Alex
Sono in aula da più di dieci minuti ormai, ieri sera ho fatto tardi, il locale era pienissimo e così ho aiutato Piper e Josh per quanto possibile.
E adesso eccomi qui, con delle occhiaie giganti e questo sonno che non mi dà pace.
Ho iniziato la lezione nel più monotono dei modi, avrei tanto bisogno di una tazza di caffè per riprendermi.
"Scusate ragazzi, mi assento un attimo.", comunico poco dopo decisa ormai sul da farsi.
M'incammino verso le macchinette e inserisco una moneta nel distributore.
"Giornata pesante, eh?", dice improvvisamente una collega girandosi verso di me.
"Direi proprio di sì.", esclamo sorridendole.
"Ah, volevo parlarti di una cosa.", mi dice d'un tratto.
"Dimmi pure.", replico attendendo il mio caffè.
"Ho saputo che sei diventata tutor di una ragazza, come si chiama..." , si punta un dito alla tempia cercando di ricordare.
"Chapman, si chiama Chapman.", rispondo.
"Giusto, Chapman. Ebbene, poco fa in Segreteria mi hanno detto che dovrei sostituirti."
"Cosa?", dico con estrema sorpresa.
"Si, pare che tu sia troppo di parte al momento, e non puoi avere un occhio imparziale mentre la segui.", dice tutto d'un fiato.
"Ma questo è assurdo. Certo che sono imparziale, altrimenti non potrei continuare il mio lavoro.", replico letteralmente incazzata.
"Ascolta, Vause, capisco la tua amarezza, ma qui anche i muri ormai sanno che tu e lei state insieme.", prende fiato.
"Davvero? E come farebbero a saperlo?"
"Ha sparso la voce un'altra ragazza qualche giorno fa."
Improvvisamente un dubbio assale la mia mente.
"Anche il rettore lo sa?", chiedo.
"Credo proprio di sì, lui di solito è il primo a sapere queste cose.", dice.
Sbianco improvvisamente, afferro il bicchiere con il caffè e ne trangugio il contenuto tutto d'un sorso bruciandomi la lingua.
"Dannazione.", penso tra me e me.
"Ascolta, quello che succede fuori di qui sono problemi tuoi, e suoi. Però in quest'università non siamo noi che decidiamo, capisci?"
Fingo un sorriso e annuisco con la testa.
"Perciò ascoltami, sicuramente questo non significa che dobbiate separarvi, ma qui dentro si. Fai domanda e cambiala di corso."
"Ma...", cerco di ribattere.
"Ma nulla, se la ami davvero e vuoi che cresca e ottenga la laurea cambiala di corso.", continua.
Sparisce lasciandomi lì, impietrita.
Devo pensare, devo riflettere. Se glielo dicessi ora ci rimarrebbe male. Devo trovare le parole giuste.
Getto il bicchiere nel cestino e ritorno in aula.
Adesso si che sono sveglia.
"Allora ragazzi, oggi parleremo di Harper Lee. Chi lo conosce?"
L'intera aula alza la mano.
"Benissimo, questo ci faciliterà di molto le cose.", continuo passeggiando avanti e indietro per le file - "Harper Lee ha scritto due libri considerati estremamente importanti, ma quello che analizzeremo sarà "il buio oltre la siepe. Chi lo conosce?"
Ancora una volta l'intera aula alza la mano.
"Perfetto. Quindi saprete già che in questo libro sono trattati temi che mirano a provocare la gerarchia sociale del tempo. Esso si sofferma sul razzismo, non inteso dal punto di vista generico ma bensì nella sua interezza."
Una mano si alza.
"Si? Gazi.", dico indicando il ragazzo.
"Volevo solo dire che ho amato tanto questo libro.", comunica.
Gli sorrido - " posso immaginare, signor Gazi." , - proseguo - "voglio farvi una domanda. Se aveste un colore diverso di pelle vi piacerebbe essere incriminato di qualcosa solo perchè diversi?"
"No.", esclama un ragazzo - "non mi piacerebbe per niente. Il fatto che io sia diverso non comporta che sia un criminale o qualcuno da evitare."
"Giusta osservazione. Voglio farvi un altra domanda: secondo voi perchè la diversità è recepita come il male di questa società?"
Piper alza la mano.
La ignoro.
La alza nuovamente.
"Prego, signorina Sullivan.", do la parola alla ragazza dietro di lei.
"Essere diversi è un pericolo per gli altri perché ci vorrebbero tutti uguali, con le stesse idee, lo stesso pensiero, lo stesso colore di pelle, come tanti automi che camminano conformandosi alla camminata del capo."
"Ottimo punto di vista. Ebbene è proprio così, la diversità viene recepita come pericolo perché non è prevedibile. Tu sei diverso da me, perciò mi fai paura. Se so che la pensi come me possiamo andare d'accordo."
Un altro ragazzo alza la mano, guardo di sottecchi Piper e noto che ci è rimasta male.
"Prego.", dico indicando il ragazzo.
"Se la pensassimo tutti allo stesso modo non esisterebbe nemmeno la letteratura, l'arte, la musica."
"Eeeesattamente questo è il punto dove volevo portarvi. Se la diversità non esistesse non ci sarebbe alcuna forma d'arte. Immaginate per un attimo se si scrivessero sempre le stesse cose. Sarebbe noioso e monotono."
"Cosa bisognerebbe fare per salvaguardare la diversità?", dice improvvisamente Piper non interpellata.
Decido di risponderle.
"Per salvaguardare la diversità bisognerebbe semplicemente appoggiarla."
"Non capisco.", ribatte.
"Appoggiarla in ogni sua sfaccettatura. Non dobbiamo essere invidiosi di quello che hanno gli altri o del successo che hanno, della loro vita... ogni lato della nostra esistenza si caratterizza per la sua diversità."
Resto in silenzio per alcuni minuti, poi prendo il libro e inizio a leggere dalla prefazione.
"Così, giusto per ricordare, direi che per domani potrete portarmi una nota introduttiva del primo capitolo.", suggerisco.
La lezione finisce e i ragazzi vanno velocemente via.
Restiamo io e Piper, da sole.
Faccio finta di non prestarle attenzione, ripongo penne e libri nella borsa e cancello con il cassino le scritte sulla lavagna.
"E' da quando sei rientrata che mi eviti. Cosa ti ho fatto?", mi chiede improvvisamente.
"Assolutamente nulla, ho bisogno di parlarti, ma mi serve ancora un po di tempo.", le dico.
Mi guarda con aria interrogativa e usciamo dall'aula.
"Venti minuti, dammi venti minuti.", la supplico.
"Va bene, dove ci vediamo?", mi chiede
"Nel mio ufficio. Ti aspetto.", cerco di sorriderle per poi allontanarmi.
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Più forti della tempesta (Vauseman)
FanfictionAlex è una ricercatrice newyorkese che vive a Londra e lavora come assistente alla cattedra, Piper è una cameriera con il sogno di studiare e diventare insegnante. Entrambe così diverse... o forse no. Le loro strade si congiungeranno in modo inatt...
