Dove sei?

875 33 0
                                        

Piper 

Ancora sconvolta  decido di ritornare a casa quando improvvisamente mi rendo conto di dover comunicare il fallimento del piano ad Alex. 

Riaccendo il telefono e provo a chiamarla, ma risulta irraggiungibile.

"Starà ancora aiutando Josh, penso." 

Proprio mentre sto scorrendo i numeri della lista chiamate mi accorgo di un numero che Alex compose quella sera in ospedale. 

Sono curiosa, premo il tasto di chiamata. 

"Pronto?", risponde qualcuno poco dopo. 

"Ha una voce femminile", constato. 

"Ehm, sono un amica di Alex, e avevo il suo numero memorizzato, e..."

"Ah, capisco. E non puoi chiamare lei?", risponde innervosita.

"Si, ma volevo solo capire a chi appartenesse questo numero."

"Ora che lo sai sei più tranquilla?"

"Veramente non lo so.", ribatto iniziando a scocciarmi di quel gioco telefonico. 

"Sono Jenny, la sua coinquilina."

"Ah...", dico solamente.

"Sicuramente sarà qui a momenti, se vuoi potresti venire qui.", propone. 

Ci rifletto un attimo - "cosa potrebbe mai accadermi?", penso. 

"Si, magari aspetto fuori casa. Mi sentirei meno in imbarazzo."

"Come vuoi.", esclama la voce rassegnata dall'altro capo del telefono - "Glouchester Road 172. Ti aspetto, così magari la chiamiamo insieme."

Riaggancio e sorrido. 

Non so se potrà farle piacere vedermi lì, ma non posso aspettare domani per comunicarglielo. 

Trenta minuti dopo sono all'indirizzo che la voce al telefono mi ha detto. 

Suono il campanello, e quasi credo di aver sbagliato, perchè per due minuti buoni non viene ad aprirmi nessuno. 

Poi arriva lei, vestita elegantemente, si presenta, mi dice di chiamarsi Jenny e mi stringe la mano. 

Gliela stringo anch'io. Mi siedo sulla scalinata d'ingresso e lo stesso fa lei. 

"Sei sicura di non voler entrare?", mi chiede.

"No, no, preferisco aspettare qui." - e nel mente prendo una sigaretta dalla borsa accendendola. 

"E' da molto che vi conoscete?", mi chiede. 

Il fumo mi va di traverso e tossisco. 

"Ehi, ehi, vacci piano.", esordisce lei. 

"No, è solo che camminare a passo svelto e fumare subito dopo non mi fa certo bene."

"E perchè lo fai?", chiede ancora. 

"Non lo so, per sfogarmi forse." - replico inalando altro fumo. 

"Ci sono altri modi per sfogarsi", constata. 

Annuisco, non voglio stare qui ad argomentare del perchè io abbia iniziato a fumare. 

Restiamo in silenzio per un pò. 

"Almeno posso finire di fumare in pace.", penso. 

"Adesso provo a chiamarla.", mi comunica poco dopo. 

Sparisce per un attimo all'interno per poi ricomparire con il suo cellulare. 

Compone il numero. 

"Non è un buon momento?", dice lei. 

Mi allarmo immediatamente. 

"Oh, nulla, solo che sono in compagnia di una ragazza e..." 

Viene interrotta. 

Vorrei poter capire ciò che sta dicendo ma non ci riesco. 

Riattacca poco dopo. 

"Non tornerà stanotte.", mi comunica. 

"Come!", esclamo. 

"L'ho sentita molto giù, quando sta così va in giro per pub."

 "E adesso?", penso. 

Resto in silenzio un attimo a riflettere. 

"Va bene, grazie mille. Ora devo andare."

"Mi dispiace.", dice lei stringendomi nuovamente la mano. 

Annuisco con la testa, mi alzo e vado via. 

Prendo a camminare senza una meta precisa.

"Se fossi Alex e fossi triste dove andrei?"

 Venti minuti dopo sono vicino il locale di Jack. La saracinesca è abbassata. 

Ripercorro a ritroso il vialetto e d'un tratto il mio sguardo viene attirato da un insegna luminosa con scritto "pub." 

"Provare non costa niente", mi dico incoraggiandomi. 

Spalanco la porta d'ingresso e la prima persona su cui riesco a focalizzare lo sguardo è proprio lei. 

Alex. 

Più forti della tempesta (Vauseman)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora