Hermione continuò a guardare la donna difronte a lei, senza saper bene cosa dire.
Astoria Greangeass si era messa con Draco Malfoy, un Mangiamorte, il Mangiamorte che aveva ucciso Albus Silente.
La sua casa era stato il quartier generale di Voldemort appena due anni prima, e adesso nessuno si fidava della famiglia Malfoy.
In parte anche perche non avevano scontato la pena ad Azkaban come tutti gli altri, e si temeva che, come la prima volta, non fossero troppo pentiti.
Ma i Malfoy si aspettavano esattamente quel trattamento.
Le poche volte che Hermione aveva visto Draco lo aveva trovato molto 'sciupato' come se non mangiasse, e, soprattutto, con la faccia apatica.
Non si riusciva a leggere più alcuna emozione sul suo volto.
Sarebbe stato capace di donare felicità, se lui stessi non la provava?
Era quello giusto, per la ragazza?
Draco aveva smesso di sorridere, e di dare confidenza alle persone.
Che Astoria l'avesse cambiato?
I dubbi si assopirono.
Fissò gli occhi castani color terra in quelli verdi della donna difronte a lei, e le Sorrise apertamente.
Disse solo una parola, sussurrata, ma così potente che alle orecchie di Astoria arrivò con la forza di un treno di in corsa, investendola di felicità.
"congratulazioni"
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"Papà hai un telefono?" chiese Ron entrando alla Tana.
Arthur Weasley lo fissò un po' stranito, poi annuii e lo appellò da suo capanno degli attrezzi Babbani.
Ron Sorrise al padre, ancora parecchio scombussolato.
Harry e Ron si diressero di sopra, non prima però che il moro avesse salutato con un bacio la fidanzata. Ron fece una strana smorfia, parecchio buffa, con la lingua metà fuori dalla bocca e gli occhi che quasi si incrociavano.
Riuscii ad avere una espressione che aveva la parvenza di decenza solo quando il migliore amico fu a debita distanza dalla sorella.
Il rosso lanciò un fugace sguardo al moro, di ammonimento, ma non infierii oltre.
In camera Ron chiese:"quando ci vai?"
"oh" mormorò Harry, poi prese a spiegare "il proprietario della casa mi ha detto che era stata costruita per una famiglia, ma poi avevano il padre aveva avuto una proposta di lavoro per la Germania, ci avranno abitato si e no tre mesi. Da la non è stata più toccata, ma è pulita. E a tre piani, con due bagni. "si bloccò un attimo per guardare l'amico. Si sedette sul letto.
" volevo andare domani alle quattro"
Ron annuii, porse il telefono che aveva in mano all'amico.
"chiami, tu?" fece un sorriso dolce, pregandolo con gli occhi.
Harry alzò i suoi smeraldi verdi al cielo, metà divertito metà esaurito, ma sempre paziente.
Il corvino riuscii prendere un appuntamento per Ron alla stessa ora e giorno suo. Anche se non gli era piaciuto il tono brusco e scontroso che gli aveva riservato il proprietario della casa:sperava che almeno di persona fosse più cordiale ma ne dubitava altamente.
Ripassò il telefono a Ron, comunicandogli tutto.
Passarono diversi attimi di silenzio.
Harry si guardava le mani, mentre Ron aveva adocchiato la scacchiera che gli aveva regalato Hermione. Sopra di essa spiccava il GPS come una macchia di sporco su una maglietta bianca che gli aveva regalato il padre.
Quando avrebbe comprato casa avrebbe aggiunto le coordinate del suo nuovo nido.
Nido si sorprese del pensiero:gli piaceva come nome.
Sarebbe andato bene anche a Hermione?
Ron non credeva che la ragazza avrebbe avuto qualcosa da ridire, anche perché sospettava che lei avrebbe ritenuto superfluo etichettare la loro dimora con un nomignolo.
Ma a lui piaceva.
La casa, quella che avrebbero comprato, sarebbe stata il loro piccolo nido.
"comunque..." attaccò Harry "cosa ne pensi?"
Ron lo fissò un po' più a lungo del dovuto. "te lo detto. Non credo che siamo le case giuste per noi" Ron si strinse nelle spalle.
Harry annuii, come a fare mutamente il suo consenso alle parole dell'amico.
Nonostante le sensazioni, il giorno dopo si prepararono per andare a vedere le due case.
Mentre quella mattina si preparavano il loro cervello era in funzione per escogitare una scusa plausibile da dire alle fidanzate, ma che più che altro le convincesse di non ficcare il naso nei loro affari. I due ragazzi volevano entrambi che fosse una sorpresa.
Non poteva j usare la scusa del lavoro, nessuna delle due ci avrebbe creduto : Hermione e Ginny si sarebbero insospettite.
Pensa Ron, pensa... Si disse il rosso mentre allo specchio si allaccia a la cravatta. Cosa potrebbero fare due ragazzi della vostra età da soli?
Scosse la testa, senza che riuscisse a partorire qualcosa di decente.
Girò lì sguardo verso Harry, in cerca di aiuto.
Il moro lo guardò dispiaciuto: neanche lui aveva una scusa pronta.
Ron Sospirò, e sperò vivamente di non incontrare le due ragazza a zonzo proprio quando lo erano anche Harry e lui.
Uscirono dalla stanza a passo felpato, ma cercando di comportarsi comunque il più normalmente possibile, per non insospettire gli altri.
Quando Ginny sbucò all'improvviso nel corridoio della Tana, Harry trattenne il respiro.
"dove andate?" chiese la rossa assottigliando gli occhi.
"al Paiolo Magico" rispose Ron senza pensare.
"oh" disse Ginny, e prima che potesse aggiungere altro Ron specificò che era "un uscita fra ragazzi" Sorrise lascivo alla sorella.
Ginny lì scrutò per un lungo istante, poi si strinse nelle spalle.
"divertitevi" disse. Sorpasso il fidanzato e il fratello per dirigersi in bagno.
Ron trasse un Sospiro di sollievo.
"ricordatelo" mormorò a Harry prima che entrambi furono fuori dalla Tana.
Quando si smateriallozarono di nuovo nel campo.
Harry vide ancora il cane randagio, che sembrava più magro del giorno prima, e distolse lo sguardo.
Ron, invece, rischiò di essere messo sotto da una macchina che sfrecciava a tutta birra sull'autostrada bagnata. Anche se non lo avrebbe mai saputo, 10 Km di distanza dopo il conducente di quell'atto sbandò, andando a schiantarsi contro un albero e perdendo la vita.
Harry e Ron si avvicinarono di nuovo a quelle due case.
Ad attenderli c'erano rispettivamente: un signore andiamo dalla faccia bonaria nella Villa, e un vecchio gobbo con l'espressione arcigna a quella modesta.
I due ragazzi si scambiarono lo sguardo, a metà fra l'indeciso e lo spaventato. Poi si strinsero nelle spalle e entrarono.
Il rosso tese la mano al vecchio di fronte la casa.
"Ronald Weasley" disse.
Il vecchio guardò la mano del ragazzo con sufficienza, e un sopracciglio bianco inarcato.
"Mike Mauer" disse con aria di superiorità, senza stringere la mano.
Ron la tirò in dietro, un po' in imbarazzo.
"sono qui per-" tentò, ma l'altro lo interruppe.
"vedere la casa" sbuffò "crede che non lo sappia"
"certo che no" si affrettò a dire Ron "e solo che..."
Gli occhi castani un po' sbiaditi di Mike Maurer lo fissavano, spronandolo a continuare. Quando notò che il rosso si era impappinato sbuffò ed entrò in casa, seguito dal ragazzo dai capelli rossi.
La casa si apriva su un lungo corridoio polveroso con due porta, una difronte all' altra.
La mobilia era antica e cedevole, come la carta da parati che si era sgretolata dalle pareti e ora cadeva a pezzetti sul pavimento, come la muta di un serpente. Ron fece una smorfia.
Il resto della casa non era messo meglio. Era sporca, e diverse tubature perdevano acqua, che andava a gonfiare il parquet già in pessime condizioni.
Quando Ron uscii da quella casa era sicuro di una cosa: non l'avrebbe mai comprata.
A giudicare dalla faccia che aveva Harry, il moro era dello stesso avviso.
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Tornati alla Tana, Harry e Ron erano un po' afflitti. Cercarono di non dare troppo peso alle case, anche se ne erano rimasti molto delusi. Perfino Harry si aspettava di meglio, ma aveva notato che la casa aveva un irrimediabile problema alle tubature, e non era abitabile permanentemente da una famiglia. Entrambi avevano ringraziato i proprietari, e poi se l'erano 'Battuta', come avevano detto ridendo.
Arrivati a casa trovarono una strana sorpresa: Molly e Arthur seduti in poltrona con difronte in piedi Percy e Audry.
I due anziani avevano le lacrime agli occhi. Molly singhiozzava apertamente.
Harry e Ron si avvicinarono velocemente, preoccupati. Quando però accorsero i sorrisi che illuminavano i volti dei quattro si bloccarono, perplessi.
Percy e Audry si volarono verso di loro, raggianti.
La ragazza alzò la mano sinistra, palmo a sé.
Fu il rosso a parlare per rispondere alle espressioni interrogative dei due.
"ci sposiamo"
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Romione: Oltre
FanfictionRon e Hermione sono gli zii preferiti. Solari, divertenti, innamorati. I nipoti apprezzano anche le loro litigate, e il loro essere sempre allegri. Ma qualcosa porterà ombra sui loro cuori. Questa storia parla della romione, va da due anni dopo la g...
