Dove ho la testa?

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Alex  -

Sono le sei meno dieci. Mi appresto a raggiungere l'officina e vengo accolta dalla faccia preoccupata di Mark. 

"E' successo qualcosa?", domando entrando. 

"In realtà si...", mi guarda - " non la puoi prendere adesso, mi serve ancora un pò di tempo."

"Perchè?" chiedo preoccupata. 

"Dovrò verniciarla tutta.", dice grattandosi la testa. 

"Va bene, quanto?", chiedo. 

"Per le nove sarà pronta." esclama. 

"In tal caso aspetterò qui.", gli comunico. 

Mi siedo su una sedia mezza sgangherata e resto in attesa, osservando meticolosamente tutte le procedure per la riparazione e verniciatura della vettura. 

Ne approfitto per leggere un libro comprato poco prima in centro "dentro l'acqua", si chiama. 

Non so perchè ma non riesco a prestare molta attenzione quando leggo un autore moderno, preferisco di gran lunga i classici e i sentimenti di un tempo. 

Devo ricredermi però, questo è scritto abbastanza bene. 

Le nove arrivano in fretta, Mark mi desta dal torpore fisico causato dallo stare troppo tempo seduta. 

"E' pronta. Puoi andare.", esordisce. 

Non contengo più la gioia, gli salto al collo e gli do un bacio sulla guancia - "grazie, grazie", gli dico. 

Osservo la vettura e mi accorgo che non c'è assolutamente nessuna differenza da com'era prima. 

"Sapevo che avresti fatto un ottimo lavoro.", esclamo. 

Entro nell'abitacolo e cerco le chiavi per mettere in moto.

"Cerchi queste?", dice Mark ironico con il mazzo di chiavi in mano. 

"Si, grazie.", lo saluto e, mettendo in moto, sfreccio fuori dall'officina. 

Sono per strada, supero con facilità le altre macchine che ostacolano la mia folle corsa per il locale. 

Sono quasi a metà strada quando improvvisamente la macchina si spegne. 

"Ma che cazzo..", impreco dando un pugno al volante. 

Così mi ritrovo in un vicolo fortunatamente isolato con la macchina che non ha nessuna intenzione di ripartire. 

Estraggo il telefono dalla borsa e mi accorgo subito che non dà segni di vita. 

"Avrei dovuto metterlo sotto carica.," penso. 

Resto per un pò di tempo con la testa china sul volante quando d'un tratto qualcuno bussa al finestrino. 

Sono due vigili. 

"Buonasera signorina, deve spostarsi di qui, potrebbe ostruire la circolazione.", dice quello. 

"Buonasera, lo farei se la macchina si accendesse.", esclamo abbastanza irritata. 

Quello che succede dopo ha davvero dell'incredibile. 

Il vigile che ha parlato con me si toglie l'uniforme e apre il cofano del motore per valutare la situazione. 

Il secondo vigile mi chiede di scendere e si mette al posto del guidatore, aspettando istruzioni. 

"Chi l'avrebbe detto... funziona il sistema inglese, funziona.", mi dico in tono sarcastico. 

In men che non si dica la vettura è di nuovo funzionante. 

"Come... come avete fatto?", chiedo sorpresa. 

"Sa, signorina, ci vogliono gli uomini per far funzionare le cose.,". 

Avrei voglia di tirargli un ceffone su quella faccia di merda che si ritrova e dimostrargli dove realmente ci sia necessità di uomini, ma poi mi rendo conto che io non sono nessuno e loro hanno potere, così sto zitta, metto in moto e vado via. 

"Dannazione.", dico guardando l'orologio  - sono le undici e mezza. 

Parcheggio a pochi isolati dal locale e cammino a passo svelto, giusto in tempo per rendermi conto che effettivamente  il locale è già chiuso. 

"Dannazione.", continuo a imprecare.

Raggiungo nuovamente la macchina e  cerco di riflettere per un attimo. 

D'un tratto inizia a piovere, è una pioggia pesante, di quelle che sai che dureranno molto. 

"Questa è sfiga.", dico  per cercare di convincermene. 

Estraggo nuovamente il telefono dalla borsa, supplicandolo di accendersi, ma quello non ne vuole proprio sapere. 

Prendo un respiro profondo e rifletto. 

"Potrebbe essere arrivata già a casa a quest'ora.", penso. 

Controllo nuovamente l'orologio e... si, sarà sicuramente già a casa. 

"Dove ho la testa?", mi chiedo. 

Metto nuovamente in moto la macchina e sfreccio via a tutta velocità, lasciandomi placare dal vento che entra dal finestrino aperto e mi spettina i capelli, e un pò anche il cuore. 

Più forti della tempesta (Vauseman)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora