Cime tempestose

1.2K 52 1
                                        


 Piper

Guardo l'orologio.

"Cazzo, è tardissimo.", penso alzandomi di scatto dal letto.

Mi siedo e mi prendo del tempo per pensare.

Dopo aver chiuso il locale ieri notte mi sono vista costretta a chiamare un taxi, e meno male che non ho dovuto aspettare molto.

"Alex...", penso improvvisamente a lei.

Le nostre mani si erano sfiorate, poi ci eravamo guardate negli occhi per interminabili minuti.

"Ma come interpretare tutto questo?", mi chiedo.

Infilo le pantofole e corro in cucina a prepararmi la colazione. Poco dopo sono già in doccia, lascio che l'acqua mi scivoli addosso: resterei così per ore.

Mi vesto, indosso una maglietta nera con la scritta fluorescente e pantaloni larghi elasticizzati; infilo le converse ed esco di casa.

Lungo il tragitto chiamo Jack, ieri non ho avuto modo di parlargli.

"Ciao Jack, ascolta, ieri ho firmato i documenti e quindi...",

Mi interrompe.

"Te ne vai, vero?", mi chiede triste.

"No, non ho detto questo. Però non potrò più fare la mattina.", lo rassicuro.

"Va bene allora. Ancora meglio, ci penserai tu a fare chiusura ogni sera.", dice chiudendo la conversazione.

"Benissimo.", penso, "spero di non dover prendere il taxi ogni notte."

Poco dopo sono all'università. Mi fermo davanti alla porta d'ingresso, estraggo una chesterfield rossa dal pacchetto e me la fumo in tutta tranquillità.

"Ne avresti una anche per me?", mi chiede Kira sbucando chissà da dove.

"Ciao, certo.", le rispondo estraendo una sigaretta dal pacchetto per lei e porgendogliela.
"Avresti anche da accendere?", continua.

Le porgo l'accendino ma quello non si accende.

Mi avvicino a lei e con una mano proteggo la fiamma dell'accendino.

"Grazie.", mi dice guardandomi negli occhi.

Restiamo in silenzio per un po'.

"Allora? Cosa ne pensi della dottoressa Vause?", mi domanda poco dopo.

"Beh... penso che sia brava.", rispondo imbarazzata.

"Andiamo... lo so che ti piace. Guarda che non lo dico a nessuno.", dice dandomi una pacca sulla spalla.

Divento tutta rossa in viso.

"Ma come ti viene in mente!", esclamo, "assolutamente no."

"Vedo come la guardi.", continua.

"Ti stai sbagliando.", replico.

"Però non hai ripudiato l'idea che possa piacerti una donna. Quindi... ti piacciono le donne?"

Le sue domande iniziano ad urtarmi profondamente.

"Ascolta, non lo so, okay? Non ho un sesso preferito, prendo quello che capita."

"Ottima filosofia di vita", dice sorridendomi.

Ne ho abbastanza, spengo la sigaretta ed entro.

Estraggo il depliant dalla borsa.

"Mercoledì – stanza 12", leggo.

Faccio mente locale per ricordare dove sia questa stanza 12.

Più forti della tempesta (Vauseman)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora