Alex
In un primo momento penso di avere le allucinazioni, ma più si avvicina verso di me più considero questa ipotesi del tutto infondata.
"Finalmente ti ho trovata!", esclama a pochi metri da me.
"Come?" , rispondo non avendo capito niente di quello che ha detto.
Mi prende per un braccio e mi trascina in un angolo più silenzioso.
"Ho detto che finalmente ti ho trovata", ripete.
"Perchè? Dove mi stavi cercando? Non stavi con quella?", ribatto.
"Ho chiamato Jenny, ero da lei, ti ha chiamata prima ma ha detto che non saresti tornata a casa, così mi sono messa a cercarti." - continua, spostandosi leggermente di lato - " e poi eravamo d'accordo nel fare questa cosa."
"Si ... ma. ..", cerco di ribattere.
"Comunque è andata male, lei ha capito tutto e se n'è andata. Ho fallito, mi dispiace", dice con gli occhi lucidi.
Non so se sentirmi sollevata o frustrata, ma sicuramente in questo momento mi focalizzerei più sulla prima.
"Sia lodato il cielo!", esclamo stupendomi io stessa di quella determinazione.
"Sono stata una cogliona, a me non interessa del lavoro, ho trovato te e non voglio perderti.", dico tutto d'un fiato.
Resta sorpresa da quelle parole e mi guarda negli occhi.
In un impeto le prendo il viso fra le mani, mi fiondo sulla sua bocca e inizio ad assaporarla, un pò alla volta.
Lei si lascia trasportare.
Non m'importa... che ci vedano pure, io la amo, e questo ci basta.
Poco dopo mi interrompe e mi trascina verso il piano di sopra. Entriamo in bagno e notiamo due donne che si stanno sistemando i capelli. Attendiamo pazientemente in un angolo, incontenenti per l'eccitazione che entrambe sentiamo di possedere.
Appena se ne vanno chiudiamo la porta a chiave.
Io e lei soltanto.
Io e lei soltanto: tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
La sbatto contro il muro e inizio a toglierle la maglietta, prendo nuovamente a baciarla con passione, e piccoli gemiti di piacere fuoriescono dalle sue labbra.
"Questo mi soddisfa di più delle sigarette"., dice.
"Cosa?", le chiedo.
"Niente, niente.", ribatte.
Le slaccio il reggiseno e inizio a mordicchiarle i capezzoli, poi risalgo sul collo e non riesco nemmeno più a descrivere come mi sento e cosa sto facendo esattamente.
Mi lascio trasportare dal desiderio inevitabile che ho di lei, della sua essenza.
Mi inserisco negli incavi del suo collo, mi lascio pervadere dal suo profumo, e... resterei così per ore.
Poi lei fa lo stesso, con mani inesperte, ma è così dolce.
Le alzo la gonna e sposto di poco la stoffa delle sue mutandine.
Lei mi slaccia i pantaloni e fa lo stesso con le mie.
Mi avvicino di più a lei e con la mano inizio a farmi spazio nella sua intimità.
E' così sublime quello che provo, quello che sento.
Vederla godere mi fa impazzire.
"Quando potrò farlo anch'io?", mi chiede improvvisamente.
"Quando sarai pronta.", le bisbiglio con tono provocatorio.
"Sei mia, sei mia". , le sussurro mordicchiandole il lobo destro dell'orecchio e continuando a muovere la mano ora su, ora giù, ora accarezzandole l'inguine.
"Sono tua, sono tua.", afferma spalancando la bocca.
Riprendo a baciarla perchè so che altrimenti urlerebbe per quello che sta provando in questo momento.
Geme silenziosamente e poi si accascia a terra, sfinita e felice.
La guardo soddisfatta: - "ti amo"., le dico.
"ti amo.", mi dice.
E so finalmente che non c'è posto da docente universitaria che tenga: non rinuncerò mai più a lei, dovessimo affrontare la tempesta lo faremo insieme.
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Più forti della tempesta (Vauseman)
FanfictionAlex è una ricercatrice newyorkese che vive a Londra e lavora come assistente alla cattedra, Piper è una cameriera con il sogno di studiare e diventare insegnante. Entrambe così diverse... o forse no. Le loro strade si congiungeranno in modo inatt...
