Ultimo giorno di scuola, ultima ora, ultimo minuto.
Come tutti i suoi compagni di classe, Drew teneva lo sguardo fisso sul vecchio orologio appeso sopra alla cattedra di Mrs Robinson, che blaterava da mezz'ora sui compiti per le vacanze e sull'esame che li aspettava non appena fosse ricominciato l'anno scolastico.
È curioso come le lancette sembrano muoversi più lentamente quando le fissi. Quel minuto pareva eterno.
Drew cercò di non fissare più l'orologio. Aveva scarabocchiato sul quaderno i suoi progetti per l'estate. Diventare un chitarrista professionista, farsi un weekend romantico con Destinee da qualche parte e magari una vacanza "soli uomini" con Pete. Ne avevano parlato durante l'ultima lezione. Pete si era mostrato disponibile, "ma bisogna chiedere a tua madre".
Non le parlava più. Aveva perso tutta la debole stima che aveva per lei quando aveva accettato di sposare il serpente. La notizia lo aveva lasciato di sasso. Glielo aveva comunicato un giorno a pranzo - solo dopo Drew aveva capito perché gli aveva cucinato gli spaghetti con le polpette, il suo piatto preferito - e lui aveva rischiato di soffocarsi col boccone che gli era rimasto in gola.
«Ma sei fuori?!» l'aveva aggredita. «Perché cazzo dovresti sposarlo?!»
La risposta della madre - "ci amiamo" - gli aveva strappato una risata di derisione. Poi, incazzato come non mai e consapevole che se fosse rimasto lì avrebbe ribaltato la sala da pranzo, era andato da Destinee. Lei aveva ascoltato il suo sfogo per appena cinque minuti prima di posargli un indice sulla bocca e dire: «Mia madre non c'è. Hai voglia?» Si era abbassata la spallina della canottiera, e Drew aveva iniziato a sfogarsi in un altro modo.
Pete gli aveva dato più soddisfazione. Anche lui era rimasto perplesso. «Non pensavo avessero così fretta. Si conoscono da due anni appena, no?»
Drew non riusciva a capire come sua madre potesse essere tanto idiota, ma ormai aveva deciso; se ne sarebbe andato di casa. Sarebbe andato a stare da Pete, l'unico che lo capiva lì in mezzo. L'atmosfera in casa era diventata pesantissima; Drew scoppiava alla minima provocazione e Curt aveva smesso di incassare colpi senza reagire. L'ultima discussione aveva raggiunto volumi così elevanti che Marvin era scoppiato a piangere e ad Alease c'era voluta un'eternità per calmarlo. Poi aveva detto a Drew, severa e implorante al tempo stesso: «Parlaci tu, rassicuralo che tra te e Curt è tutto a posto.»
«Un cazzo è a posto, mamma. Marvin ha visto finalmente che bestia è suo padre.»
L'aveva ferita, l'aveva delusa, ma anche lei aveva deluso lui. Per anni non avevano avuto bisogno di un uomo, se l'erano cavata da soli, e ora tutto ad un tratto decideva di sposare l'uomo che Drew odiava di più al mondo!
D'impulso prese il cellulare e scrisse a Pete: "Si può anticipare la lezione a domani? Ho bisogno di parlarti."
Lui gli rispose con un pollice in su, senza chiedere altro.
In quell'istante suonò la campanella e tutti gli studenti esultarono, schizzando fuori dall'aula e ignorando le urla di Mrs Robinson. Anche Drew si alzò e corse a recuperare i libri dal suo armadietto, pregustando il delizioso momento in cui avrebbe dato loro fuoco.
Si unì alla calca di studenti che si riversavano fuori dalle porte battenti e si fermò un istante sulla soglia, respirando a pieni polmoni.
Finalmente quello schifo era finito! Ora iniziava la vita vera! E lui aveva intenzione di trascorre più tempo possibile con la bionda più sexy del pianeta.
La individuò immediatamente. Risaltava come un faro nella notte buia, con quei lunghi capelli d'oro e l'abbigliamento quasi indecente - jeans stinti e strappati, top scollato e tacchi, neanche si stesse preparando ad una serata in discoteca. Era con le sue amiche Sasha e Gena, e coi palestrati che parevano appena usciti dalla rivista "I giocatori di football più cool del momento".
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Generations
Chick-LitA FEBBRAIO 2019 IN CARTACEO ED E-BOOK in collaborazione con BRÈ EDIZIONI! Primo romanzo della serie "Generations". Alease ha solo sedici anni quando la sua vita viene sconvolta da una gravidanza indesiderata. Scappata da genitori troppo bigotti per...
