Piper
Un rumore improvviso tutti noi ragazzi, il professore esce dall'aula e corre verso il piano superiore.
Alcuni di noi, incuriositi dalla scena, usciamo dall'aula e facciamo lo stesso.
Saliamo le scale e ci fermiamo al primo piano. C'è una calca incredibile, e non si riesce a vedere molto.
"Ma che sta succedendo?", chiedo a una ragazza davanti a me.
"Non ci sto capendo molto, ma pare che la nostra professoressa di letteratura stia per passare un brutto quarto d'ora."
Non riesco a capire. Cerco di farmi spazio tra la calca e riesco ad avanzare di poco.
La scena che mi ritrovo davanti ha dell'incredibile.
La Levi da una parte, trattenuta dalle braccia possenti del rettore ,e Alex dall'altra, sta piangendo, o meglio... la conosco ormai talmente bene che potrei affermare con certezza che sta fingendo.
Provo ad attirare la sua attenzione, si accorge di me, fa un mezzo sorriso e si volta di nuovo dall'altra parte .
"Via, via, non c'è nulla da guardare.", dice il rettore invitandoci gentilmente ad entrare nuovamente nelle rispettive aule.
Ci allontaniamo di poco, giusto per capire cosa succederà dopo.
"Voi due, nel mio ufficio... immediatamente!" , dice con tono arrabbiato.
Non ho mai visto il rettore in quello stato: mai.
Gli altri ritornano nelle rispettive aule e io decido di aspettare esattamente dove sono.
"Che cosa hai fatto, Alex?", penso tra me e me.
Il piano era ben delineato, perfetto, e lei ha scelto di fare di testa sua.
Improvvisamente mi si avvicina Sara, si siede accanto a me.
"Scusami.", mi dice.
"E per cosa?", le chiedo.
"Per aver preso parte a tutto questo.", sussurra.
"Tutto questo cosa?", le chiedo fingendo curiosità.
Sta in silenzio per alcuni secondi.
"Senti, io non voglio finire in mezzo a questa situazione, per cui ti dico le cose come stanno."
"Dimmelo ,ti prego.", la esorto.
"La Levi ama Alex", esordisce.
Fingo sorpresa: "com'è possibile?", le domando spostandomi una ciocca di capelli di lato.
"Beh, visto quello che ha fatto ora non c'è da stupirsi." , si pulisce la bocca - "sei nervosa?", dice poco dopo.
"Sinceramente no, non potrei essere più calma."
"Ma..."
Mi alzo - "Sai cosa, cara Sara... chi di spada ferisce..."
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Alex
Aspetto che il rettore trascini la Levi dentro il suo ufficio e poco dopo entro anche io.
Sono sicura che andrà tutto bene.
Busso con delicatezza - "è permesso?", dico.
"Entri pure.", dice lui.
Spingo di poco la porta ed entro dentro.
"Si sieda lì.", mi indica una sedia accanto alla mia "collega."
"Allora, potrei sapere cosa ho visto poco fa?", domanda tamburellando nervosamente le dita sulla superficie della scrivania.
"Io... non so cosa mi sia preso.", esordisce la Levi giustificandosi.
"Lei è consapevole del fatto che questa è un università prestigiosa?", continua.
"Si, signore. Chiedo umilmente scu ... " il rettore la interrompe.
"Mi dispiace, professoressa Levi, ma in questo contesto delle sue scuse non me ne faccio proprio nulla. Preghi piuttosto che nessuno abbia assistito oltre me a quella scena riprovevole, perchè..."
"No, nessun altro!", esclamo io che sino a quel momento ero restata in silenzio.
"Comunque... non so la dottoressa Vause quali misure vorrà adottare per il suo comportamento, fatto sta che mi duole il cuore nel comunicarle che quello che è successo è riprovevole."
"Lo so, è che...", cerca di controbattere.
E' il mio momento : - "rettore, posso garantire io per la Levi, è una professoressa modello e ha un umanità non indifferente, è colpa mia che evidentemente in qualche modo devo averla provocata, posso darle la mia parola che non succederà più.", cerco di rassicurarlo.
Sembra rifletterci per un pò.
"Non posso accontentarmi di questa dichiarazione di fede, si immagini se lo facesse davanti a tutti."
"Le assicuro che non succederà.", continuo.
La Levi mi guarda con sorpresa, non si aspettava che prendessi le sue difese, men che meno si aspetta quello che succederà dopo.
"Va bene, dato che l'altra volta ho dato modo alla dottoressa Vause di scusarsi e rimediare lo farò anche con lei."
Sorrido.
"Ma la prossima volta che assisto o vengo a sapere di un simile fatto la sbatto fuori!", esclama minaccioso.
Usciamo dall'ufficio ringraziando.
"Chi di spada ferisce...", penso tra me e me.
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Più forti della tempesta (Vauseman)
FanfictionAlex è una ricercatrice newyorkese che vive a Londra e lavora come assistente alla cattedra, Piper è una cameriera con il sogno di studiare e diventare insegnante. Entrambe così diverse... o forse no. Le loro strade si congiungeranno in modo inatt...
