XXVI

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Haley si svegliò di buon ora e osservò per un momento il corpo del suo compagno profondamente addormentato nell'altro lato del letto. Era rincasato talmente tardi che lei non era stata in grado di tenersi occupata per non cedere al sonno: alle due era andata a dormire con un doppio peso in peso.

Robert aveva fiutato il suo tradimento la sera prima e aveva sperato con tutta se stessa che quella minaccia fosse rimasta incompiuta, perché sapeva di aver sbagliato... almeno una parte di sé glielo stava ancora urlando, mentre l'altra parte, quella irrazionale, avrebbe voluto correre dritta tra le braccia di Bill e ricominciare a fare l'amore con lui fino allo sfinimento.

Combattuta tra l'affetto che provava per il suo compagno e l'attrazione inspiegabile che aveva nei confronti di Axl, e che la rendeva una bomba a orologeria. Nessuno come lui riusciva a procurarle così tante emozioni tutte insieme, talmente varie da risuktare anche incompatibili. Axl era stato capace di farla infuriare come mai nessuno prima di allora ed era stato capace di ferirla ancora, ma allo stesso tempo l'aveva trattata come una regina mentre erano in intimità e l'aveva amata anche senza dirlo. In presenza di lui, Haley aveva mostrato timidezza e si era sentita piccola, ma si era anche sentita importante e speciale.

Era Axl. Quello era lui. Ti dava tutto e al contempo nulla e i suoi sbalzi d'umore erano capace di trascinarti giù, assieme a lui per poi riportarti alle stelle. E le mancava. Dio se le mancava quel ragazzo così complicato.

Uscì dalla stanza e scalza si diresse al bagno dove, di fronte al grande specchio, iniziò a spogliarsi osservando la pelle del seno, del ventre, delle cosce e, ruotando sulle mezze punte, del sedere segnata da piccoli lividi violacei e rossi. L'aveva per davvero marchiata come le aveva detto la sera prima.

Il ricordo di Axl che la dominava fece capolino nella sua mente e in risposta sentì il corpo risvegliarsi e infiammarsi, proprio lì, al centro della sua femminilità. Si morse il labbro e portò la mano ad avvolgere il collo, come aveva fatto lui, esercitando una leggera pressione contro la trachea; schiuse la labbra serrò le palpebre mentre le dita scivolavano ad accarezzare il seno fin giù oltre la pancia, per insinuarsi tra le pieghe umide del sesso.

La sua voce le riempiva la testa; era roca e sexy, e con una carica erotica da far capitolare persino una suora. L'aveva chiamata con appellativi che nessun altro aveva mai osato e l'aveva sessualmente sottomessa più e più volte, immobilizzandola sotto i suoi affondi.

L'aveva sculacciata, afferrata affondando le dita nella sua carne, morsa, strattonata dandole più volte della troietta e le era piaciuto, piaciuto da morire. Sarà stato l'alcol ad averle dato quella forza e resa disinibita, fatto stava che voleva rivederlo e ripetere l'esperienza ancora una volta, quella volta senza alcol ad offuscare i sensi.

Spinse un dito nella sua intimità e gemette gettando indietro al testa prima di sfilarlo e sospirare. Avere bisogno di Bill e di Axl.

Haley uscì di casa quando l'orologio segnava le tre del pomeriggio. Era di riposo, niente lavoro,  e avrebbe avuto la giornata libera e tutta per sé.

Al suo risveglio Robert la aveva salutata con un casto bacio sulla guancia e si era versato del caffè che aveva consumato in silenzio, con lo
sguardo fisso ma assente sulla Tv sintonizzata su di un canale di telenovelas. Non si erano parlati molto, perfino quando lei gli chiese come fosse andata la serata, lui aveva risposto con un'alzata di spalla e un freddo come al solito.

Non le era sembrato reduce di un incontro di letto, almeno la sua minaccia si era dissolta nell'aria, ma se doveva essere onesta con se stessa non avrebbe mai pensato che quella sfida nei suoi confronti le fosse scivolata addosso come olio. Era totalmente proiettata verso l'altro.

Don't Damn meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora