Due Nomi In Uno

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Hermione entrò in casa piangendo a ruota libera.
Velocemnte,senza guardare in faccia nessuno salii di sopra, chiudendosi la porta alle spalle.
"Hermione!" La chiamò Ron, entrato in casa dubito dopo di lei. Chiuse a chiave la porta e posò Rose addormentata nel divano. Sperò vivamente che non decidesse di andarsi a fare un giro proprio in un momento così critico.
Salii velocemente le scale e si ritrovò davanti la porta chiuse della camera matrimoniale. Da dentro sentiva i singhiozzi sommessi della moglie.
Non bussò, entrò semplicemente.
La trovò sdraiata sul letto di lato, la testa girata in uno strano angolo affondata in un cuscino.
Le si sedette accanto.
"Hermione..."
"Sto bene" lei tirò su la faccia dal cuscino. Era uno straccio: le tracce delle lacrime eranoolti evidenti e si accentuavano dal colorito pallido che aveva preso una volta uscita dall'ospedale.
Ron aspettò un po' prima di parlare: sapeva di non essere bravo con le parole, e di non avere la dolcezza e il tatto che si dovrebbero usare in certe situazioni, ma era fermamente convinto che stare in silenzio sarebbe stato peggio.
"E morto sereno" mormorò.
"Lo so"
"Ha avuto una vita lunga e felice"
"Lo so Ronald." Hermione affondò di nuovo la faccia nel cuscino.
Ron le carezzò i capelli.
"Lui vorrebbe che tu fossi felice"
"Lo so" disse Hermione per l' ennesima volta.
"Gli hai promesso che non avresti piant-"
"PORCA MISERIA RON . SO COSA GLI HO PROMESSO" Urlò Hermione, facendo scattare la testa in alto.
Ron balzò in piedi, come scottato.
La guardò sconvolto.
Hermione si mise seduta e riprese a singhiozzare.
Ron la lasciò fare per un minuto buono, poi riprovò ad approcciarsi a lei. Si sedette sul bordo del letto e le prese le mani.
"Tuo padre era contento di andarsene" mormorò piano.
"Ma Arthur no!"
Hermione sembrò essersi liberata di un peso. Alzò la testa verso il marito e poi si mise in piedi.
"Cosa?" Chiese Ron troppo sconvolto per alzarsi a sua volta.
Hermione iniziò a camminare avanti e indietro.
"Io . ...lo so che mio padre era felice di morire, lui ha avuto solo gioie dalla vita e era il momento che lasciasse questa terra." Lo guardò, immergendo le iridi color terra in quelle azzurro mare di lui "ma mio figlio, Arthur, e stato sulla terra sette mesi, poi é morto fra le mie braccia dopo due minuti dal parto."
Hermione prese un respiro.
"Non si e goduto la vita" sussurrò. "Non andrà a Hogwarts, non si sposerà ,non avrà dei figli suoi.Non saprà mai cosa vuol dire vivere, e io non riesco a fare altro che chiedermi: adesso sta bene? E diventa impossibile perché io" Hermione continuò a farfugliare: faceva male parlarne.
Ron, durante tutto il discorso era rimasto seduto sul letto, la bocca semi aperta e la mente che viaggiava: era questi che affligeva Hermione.
Lei aveva portato a galla tutti i colori che Ron si era lasciato alle spalle quattro anni prima, quando aveva fatto volare via quel palloncino bianco. Non poteva fare a meno di darle ragione. Hermione aveva sempre avuto ragione, Ron li sapeva da quando l'aveva vista per la prima volta sull'Hogwarts Express, da quando era stata smistata in Grifondoro. Da quando erano alla ricerca degli Horcrux.
Hermione aveva sempre ragione, anche quella volta.
Ma Ron non poteva lasciarla così. Le andò vicino, stringendola tra le braccia.
"Dovevi superarla " le disse .
"La ho superata" ribatté Hermione staccandosi.lo guardò cercando il familiare conforti che solo quegli occhi blu sapevano dargli. " Ma sono sua madre, e impossibile per me non pensarlo la sera quando vado a dormire o la mattina quando mi sveglio" prese un respiro "chiedermi adesso se sia felice."
Ron la fissò in attesa che aggiungesse altro: aveva capito che era un momento di sfogo.
"Si che mio padre sta bene" continuò Hermione "lo conosco, lo percepisco che sta bene. Ma Arthur..." Gli occhi le si riempiono di lacrime e la sua voce si perse in un singhiozzò.
Ron la strinse a sé "Arturo sta bene Hermione. Io lo so"
Era vero, lui lo sapeva.
Se lo sentiva.
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Hermione non credeva al marito, ma non gli e lo disse. Ora era sdraiata sul divano, il pensiero fisso dal figlio che non aveva più a quello che portava nella pancia.
Non aveva ancora un nome.
Scattò a sedere. Improvviso, come io dolore di una contrazione, le era venuto il nome da dare al figlio.
Hugo.
Hugo Arthur Weasley. In un nome, due dei tre uomini più importanti della sua vita. Due uomini che non potevano vederlo.
"Rooon" chiamò il marito a gran voce. Non si curò della possibilità di svegliare la piccola.
Il rosso arrivò dalle scale, e quasi cadde a faccia in giù. Si mise dritto.
"Cosa c'è ?" Chiese ansioso mentre si massaggia a il petto.
Hermione si alzò.
"Ho trovato il nome" gli disse sorridendo.
Ron sgranò gli occhi. Evitò di fare notare alla moglie che lo aveva fatto preoccupare molto.
"E sarebbe ?" Chiese forzando un sorriso.
"Hugo"
Ron la fissò.
"Hugo Arthur Weasley" disse soppesando le parole "suona bene"
"Vero?" Chiese Hermione.
Ron annuii
"Mi piace" disse "vada per Hugo."
Hermione si toccò il ventre, un espressione corrucciata aveva turbato il volto felice: c'era stato un movimento strano.
"Che c'è?" Le chiese Ron.
"Niente" mormorò Hermione poco convincente.
Ron la fissò un altro attimo, poi se ne andò, con la convinzione che la moglie mentisse.
Hermione si risedette sul divano. Chiuse gli occhi. Sentiva il bambino, Hugo - era bello chiamarlo con il nome - muoversi in modo violento.
Sentii anche che le calciò con forza il ventre, le fece così male che le scappò un "ahi" involontario.
"Tutto bene?" Urlò Ron dalla cucina.
"Si" gridò Hermione in risposta.
Chiuse gli occhi e, stavolta , si addormentò.
Ron guardò la moglie dalla porta della cucina sorridendo: sembrava serena.
Dormirà ancora per poco, però .pensò con una punta di rammarico tra poco si pranza .
Dato che erano due ore buone che Rose non si faceva sentire , Ron salii le scale per andarla a controllare.
Dormiva ancora nella cullina, nonostante avesse due anni. Ron e Hermione stavano pensando di darle un letto tutto suo, ma non sapevano come la bambina avrebbe reagito.
Ron si diresse verso la culla e guardò la figlia dormire: somigliava davvero tanto a Hermione.
Per un solo secondo, pensò a quando aveva guardato dentro quella stessa culla la prima volta, e si era immaginato un bambino dai capelli rossi e gli occhi scuri che ricambiava lo sguardo sorridendo.
L'immagine di così fugace che lasciò a Ron solo uno strano retrogusto di tristezza, senza realmente capirne il motivo.
Si strinse nelle spalle e baciò la testa della piccola.
"Papà " mormorò Rose, rendendo le braccia verso il padre. Sorpreso , Ron la prese in braccio. La bambina avrebbe potuto fornire un altro paio di minuti, la visto che era sveglia decise fisse meglio portarla direttamente giù e prepararla per mangiare.
Scese le scale con Rose che ormai si era completamente svegliata e si guardava intorno, alla ricerca della madre. Quando la individuò la chiamò, ma Ron la ammonni, intimandole di fare silenzio.
Rose annuii.
Ron poggiò la figlia sulla sedia mente scolava la pasta.
Lanciò un occhiata a Hermione, ancora appisolata beata fra le braccia di Morfeo.
Sorrise.
Preparò i piatti alla Babbana, stando attento che Rose non venisse sotto di lui a distrarlo. Ma la bambina stava guardando la madre. Percepiva che qualcosa non andava con lei.
Ron mise i piatti in tavola e andò a svegliare la moglie.
"Tesoro?" Chiese scuotendola dolcemente.
Hermione mugonò qualcosa di incomprensibile facendo ridere il marito.
Fu li che si svegliò.
"Ridi,Ronald ?" Chiese acida ma divertita, inarcando un sopracciglio.
Ron le porse la mano.
"Non mi azzarderei mai" rispose solenne.
Hermione rise leggermente.
Andarono al tavolo e, uno da una lato e l'altro dal altro di Rose si accomodarono .
Hermione mangiò poco e niente, e sempre più spesso si toccava il ventre.
Ne era quasi certa: c'era qualcosa che non andava.
E la cosa la spaventava .
Aveva avuto la stessa sensazione con il primo figlio, Arthur.
Ma fu solo quando sentii quel dolore, come una pugnalata nella pancia, che ne ebbe la certezza: la storia si stava ripetendo.
"Ahh"urlò balzando in piedi .
In un attimo Ron fu al suo fianco.
"Che co-" la domanda gli Mori sul nascere, quando vide il sangue che imbrattava la sedia.
"Ron" sussurrò lei in un momento in cui non si rendeva conto della situazione "é  come l'altra volta"
"No" disse Ron, con una decisione sconosciuta nella voce "sarà diverso. Te lo prometto"
Velocemnte Prese Rose in braccio, che aveva iniziato a piangere, e insieme alla moglie andò alla porta.
Uscirono e, senza pensare, mentre Hermione si infilava in macchina, Ron bussò a casa Potter.
Gli aprii Harry .
"Oh ehi Ron che-"
"Non c'è tempo per spiegare" disse il rosso. Passò la bambina al migliore amico "tienila, io e Hermione andiamo in ospedale"
Voltò velocemnte le spalle al Moro.
"Aspetta ,Ron!"
"Che succede!?!"
Ron salii in macchina lasciandosi le domande di Harry e Ginny alle spalle.
Guardò Hermione e le prese la mano.
Insieme sfilarono per le strade della Londra Babbana per la seconda volta in un giorno, certi che la storia si sarebbe ripetuta.
Sfrecciavano, cercando di non pensare che il loro terzo figlio poteva non farcela.
Hugo Arthur Weasley era destinato a vivere?

Romione: OltreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora