15. Ladro Di Battute

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<<È uno scherzo spero>> mi agito dopo qualche istante di sconcerto.
<<Landon mi ha detto che andava a cena con la tua amica, quindi ho preso l'iniziativa e sono venuto qui>> spiega appoggiandosi con la spalla allo stipite della porta della mia camera d'hotel.
<<A cena cosa? Con Landon? Ma perché vi state tutti prendendo gioco di me.>> sbuffo alzando le mani al cielo in modo teatrale.
Mi vado a sedere sul letto e inzio a slacciarmi le stringhe delle scarpe che mi ero messa per nulla.
<<Cosa stai facendo?>> mi domanda Ethan osservandomi.
<<Mi cambio e mi metto sotto le coperte. Questa volta Nicole non la passerá liscia>> spiego continuando a sbuffare.

<<No, ora tu ti metti le scarpe e vieni a cena fuori con me>>
<<Non ci penso nemmeno. E poi, non ho abbastanza soldi con me, li ho lasciati a Ash Falls.>>
<<Anche meglio. Te la offro io>> si siede al mio fianco senza permesso.
Mi alzo in pieid e mi appoggio con le mani alla cassettiera sotto al televisore.
<<Credo che rifiuterò l'offerta. Domattina abbiamo il volo per tornare a casa e non voglio fare tardi.>>
<<Non faremo tardi. Ceniamo e poi torniamo qui>> mi garantisce inchiodando i suoi occhi azzurri nei miei.

Dopo circa dieci minuti di indecisioni da parte mia, riesce a convincermi dicendo che saremmo andati da KFC e non in un ristorante.
<<Puoi rispondere sinceramente ad una domanda?>> gli chiedo una volta in macchina.
<<Sono sempre sincero>> si difende lui.
<<Perché insisti così tanto per passare del tempo con me? Prima a Ash Falls, poi ieri sera, poi stasera. C'è qualche motivo per cui sei cosi interessato a me?>>
Che domanda stupida. Però voglio sentirglielo dire.
<<In realtà all'inizio volevo solo rimediare un'uscita con te. Quando poi sono rimasto a casa tua ho capito che non mi bastava una sola notte per capirti. Ne volevo sempre di più. Cercavo in tutti i modi di starti intorno e innescare qualche reazione in te. Mi hai quasi sempre eclissato... >> - dice buttando un po' d'aria fuori dalla bocca - <<... mi intrighi in qualche modo. Ci conosciamo da nemmeno tre settimane e la maggior parte del tempo non abbiamo avuto conversazioni profonde. Mi piacerebbe solo conoscerti bene>>

Quando finisce di parlare siamo arrivati davanti al fast food e il mio stomaco inzia a brontolare.
<<Hai molta fame?>> mi domanda mentre siamo in fila per ordinare.
<<Non molta>> mento.
<<Ti va se ordiniamo il secchiello da 8 alette di pollo?>>
Mi volto verso di lui e sono sicura che i miei occhi si siano illuminati.
<<Menomale non avevi fame>> dice ridendo della mia reazione.
Dopo aver ordinato, ci sediamo ad un tavolo in fondo e iniziamo a mangiare in silenzio.
<<Fino a quando rimani in città?>> chiedo dopo essermi pulita le dita su un tovagliolo.
<<Fino a fine marzo. Prima di ripartire c'è la cerimonia di premiazione.>>
<<Quella al Lost Hill Memorial?>> domando sapendo già la risposta. Mia madre mi avega informata prima di partire.
<<Proprio quella. A febbraio inizieranno i preparativi.>> dice alzando gli occhi al cielo.
<<Non mi sembri contento.>>
<<Perché non lo sono. Un conto è la premiazione, un conto è quello stupido concorso che hanno intenzione di fare. Non siamo un circo.>>
Un circo? Mi sta rubando le battute...

Quando finiamo la nostra cena, prima di andare via passo dal bagno per lavarmi le mani.
<<Vuoi andare da qualche parte?>> mi domanda Ethan quando saliamo in macchina.
<<Vorrei andare in Hotel.>> rispondo senza guardarlo negli occhi.
Fa inversione nel parcheggio e torniamo all'hotel dove alloggio. Mi accompagna fino alla reception dove rimaniamo per qualche minuto.
<<Grazie per la cena, anche se non eri obbligato>>
<<L'ho fatto con piacere. Beh, ci vediamo quando torniamo a casa.>> dice e si volta per andarsene.
In questo momento la mia mente viene attraversata da una miriade di pensieri contrastanti, i quali sono per la maggior parte riguardanti questo ragazzo girato di spalle.
<<Aspetta! Puoi restare con me?>> gli domando prima che sia troppo lontano.
Oltre a lui, si voltano anche tutte le persone nella hall che stavano civilmente facendo conversazione.
Senza darmi una risposta concreta, viene verso di me e cammina al mio fianco fino alla camera mia e di Nicole.
Ah gia! Nicole. Appena la vedrò gliene dirò di tutti i colori.

<<Mi metto dei vestiti più comodi. Tu accomodati pure>> dico sparendo poi in bagno.
Inzio a spogliarmi e prengo i pantaloni della tuta che avevo lasciato sul mobiletto nel bagno. Mi pettino i capelli e mi lavo i denti.
Mi lavo i denti?
Prima di uscire dò un'ultima occhiata al mio riflesso nello specchio sopra il lavandino.
Perché mi sto facendo tutte queste paranoie?

<<Ti è arrivato un messaggio.>> mi informa porgendomi il telefono.
<<È di Nicole. Dice che tornerà tardi>> dico aggrottando le sopracciglia.
<<Perché ti preoccupi per lei?>>
<<Non mi sto preoccupando>>
<<Stai tranquilla. Landon è forse quello più tranquillo tra tutti i ragazzi. Sono sicuro che la tratterà bene>> cerca di rassicurarmi.
Come glielo dico che non mi piace l'idea che Nicole frequenti un militare? E soprattutto che nemmeno io voglio frequentare un militare?

Decido di non rispondere e di andare sotto le coperte.
<<Dove sei andata all'università?>> mi domanda improvvisamente venendosi a sedere più vicino a me.
<<Alla Columbia University a New York. Ho fatto solo il primo anno però, il resto lo sai. Tu invece?>>
<<Non sono andato al college. Mi sono arruolato appena finito il liceo.>>
Rifletto sulle sue parole e improvvisamente mi viene a mente un episodio che era successo al Victory qualche settimana fa.
<<Tu conoscevi John Thompson?>>
<<Era generale durante i miei primi anni. È morto quando->>
<<Quando è andato in Afghanistan.>> finisco la frase al posto suo.
<<Non sapevo che quello fosse suo padre.>> ammette guardandosi le mani che teneva in grembo.
Attualmente eravamo io appoggiata con la schiena alla testata del letto e lui a sedere sull'altra metà del materasso con le gambe incrociate.
<<Era il mio babysitter quando andavo alle medie. I miei lavoravano tutto il giorno e li vedevo molto poco. Così passavo la maggior parte del tempo con lui, ed è proprio grazie a lui se ora ho un lavoro al Victory>> spiego.
Forse se non si fossero così preoccupati di apparire perfetti per il loro lavoro, molte cose non sarebbero successe.

Dopo aver acceso la tv, restammo in silenzio per quasi mezz'ora. Non era un silenzio imbarazzante però, era quasi piacevole.
Guardo l'ora sul display del telefono e nel mentre mi arriva un messaggio da Nicole.
<<È arrivata ora all'hotel. Ti conviene scendere così torni con il tuo amico>> gli consiglio alzandomi dal comodo letto.
<<Si, probabilmente hai ragione.>> lo accompagno alla porta e restiamo a fissarci per qualche istante.
<<Grazie della serata>> mi stupisco da sola di aver detto quelle parole.
<<Figurati. Sappi comunque che è mia intenzione continuare a vederti, mi piaci e se non altro potremmo provare ad essere amici.>> dice oramai in corridoio.
<<Potrebbe andare bene>> annuisco poco convinta.
Amici. Solo amici.

<<Buonanotte>> e se ne va, non prima di essersi voltato un'ultima volta e avermi fatto un piccolo sorriso.
Ma che cosa sto facendo?

N/A(--)
Scuuusate il ritardo ma con questa Didattica a Distanza le cose si sono complicate (incredibile lo so)
Spero vi piaccia, questo era diciamo un capitolo "noioso" ovvero di passaggio, però si intravede un feeling tra Meghan e Ethan eh?
A presto😘

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