Ron e Hermione erano seduti sul divano della casa di lei, la ragazza era accoccolata sul petto di lui, e si sentiva protetta.
Hermione si era sentita piacevolmente sorpresa per la prova di coraggio data da Ron, anche se non smetteva di chiedersi perché.
Perché era arrivato così all'improvviso? E perché sopratutto l'aveva baciata a quel modo?
Per lei la relazione andava a gonfie vele, non c'era assolutamente bisogno di un gesto del genere.
Cercò i diversi moventi per giustificare quel bacio inaspettato: Ron aveva una visione diverse della relazione, e questo la portava a chiedersi quale fosse la sua visione, ma sopratutto quale fosse quella sbagliata.
Un'altra teoria per lo scambio irruento di saliva era che Ron volesse parlarle, parlarle si qualcosa di importante, ma poi avesse avuto paura e ripiegato sul bacio.
Non può volermi lasciare, no?
Il pensiero la fece rabbrividire, ma rimaneva, se presa in considerazione quest'ultima teoria, di che cosa lui volesse parlarle.
Abbiamo solo una visione diversa della relazione pensò e Sorrise.
Qualsiasi altra ragazza non si sarebbe fatta certi problemi, ma per lei la logica era tutto.
Ogni cosa, azione, movenza, aveva una suo logica, una sua causa e un suo effetto. Semplice. Aveva sempre capito tutto, sia del Mondo Babbano che Quello Magico.
L'unica cosa che non riusciva a spiegarsi era come mai si fosse innamorata di Ron. Erano completamente l'opposto!
Bastava guardare le due visioni discordanti che avevano della relazione. Sorrise di nuovo.
"a che pensi?" Ron aveva visto per ben due volte il volto della ragazza illuminarsi, e - di questo però non ne era certo- una volta l'aveva sentita rabbrividire. Sapeva che le rotelline del suo cervello stavano girando, esaminando un qualche questione di rilevanza, lo vedeva dallo sguardo che aveva a volte Hermione. Vacuo, perso assente. Fin da Quando aveva capito che era una so-tutto-io aveva desiderato entrare in quel cervello e leggerlo. Era la prima volta che agognava di poter essere un Legiliments. All'inizio pensava che fosse una sorta di gelosia per il suo cervello intelligente, poi aveva invece capito che voleva sapere cosa lei pensasse di lui.
"Niente di particolare" la sentii stringersi nelle spalle. Poi sentii qualcosa solleticargli il collo, abbassò lo sguardo. Hermione aveva alzato la testa, e lo fissava con i suoi occhi nocciola:"sei stato fortunato che non ci fosse mio padre"
Hugo Grenger non era molto convinto che la figlia stesse con un mago, dopo quello che la figlia gli aveva raccontato sulla guerra a maggior ragione voleva che sposasse un Babbano, un certo Robert Tozier, un figlio di un'altra dentista collego dei coniugi Grenger.
"È stato impulsivo" le concesse Ron.
"Nooo" Hermione rise "non è stato assolutamente impulsivo Ronald, ti sei presentato a casa mia senza preavviso" nelle ultime parole Hermione assunse una strana sfumatura cinica.
Ron parve preso dal panico.
Ho rovinato tutto, la perderò o la ho già perse, forse mi ha preso per pietà...
Chiuse fuori quei pensieri, e si costrinse a chiedere:
"s-sei arrabbiata?"
Hermione lo fissò, poi scoppiò a ridere.
"no mi ha fatto piacere" disse ancora con le lacrime agli occhi "solo mi chiedevo perché questo intervento tempestivo?" e qui tornò seria.
Ron riconobbe l'espressione assente di quando ragionava.
Almeno su questo non si era sbagliato.
"bhe, mi sono reso conto che non passavamo troppo tempo insieme, cioè lo passiamo insieme ma be si non come Harry e Ginny..."
"Hai parlato con Ginny?" domandò Hermione
"Tu ti sei lamentata con Ginny?" ribattè Ron.
Lei si sistemò meglio sul petto di lui, e lo fissò.
Ron temetté il peggio.
Ora mi scarica addosso tutto quello che le fa schifo di me
Tutto in pratica si fece sentire la voce di Ginny.
Hermione gli Sorrise, e Ron si rilassò.
" credo che ti abbia dato qualche grillo per la testa" gli disse lei.
"che vorresti dire?"
Hermione scosse la testa, o lunghi capelli ricci gli solleticarono il collo, e Ron fu investito da una fragranza alla fragola.
"Ginny e fatta così"
Ron annuii, anche se non capiva cosa intendesse Hermione.
Lei ritornò sdraiata sul petto del rosso, e lui la strinse più a sé.
Sentiva il calore del corpo della ragazza, i suoi capelli che pungevano le parti scoperte dalla camicia, il respiro che si infrange a sul petto, smuovendo a ritmo regolare il suo indumento. Ma la parte migliore era il cuore: sentiva le leggere pulsazione dell'organo cardiaco che attraversavano il suo corpo.
Gli faceva piacere pensare che quel cuore battesse per lui.
"comunque non c'è ne è bisogno" la voce della riccia lo riportò alla realtà.
"mhm?" chiese, incapace di proferire un suono di senso più compiuto: Hermione era troppo vicina per permetterglielo.
"non c'è bisogno che fai queste cose" ripeté lei. Si tirò di nuovo sul suo petto per guardarlo negli occhi "siamo insieme da due anni" il mio cuore è tuo "puoi anche risparmiarti queste... Queste..." cercò la parola giusta.
"Buffonate?" le suggerii lui.
Hermione sorrise.
"Buffonate" annuii e le scappò un risolino.
Sono uno stupido pensò Ron.
Che grande novità.
Ginny esci dalla mia testa!
La guardò di nuovo, si era riappropriata della sua posizione e Ron la contemplò, incantato.
Diglielo risuonò per l'ennesima volta la voce di Ginny.
Ginny, ti ho detto...
Idiota è il momento giusto
Per cosa?
Il sogno!
Ron si lasciò sfuggire un 'oh' di comprensione, che non sfuggì a Hermione. Alzò di nuovo lo sguardo su Ron, e lo trovò in contemplazione, a soppesare di fare qualcosa o meno.
Ronald Weasley in quel momento pensava.
Wow, facciamo progressi.
"Hermione" la chiamò, senza abbassare lo sguardo, e lei capii-non si spiegò come o perché - che non c'era bisogno del contatto visivo. si riaccoccolò sopra di lui.
"si?"
Ron prese un profondo respiro, non era sicuro di volerglielo raccontare, poi si sentii sorridere.
"Ho fatto una strano sogno" disse, guardò la nuca di lei e prosegui "e già tanto tempo che lo faccio" ramnantò
Hermione annuii, spronandolo a continuare. era curiosa, molto curiosa.
"non ho mai fatto un sogno del genere" riprese Ron "Ogni volta che mi svegliavo ero calmo come il mare"
"il mare non è sempre calmo, Ron" obbiettò Hermione.
Ron sbuffò "d'accordo" le concesse "calmo come uno Snaso"
"gli Snasi sono tutto fuorché calmi, Ron!" sbottò la ragazza ridendo.
"calmo come uno Snaso addormentato!" proclamò allora Ron, rizzandosi a sedere.
"mmm, mmm" fece Hermione poco convinta, si sedette anche lei "da quello che ho capito gli Snasi dormono solo 4 ore a giorno, se li si aiuta con un sedativo, e la maggior parte soffrono di sonnambulismo!"
"e questo dove è scritto, scusa?" chiese Ron inclinando la testa.
Hermione si strinse nelle spalle "l'ho..."
"letto" completò lui "ora posso continuare con il mio racconto-sogno?" mise il broncio e si finse irritato.
Hermione Sorrise, in quel momento Ron era adorabile. Annuii, invitandolo a proseguire.
Lui si voltò dall'altra parte "adesso non voglio più racontartelo" decretò.
"Eddai" supplicò Hermione con la voce da bambina, reggendoli il gioco.
"No"
"Per favore"
Ron fece segno di diniego con la testa.
"Ti pregoooo" Hermione fece gli occhi da cucciolo.
Ron scosse nuovamente la testa.
"Okey" la ragazza si strinse nelle spalle e si alzò.
Qualcosa scattò nella mente di Ron.
Le afferrò un braccio e la fece sedere sulle sue gambe. "Ti concedo di sapere la fine del racconto" disse. I loro visi erano quasi alla stessa altezza. Ron puntò i suoi occhi azzurri in quelli castani di Hermione.
Blu Vs marrone.
Mare Vs terra.
"c'eravamo noi due, nell nostro posto, e parlavamo tranquillamente" Sorrise, beandosi del ricordo "poi ci alzavamo, e io capivo che non era esattamente il nostro posto, perché quando uscivamo dalla radura c'era un'altra casa al posto della Tana, bianca, grande, con un paio di finestre large di vetro, coperte da delle tendine-questo lo ricordo bene-con un bel parco fiorito. Rose. C'erano tantissime rose." concluse ad occhi chiusi.
Hermione lo fissò per un lungo istante, poi si fiondò sulle sue labbra.
E Ron non osava chiedere di meglio.
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Ron era riuscito a sfuggire alla furia di Hugo Grenger per miracolo, e non voleva sperimentare se sarebbe avvenuto anche una seconda volta.
All'improvviso, mentre erano sul divano, avevano sentito il motore di un auto che si avvicinava, e Hermione l'aveva riconosciuto come quella del padre. Era scattata a sedere, e poi aveva spinto Ron fuori dalla porta della cucina, con il cuore in gola.
Alle occhiate perplesso di lui aveva bisbigliato solo un "ti raggiungo fra due minuti alla Tana". Così Ron si era smaterializzato, con il sonoro e consono Pop. Lei l'aveva osservato, e poi aveva sentito la porta principale aprirsi.
"Hermione?"
"Ci sono mamma" era sbucata nel soggiorno, dove i suoi genitori si stavano togliendo scarpe e giubbotto.
"ti sei annoiata?" domandò il padre, premuroso. A volte la trattava ancora come una bambina, ma a lei non dispiaceva.
Direi di no, papà.
"no, ma adesso posso andare" aveva baciato i genitori, e si era defilata. Raggiunto il solito angolo che usava per smateriallizzarsi, aveva raggiunto la Tana.
Ron, in piedi davanti al cancello, le Sorrise.
"erano tornati i miei" spiegò lei con uno sguardo di scuse.
Il sorriso si ghiacciò sulle labbra di Ron, in una smorfia di terrore.
Miseriaccia.
"Entriamo?" propose lei.
Ancora un po' frastornato, Ron annuii, e Hermione lo superò.
Quando lei gli passò a fianco, Ron fu invaso di nuovo dal suo profumo, e si riscosse. Agitò con foga la testa e si affrettò a seguire la sua ragazza.
"Hermione!" Arthur Weasley, dal suo capanno per gli attrezzi la salutò calorosamente. Poi la testa lucida e quasi completamente pelata, scomparve nuovamente dentro la porta.
"Signor Weasley!" disse lei, ma già non c'era più.
Sono tornati pesò Ron e rabbrividii.
Quando però entrarono in casa, videro solo George, seduto sul divano che leggeva la gazzetta del profeta.
Alzò lo sguardo e fece un segno di saluto a Ron, poi vide Hermione e gli occhi gli si illuminarono.
Posso prenderlo in giro. Ghignò al pensiero.
"Ronnie!!!" gettò il giornale di lato e si alzò, andando a salutare il fratello.
"oh ciao Hermione"
Lei Sorrise. "Ciao George".
"Che cosa -"
"Dobbiamo andare" esclamò Ron, interrompendo. Senza aspettare risposta, prese la mano di Hermione e la trascinò su per le scale.
George rimase ancora un secondo a guardare, poi si strinse nelle spalle e riprese il giornale.
"Ron..." mormorò piano Hermione
"si"
Lei prese un profondo respiro "perché?"
Erano ormai arrivati alla camera di Ron, e lui aveva già la mano sulla maniglia. Si voltò.
"George sta bene, non si è offeso"
Hermione sospirò se lo dici tu...
Quando entrarono trovarono Ginny seduta sul letto. Si fissarono interrogativi per un attimo.
"Harry?" chiese Hermione
"in doccia" rispose Ginny.
"di pomeriggio!?!" esclamò Ron incredulo, sgranando gli occhi. "sapevo fosse strano ma non cosí tanto..."
"pensa alle tue stranezza, Ronald" ribattè Hermione, mentre Ginny si alzava.
"bene" disse la rossa "io vado"
"dove?" Ron corrugò le sopracciglia.
Ginny, ormai alla porta, si voltò.
"Da Harry"
"ma è In doccia" obbiettò Ron, sempre più confuso.
Ginny gli rivolse un sorriso malizioso e uscii.
Ron sbiancò, succube della comprensione.
Oh miseriaccia
Ginny ha appena firmato la condanna a morte di Harry pensò Hermione. Si sedette sul letto di Ron, e dato che lui non accennava a muoversi, lo tirò per un braccio, portandolo accanto a lei.
Lui girò piano la testa, ancora sotto shock.
"credi che... Che...? "
"certo che no, Ron" gli assicurò lei con un sorriso.
Rimasero un attimo a fissarsi, poi lo sguardo di Ron cadde su una macchia rossa con i contorni indefiniti. Mise a fuoco.
Il regalo di Hermione.
La ragazza segui il suo sguardo.
"non l'hai ancora aperto" osservò.
Questo è il momento pensò Ron. Tutta la tristezza era sparita.
Prese in mano il regalo "lo faccio adesso"
Lo scartò. Lo rigirò fra le meni, studiandolo.
Hermione lo fissava ansiosa, mordendosi il labbro inferiore.
"sono scacchi" costatò Ron.
Hermione annuii.
"scacchi babbani, le pedine non si muovono da sole, ma le muovi tu" rise, nervosa "cosí non litighi" fece per aggiungere altro ma le sue labbra erano impegnate in una attività migliore.
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Romione: Oltre
FanficRon e Hermione sono gli zii preferiti. Solari, divertenti, innamorati. I nipoti apprezzano anche le loro litigate, e il loro essere sempre allegri. Ma qualcosa porterà ombra sui loro cuori. Questa storia parla della romione, va da due anni dopo la g...
