Alex
Mi sveglio nel tepore di questa piccola casa, apro gli occhi e il sole mi illumina il viso, ricordandomi che è il momento di darsi una mossa.
Mi metto seduta con fatica e osservo il circostante. Cerco con lo sguardo Piper, ma di lei nessuna traccia. Accendo il cellulare che avevo poggiato sul tavolino la sera prima e mi rendo conto che è tardissimo. Mi spoglio dei vestiti in fretta e furia e mi infilo sotto la doccia, lascio che l'acqua tiepida riempia ogni incavo della mia pelle. Tanti pensieri si fanno spazio in me, oggi è il giorno del cambiamento, per Piper perchè sarà senza di me, per me, perchè sarò senza di lei.
Esco dalla doccia qualche minuto dopo, mi asciugo e apro l'armadio di Piper per vedere se magari ha qualche roba che possa andarmi.
Opto per un jeans a sigaretta e una maglietta che mi sta discretamente, mi osservo allo specchio soddisfatta e, presa la borsa, esco di casa richiudendomi la porta alle spalle.
Cammino a passo veloce verso la metro - "ci manca solo che arrivi in ritardo.", penso.
L'aria è tiepida, una via di mezzo, non fa nè tanto caldo, nè tanto freddo.
Osservo le ombre delle case stagliate sul selciato, gli alti alberi in lontananza che si prendono gioco di me e queste macchine che sfrecciano da una parte all'altra, quasi come se la vita fosse una continua corsa alla ricerca del niente.
Nel giro di venti minuti sono dall'altra parte della città, camminare a quest'ora per il centro di Londra è davvero impossibile.
Miriadi di turisti si fanno largo passando da una parte all'altra, fotografando ora questo, ora quello, noncuranti delle persone che magari dovrebbero andare a lavorare.
"Che argomento tratterò oggi? Ieri non ci ho minimamente pensato, tra il fatto del locale e Piper non ho avuto modo per schematizzare la lezione di questa mattina. Improvviserò", penso - "sicuramente sarà la cosa migliore da fare."
Poco dopo sono nei pressi dell'università, cammino a passo svelto quando improvvisamente il mio cuore riprende a battere veloce, la vedo, lì, tutta sola. Contempla qualcosa, ed è lo spettacolo più bello che abbia mai visto, la ragione per cui vale davvero la pena svegliarsi la mattina.
Resto ferma per un pò, a osservarla da lontano, dopo di che estraggo il telefono dalla borsa e decido di immortalarla in una foto.
"E' perfetta.", penso tra me e me.
Sorrido e mi muovo verso di lei.
"Qualcuno ha bisogno di compagnia?", esordisco avvicinandomi.
Lei è sorpresa di vedermi, mi si fionda al collo e mi lascio trasportare da quella sensazione.
"Non volevo svegliarti stamattina.", dice guardandomi poi negli occhi..
"Non ti preoccupare, scusami se ho indossato qualcosa di tuo ma..."
"Stai tranquilla, anzi, stai benissimo. Diciamo che sembri più giovanile di quanto lo possa sembrare io."
Rido.
Restiamo in silenzio per un pò.
"Hai deciso di restare qui fuori per tutta la giornata?", esordisco poco dopo.
"Ti aspettavo, non posso iniziare senza di te.", mi dice.
Arrossisco, questa ragazza mi provoca un miscuglio di emozioni indefinite.
Mi avvicino pericolosamente alle sue labbra, e gioco con le ciocche dei suoi capelli, le avvolgo fra le dita con movimenti semplici e delicati.
Lei mi accarezza il viso, e un brivido mi fa accapponare la pelle.
"Ti va di darci il bacio del buongiorno come si deve da qualche altra parte?", propone con tono provocatorio.
"Come rifiutare una proposta del genere!", esclamo trascinandola per un braccio all'interno dell'università e al piano superiore.
Entriamo nel bagno, mi preoccupo di chiudere la porta.
Prendo a baciarla con passione, ma in modo delicato.
Chiudiamo gli occhi, lasciandoci trasportare unicamente da quello che proviamo.
Infilo la lingua nella sua bocca, faccio mio ogni singolo spazio.
Lei fa lo stesso.
"Che bel modo di iniziare la giornata"., esordisco dopo poco.
"Esatto. Sarebbe meraviglioso iniziare ogni mattina così.", ribatte cingendomi la vita.
"Pronta per oggi?", le chiedo cambiando discorso.
"No, sentirò la tua mancanza.", esclama.
Le accarezzo i capelli - "uno squillo, fammi uno squillo e uscirò fuori per te."
"Grazie, ma...", prova a replicare.
"Ma, nulla, mi dirai tutto ciò che fa quella vipera, va bene?"
Mi guarda.
"Perchè vipera?", chiede.
Resto in silenzio pochi istanti - "storia lunga.", dico vagamente.
"Comunque adesso devo andare.", dice improvvisamente stringendomi la mano.
"Buona lezione amore, ti amo."
"Buon lavoro a te, ti amo anch'io."
Le sorrido e mi faccio da parte per lasciarla uscire dal bagno.
Devo abituarmi alla sua mancanza, devo capire che non potrà essere sempre disponibile per me sempre. Voglio che si realizzi, non che dipenda da me.
Però io non posso fare a meno di dipendere da lei, così faccio scorta di quei baci dati di nascosto, mi ricompongo e scendo le scale in fretta per poi entrare in aula, non prima di mandarle un ultimo messaggio: - "mi basta un attimo per farti mia, eppure una vita intera non basterebbe a cancellare i tuoi segni sulla mia pelle e nel mio cuore.", digito frettolosamente, invio il messaggio e rimetto il cellulare in borsa sorridendo.
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Più forti della tempesta (Vauseman)
FanfictionAlex è una ricercatrice newyorkese che vive a Londra e lavora come assistente alla cattedra, Piper è una cameriera con il sogno di studiare e diventare insegnante. Entrambe così diverse... o forse no. Le loro strade si congiungeranno in modo inatt...
