Ti desidero

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Piper 

Non so davvero dove possa essere finita Alex. 

E' così brutta l'attesa... ti logora l'anima.

"Vedo che non sei molto attenta oggi, hai già fatto cadere due bicchieri.", mi ammonisce Josh dalla cucina. 

"Lo so, è che... sono preoccupata."

 Si avvicina velocemente verso di me - "Ascolta, Piper, stare così non ti aiuterà a risolvere la situazione. Cerca di non pensarci, almeno per il momento.", sorride. 

Decido di accettare il suo consiglio e do il massimo di me ,porto i piatti da una parte all'altra, cerco di dare una mano a Josh in cucina, lavo i piatti, e la serata trascorre abbastanza velocemente. 

Ci ritroviamo verso le undici, ormai non c'è più nessuno ed è tempo di riordinare e fare i conti di questa serata.

Io invece devo fare i conti con la mia impazienza e questo battito decelerato che non mi fa stare tranquilla.

"Dove sei, Alex, dove sei?", penso tra me e me. 

Apro il fondo cassa e inizio a contare i guadagni di quella serata, pago Josh, che intanto ha tolto l'uniforme e resto da sola, con il pavimento da lavare e pensieri da mandare via. 

Con lo straccio imbevuto di detersivo e acqua strofino energicamente il pavimento, ho gli occhi lucidi e non riesco a capire perchè. 

Sono sempre stata una persona abbastanza emotiva, ma essere in questo stato per colpa della tensione è davvero una cosa nuova. 

Prendo il cellulare dalla borsa, compongo il suo numero e aspetto pazientemente. 

Squilla a vuoto. 

"Che abbia deciso davvero di stare con la Levi e non con me?", riprende a pensare una parte di me. 

Cerco il numero di Jenny sulla rubrica e la chiamo. 

"C... ciao Jenny, per caso Alex è lì?", chiedo titubante. 

"Ciao Piper, no, qui ci siamo solo io e Kira."

"Cosa?", chiedo, consapevole di essermi saltata qualche pezzo. 

"Lunga storia, poi ti racconto. Comunque se può esserti utile, Alex ha la mia macchina, per cui potrebbe essere ovunque", esclama. 

"Ecco, questo si che mi rassicura.", penso. 

"Grazie Jenny, buona serata.", dico prima di riagganciare. 

Finisco velocemente di riassettare tutto, esco fuori, abbasso la saracinesca e chiudo il lucchetto con abile maestria, sorridendo, perchè in fondo me lo ha insegnato Alex come si fa. 

Prendo a camminare a passo svelto, è una serata abbastanza fredda, e il cielo è pieno di nuvole che oscurano la luminosità della luna. 

"per fortuna che ci sono i lampioni", penso. 

Poco dopo raggiungo l'ultima metro di quella sera, mi siedo accanto a una signora  straniera con i capelli blu che legge qualcosa in una lingua incomprensibile. 

Ho sempre amato sbirciare i titoli dei libri degli altri, quando sono scritti nella mia lingua però. 

Sorrido, guardo maliziosamente la me riflessa dall'altra parte del vetro di quella lurida metro. 

Ancora due fermate e poi sarò a casa, senza sapere nulla, inconsapevole che quella notte cambierà per sempre la mia vita. 

"Posso ancora sperare che lei sia tutta per me?", penso. 

Ho bisogno di sentirmelo dire. 

Sentirmi dire che mi ama, che sono l'unica e che mai nessuno al mondo potrà ostacolare questo sentimento che entrambe sappiamo di provare reciprocamente. 

Una fermata ancora, presto sarò nel mio caldo letto, eppure so che mi sembrerà così freddo senza di lei accanto a me. 

Il mio corpo nudo a contatto con le lenzuola bianche e immacolate si ritorcerà, e attenderà con pazienza l'arrivo di quella fiamma che lo consuma tutto. 

"Ti desidero, voglio la tua carne contro la mia carne, la tua essenza che completa la mia, il tuo corpo avvinghiato al mio."

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Più forti della tempesta (Vauseman)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora