suo colore. Arancione. Come quello delle albicocche mature. Dolci. Il cui sapore sa di estate. Michi era tutto ciò per lei.
–Credi che sia possibile sbagliarsi così tanto su una persona?
La voce gli arrivò ovattata dalla stoffa in cui aveva affondato il viso, ma lui capì lo stesso.
–Io credo che lui fosse quel verde. Solo che spesso le persone non sono un unico colore. Sono tante sfumature. E forse, forse lui aveva una sfumatura che tu non hai notato. Forse aveva una sfumatura che era nata dopo averti conosciuto. Forse voleva solo proteggerti. Lo so che ha sbagliato. Ma credo lo abbia fatto a fin di bene.
–A fin di bene? Michi lui è...lui è morto. Questo non è un lieto fine. Avrebbe dovuto dirmi la verità. Io avrei potuto aiutarlo. Avrei potuto parlare con il procuratore e-
–Lo so, lo so. Ma a volte le persone fanno azioni stupide per le persone che amano.
Restarono abbracciati in silenzio ancora per qualche minuto, che a Gillian parvero ore.
–Che ne dici se, dopo aver preso Alice a scuola venite da noi? Potete anche restare a dormire, se volete. Sai che c'è spazio.
Gillian scosse la testa.
–No, no vorrei disturbare.
–Ma zitta! Non disturbi affatto. Okay, è deciso. Ci vediamo da me alle diciassette. Così avete il tempo di prendervi un cambio per domani.
Gillian sorrise e i muscoli le fecero male, non più abituati.
–Va bene.
–Ottimo allora vai a farti una doccia. Io torno a finire un rapporto su un caso. Ci vediamo tra un'ora e mezza.
Le lasciò un bacio sulla guancia e se ne andò.
Gillian sorrise, sentendo il vuoto nel petto un po' meno infinito.
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IL SAPORE DEI COLORI
ChickLitPer Gillian i colori sono ciò che caratterizzano le persone, le emozioni, la vita. Gillian ama la vita e ama i colori. O forse sarebbe meglio dire 'amava'. Due anni fa tutto ciò ha smesso di avere importanza. Due anni fa la sua vita è stata distrutt...