Qualcosa da bere?

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Alex 

Sono ancora così arrabbiata per quello che è successo prima in università che ho bisogno di calmarmi. Così decido di andare al locale, sicuramente Piper sarà lì. 

Appena arrivo trovo Jack che sta parlando proprio di me, bacio Piper che sembra abbastanza sorpresa di vedermi lì e poi mi metto a parlare con lui. 

Mi racconta che l'ex moglie vuole spennarlo, e che quindi ha bisogno di cedere il locale. 

"Quale occasione migliore.", penso tra me e me. 

Jack mi propone di acquistare la gestione del locale e io accetto. So di essere impegnata con l'università, ma quel posto per me e Piper rappresenta davvero molto. 

Firmo le carte e in men che non si dica divento la proprietaria di tutto quello spazio. 

Stringo la mano a Jack accompagnandolo fuori e ritorno dentro, dove Piper e Josh mi aspettano elettrizzati. 

"E' meraviglioso! Un posto tutto per noi.", esclama Piper elettrizzata. 

Mi si fionda sul collo e mi abbraccia. Non so per quanto tempo restiamo così. 

Josh si schiarisce la gola - "ci sarei anch'io da abbracciare.", dice d'un tratto. 

Ridiamo e abbracciamo anche lui. 

La serata trascorre abbastanza lentamente, arrivano i primi clienti intorno alle sei, e a mezzanotte abbiamo ormai chiuso con più di 100 coperti. 

"E anche oggi abbiamo finito.", dice Piper  esultando. 

Sistemiamo le ultime cose e usciamo tutti e tre fuori.

Josh  chiude la saracinesca con il lucchetto e mi fa segno di avvicinarmi. 

"Vedi? Questo va così, tu lo metti in modo sbagliato.", mi dice.

Rido, quante volte gliel'ho fatto vedere io. 

Piper annuisce e prova a farlo lei, ci prova una, due, tre volte e alla fine ci riesce. 

"Adesso ho capito!", esclama. 

Io e Josh ridiamo. 

"Dopo questa lezione posso andarmene a casa.", esordisce Josh. 

Lo vediamo mentre si infila il casco e sfreccia via con la sua moto mezza sgangherata. 

"Qualche giorno resterà a piedi.", dico a Piper con aria profetica. 

"Anche secondo me.", ribatte lei. 

Restiamo in silenzio guardandoci negli occhi. Mi mordo il labbro e lei non fa altro che fissarmi. 

"Ti va di dormire a casa mia stanotte?", mi chiede improvvisamente. 

Resto in silenzio per un pò, giusto per tenerla sulle spine - "sei sicura di voler dormire?", le chiedo intendendo ovviamente altro. 

"Non credo proprio.", risponde strizzando l'occhio. 

Ci incamminiamo, mano nella mano, come una coppia a tutti gli effetti.

Attraversiamo Covent Garden e, correndo, riusciamo a raggiungere l'ultima metro per un soffio.

Venti minuti dopo siamo davanti alla porta di casa sua. 

Apre con abilità la porta e ci fiondiamo dentro, richiudendola alle nostre spalle.

Mi tolgo il giubbotto e lo lascio sull'appendiabiti, lei fa lo stesso. 

"Ti va di bere qualcosa prima?", mi chiede. 

Faccio cenno di sì con la testa e scompare in cucina per poi riapparire poco dopo con due bicchieri colpi di vodka lime. 

"Oh, oh, frena, non bevo mica così tanto io.", le comunico. 

"Chi ti dice che dobbiamo berla tutta?", esclama con tono provocatorio. 

Improvvisamente si toglie la maglietta e la getta per terra, mi prende per un braccio e mi spinge sul divano. 

Afferra il bicchiere pieno di vodka e ci infila due dita dentro per poi bagnarsi il petto. 

Non so perchè la la cosa mi eccita davvero tanto, mi tolgo la maglietta anch'io e inizio a fare la stessa cosa. 

Piper si avvicina a me e inizia a leccarmi il collo, e poi i seni. 

"Modo innovativo di bere, non è vero?", dice con tono malizioso.

"Mmm... già.", ribatto avvicinandola  a me. 

L'odore dell'alcool mischiato al suo mi inebria, mi fa andare fuori di testa. 

Mi alzo e spingo lei sul divano, mi accovaccio e le sfilo i pantaloni e le mutandine. 

Mi faccio spazio tra le sue gambe e mi concentro sulla sua intimità. Il bicchiere che ha in mano cade e si rovescia sul pavimento.

"Peccato.", dico - "tanto non ne avremo più bisogno."

Scendo nuovamente e mi fiondo tra le sue gambe. Inizio a leccare dapprima lentamente e poi velocemente. 

"Ti piace?", le chiedo riprendendo fiato.

"Da dio.", risponde ansimando. 

La sento trattenersi e poi improvvisamente esplodere. 

"T.. ti amo.", dice prima di accasciarsi sfinita sul divano e chiudere gli occhi.

"Anche io.", le bisbiglio all'orecchio mettendole il mio giubbotto addosso. 


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