<<Dai Meg! Non puoi ignorarmi tutto il tempo>> si lamenta Nicole non appena atterriamo a Ash Falls .
Superiamo gli ultimi controlli e siamo finalmente fuori dall'aeroporto.
<<Mi hai lasciata non una, ma ben due volte da sola con Ethan. Per di più, te ne sei andata senza nemmeno avvertire>>
<<Lo so, e ti ho gia chiesto scusa per tutta la mattina. Possiamo passarci sopra?>>
La guardo in cagnesco e lei indietreggia.
<<Ci vediamo dopodomani a lavoro.>> la liquido con un abbraccio veloce e salgo sul primo taxi che riesco a fermare.
Arrivata a casa lancio la borsa sul tavolo e mi tolgo immediatamente le scarpe, le quali mi provocano fastidio ai piedi.
Quando vado in camera da letto, trovo un post-it rosa con su scritto "ho finito la scatola di cereali e ho rotto un bicchiere. Se cerchi la lampada del soggiorno è nel bagno".
Blake... Come al solito non riesce a non distruggere tutto.
Decido di lasciare le valige nell'ingresso e di disfarle domani. Oggi sono troppo stanca. Faccio partire un film su Netflix e mi metto a letto.
Se qualcuno ha bisogno di me, che non mi chiami. Lo ignorerò.
***
La mattina seguente mi rendo conto di dover fare la spesa se non voglio andare avanti mangiando Saikebon.
Mi vesto in modo casual, con pantaloni della tuta e un top nero senza spalline.
Devo camminare per circa un isolato prima di raggiungere il supermercato e se mi fossi vestita un po' più pesante forse sarebbe stato meglio.
Una volta arrivata al supermercato, mi sbrigo a prendere tutto il necessario.
<<Perché devono mettere le cose importanti così in alto?>> borbotto ad alta voce allungandomi per prendere dei cereali.
Improvvisamente, una mano maschile entra nel mio campo visivo e afferra le due scatole di cereali che avevo intenzione di comprare.
<<Tieni>> mi dice Caleb porgendoni i due cartoni.
Glieli tolgo di mano e li getto nel carrello, non smettendo di fissarlo.
<<L'altra sera non abbiamo avuto modo di parlare>> esordisce grattandosi la nuca.
<<Eri ubriaco fradicio. Con gli ubriachi non ci parlo>> cerco di concludere la piccola conversazione e mi volto afferrando il carrello.
<<Aspetta. È da tanto che non parliamo, vorrei sapere come stai.>>
<<Sono quasi quattro anni che ti evito in tutti i modi, non credi che se avessi avuto voglia di parlarti ti avrei cercato?>> sputo acida senza pentirmene.
<<Ma ancora per quella storia? Meghan sono passati 5 anni non credi sia il caso di andare avanti?>> dice afferrandomi per il polso.
Con che coraggio mi dice queste cose?
<<Se non mi lasci la mano inizio a urlare, primo. Secondo, tu fai anche il cazzo che ti pare, continua con la tua vita come se non fosse successo nulla, vedo ti riesce bene. Però non venire a dire a me come devo affrontare questa situazione.>>
Con esitazione, lascia la presa su di me e si allontana di un passo.
<<So di aver sbagliato e mi dispiace. Vorrei solo ritornare in buoni rapporti con te>> mi implora sfoggiando quello sguardo di cui mi ero innamorata tanti anni fa.
Peccato ora non funzioni più.
<<Non ti voglio più stare a sentire. Ciao Caleb>> e me ne vado verso le casse per pagare la spesa.
Cammino velocemente fino a casa e riesco addirittura a non perdere le braccia per la strada. Comincio ad organizzarmi per portare su le buste ma mentre sollevo l'ultima, quella contenente la frutta, decide bene di aprirsi dal basso, lasciandomi sul marciapiede come un'ebete.
Le mele e le arance stanno rotolando in tutte le direzioni e io inzio a inseguirle prima che vadano per strada.
<<Vuoi una mano?>> sento domandare alle mie spalle e quando mi volto trovo Landon con una manciata di frutta in mano.
<<Mi faresti un piacere>> annuisco continuando a raccoglierla.
<<Questa busta ormai è inutilizzabile. Ti aiuto a portarle su se per te va bene>> propone Landon avvicinandosi a me.
Gli faccio strada lungo le scale e fino al mio appartamento.
<<Lasciale pure sul tavolo, grazie.>>
Vado in bagno a lavarmi le mani e quando ritorno in cucina lo trovo con le mani nelle tasche dei pantaloni mentre si dondola sui talloni.
<<Stavi andando da qualche parte?>>
<<Stavo andando a casa. Ero da mia nonna a portarle delle medicine>> risponde passando lo sguardo su tutti i mobili che lo circondano.
<<Hai sete?>>
<<In effetti sì. Mi basta un bicchiere d'acqua>>
Apro il frigorifero e prendo una bottiglia d'acqua fresca che poi verso in un bicchiere pulito.
<<Vivi qui da sola?>> mi domanda dopo un piccolo sorso.
<<Sì. Non è molto grande come casa, ma alla fine sono solo io quindi basta e avanza>>
<<Nicole mi ha detto che non parli mai con i tuoi genitori.>> dice finendo l'acqua che gli avevo offerto.
Nicole deve imparare a non dire tutto a tutti.
<<Strano>>
<<Tranquilla non mi ha detto il motivo, e credo che non lo sappia nemmeno lei.>>
<<Non lo sa nessuno. Solo Henry e Lynette.>>
Rimaniamo in silenzio per qualche istante, un silenzio imbarazzante.
<<Non ho intenzione di ferire Nicole. So che non ti sto simpatico, anche se non ne conosco il motivo, ma non farei mai del male ad una ragazza come lei. Quindi potremmo provare ad andare d'accordo. Che ne dici?>> interrompe lui il silenzio.
<<Ti ha detto anche questo vero?>>
Mi sorride senza rispondere, ma capisco che è proprio così.
<<Non mi stai antipatico, è solo che tengo a lei e non voglio che ci rimanga male quando ve ne andrete di nuovo a marzo>>
<<A questo dobbiamo ancora pensarci, ma per ora ci stiamo ancora conoscendo.>>
La conversazione finisce con le sue parole e quindi decido che è arrivato il momento di farlo uscire di casa mia. Con gentilezza ovviamente.
<<Io dovrei sbrigare delle faccende, quindi se non ti dispiace...>>
<<Oh sì certo. Ora vado via>>
Lo accompagno alla porta e quando mette piede in corridoio si volta.
<<Se mai dovessi farla soffrire in qualsiasi modo, ti dò il permesso di cavarmi gli occhi con uno stuzzica-denti.>>
Mi scappa una breve risata prima di chiudere la porta alle sue spalle.
Avrà veramente intenzioni serie con la mia amica? Mi devo fidare? Posso tollerarlo per il bene di Nicole? In caso contrario, con me si è appena guadagnato il lascia passare per l'aldilà.
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Keep Fighting
Chick-LitSi sa, il passato è sempre un tasto dolente per chiunque. Per Meghan West però, è anche peggio. Lei non riesce a cancellare tutto quello che le è successo. È dovuta crescere in fretta e adattarsi in un ambiente che non le apparteneva. Ha dovuto rinu...
