Sospetti Al Compleanno

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Quando Ron e Hermione entrarono alla Tana, la prima cosa che videro fu lo striscione rosse e oro che occupava tutta la parte in fondo.
"Tanti Auguri James" recitava, con diversi fronzoli nelle parti finali delle lettere.
"non sarà un po' eccessivo?" chiese Ron all'orecchio di Hermione "il bambino non sa leggere"
"se è per questo, parla anche a stento, Ron, ma non mi sembra eccessiva la festa.
"compie un anno!" insistette il marito "non undici"
Hermione si voltò verso di lui. "lascia a Harry e Ginny il compito di Fargli la festa, intesi?" assottigliò gli occhi castani, minacciosa.
"intesi, amore" Ron le baciò brevemente le labbra.
Ultimamente, aveva notato, Hermione perdeva più spesso la pazienza.
Mentre ci rifletteva adesso, pensò che era un po' strana in quel periodo.
A casa tornava sempre dopo di lui - il che era strano, dato che lui si ritirava anche a notte fonda - , e non avevano mangiato insieme tutta la settimana precedente per colpa di diverse coincidenze.
Si strinse nelle spalle.
Sei giorni prima avevano festeggiato il quinto compleanno di Victoire, e avevano ricordato la guerra del 2 maggio.
Alla fine, il Ministero aveva optato per lasciare i festeggiamenti in famiglia, senza fare niente di pubblico, o almeno niente di eclatante.
Harry, Ron e Hermione erano pienamente d'accordo.
In quel momento, una testa mora venne ad abbracciare Ron.
"James" disse il rosso prendendo in braccio il bambino che aveva un anno.
James era la fotocopia di Harry, tranne per gli occhi: aveva gli occhi castani della madre.
Ron e Hermione gli avevano fatto da padrino e madrina, ed erano stati molto felici.
James iniziò a toccare i capelli rossi di Ron, tirandonglieli.
"James, fermo" una vice severa lo richiamò, e Ron passò il bambino al suo migliore amico.
"un anno, Eh" commentò, mente James si arrampicava sul braccio di Harry.
"già" Harry Sospirò.
"zioooo" lagnarono due voci sincronizzate.
Teddy e Victoire guardavano in su, verso il rosso e il moro.
Ron si chinò e scompigliò i capelli di entrambi i bambini, fra le risate di questi.
"che volete?" chiese Harry, impegnati in una lotta a due con il figlio, che aveva la ferma intenzione di rimettere i piedi per terra.
"Louise si sta lagnando" spiegò La bambina.
"capisco." disse Ron sorridendo. "che ne dite di chiedere a nonna Molly un biscotto? Ditele che vi mando io" ammiccò ai due bambini, e quelli partirono alla volta della cugina.
"Angelina e George?" chiese Harry, che aveva posato a terra il figlio, reggendolo per le manine.
"non gli ho ancora visti" disse Ron "ma con Roxanne deve essere difficile"
Harry rise.
Roxanne era nata esattamente dieci mesi dopo Fred, in quanto Angelina era rimasta incinta un mese dopo la nascita del primo figlio.
Ron fece vagare lo sguardo per la Tana: Percy e Audry giocavano con le figlie, ormai di quattro e due anni; Bill e Fleur erano occupati a tenere a Bada Dominique e Louise - di quasi due anni - e Hermione e Ginny parlavano un po' indispairte.
"secondo te cosa si staranno dicendo?" chiese Harry seguendo lo sguardo di Ron.
"Si lamentano sulle cose di cui non le soddisfiamo, ma non avranno mai intenzione di coinvolgersi" disse lui.
Harry lo guardò come se fosse pazzo, poi prese James e si allontanò.
In quel momento suonarono il campanello.
Ron andò ad aprire.
Si ritrovò le gambe intrappolate dalla morsa di Fred II. sorrise.
Salutò velocemente il fratello e  Angelina, che aveva in braccio la piccola Roxanne, di qualche mese.
Quando tutta la famiglia di quattro fu entrata Ron chiuse la porta.
"siamo tutti, gente" urlò e chiunque fosse nella stanza smise di fare quello che stava facendo.
Molly, Arthur e Andromeda, che stavano parlando, si affacciarono dalla cucina. Dietro di loro, Teddy e Victoire, spuntarono con un biscotto in picca ciascuno.
"oh bene" Sospirò Ginny sollevata.
Molly prese la torta, con una sola candelina, e la mise difronte a Harry, che aveva in braccio il piccolo James.
Ron era più impegnato a contare gli strati di cioccolato, che a osservare il figlioccio spegnere le candeline - la - ma non si perse che Harry lo aiutò con un soffio potente.
Ron aveva contato sette strati di diversa cioccolata. Sorrise.
Molly tagliò la torta e la diede per prima ai nipoti.
Ron gli avrebbe volentieri spinti, ma Hermione lo trattenne dall'ingozzarsi.
Quando arrivò il suo turno, la torta era praticamente agli sgoccioli.
La madre gli fece un sorriso di scuse, ma Ron lanciò un occhiata fulminante a Hermione, che fece roteare gli occhi.
Si misero uno accanto a l'altra per mangiare. Con Ron che si lamentava ogni tre per due dell'esigua porzione di torta che gli era toccata.
"Ronald, smettila" disse Hermione dopo che il marito aveva detto che, se Molli II non riprendeva il suo piatto abbandonato sul divano velocemente sarebbe stato lui a prenderla.
"ma guardali!" esclamò Ron accennando a Teddy e Victoire, che sembravano sazi "non la finiscono"
"sono bambini, Ron!"
"appunto. Vanno aiutati."
Hermione scoppiò a ridere senza ritegno.
Ron la guardò male, ma prima che potesse aggiungere altro, Ginny richiamò l'attenzione di tutti.
"ce un altra cosa che dobbiamo dire" disse guardando Harry, con ancora in braccio James.
L'uomo Sorrise, posando il figlio a terra e raggiungendo la moglie. Si presero per mano.
"sono incinta." Ginny sprizzava felicità da tutti i pori, come Harry.
Tutti si affrettano a fare le congratulazioni, ma Ron invece era sbiancato.
Lasciò perdere la torta, e strinse con forza la mano di Hermione, cercando di evitare che facesse una scenata.
Quando Angelina aveva detto che era incinta di nuovo, Hermione era andata via dalla Tana, sbattendo la porta.
Aveva detto che non era giusto che Angelina rimanesse incita così, subito.
Era stata vicina a un crollo di nervi.
Ora però, Hermione lo guardò tranquilla.
"posso andare a congratularmi?" gli chiese.
Ron la guardò sorpreso, e le lasciò la mano.
"ma certo" disse "andiamo"
Ron aveva temuto che le tornasse in mente Arthur, invece pareva serena e, anzi, felice per i migliori amici.
Ron la fissò contento, poi anche lui fece le congratulazioni.
"sapete se è...?" chiese.
"non sappiamo niente, ancora" rispose Ginny.
Hermione le Sorrise.
"speri sia..?"
"una femmina" Ginny Sospirò "ma già so che sarà un maschio"
Harry le mise una mano intorno alla vita.
"tranquilla" le disse "continueremo a sfornare figli fin quando non esce una femminuccia"
"attento" intervenne Ron "i nostri genitori hanno fatto sette figli seguendo questa logica"
Risero tutti.
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Ron e Hermione stavano tornando a casa. La festa si era protratta a lungo, dato l'annuncio di Harry e Ginny, ed era anche per questo che loro due dovevano trattenersi fino a che tutti non se ne fossero andati.
Ron pensava ancora alla facilità che Hermione aveva rivelato nel sapere della gravidanza di Ginny.
L'aveva presa bene.
Troppo.
Ron aveva la netta sensazione che la moglie gli nascondesse qualcosa.
Gli aveva perfino permesso di mangiare la sua fetta di torta!
"Ron?" Hermione lo richiamò dalla soglia.
"arrivo" disse lui sorpassandola. La moglie chiuse la porta dietro di lui e Ron si voltò per affrontarla.
"serve qualcosa?" gli chiese lei con un sorriso.
Lui le carezzo una guancia.
"va tutto bene?" le chiese dolcemente.
Hermione lo guardò confusa. "ovviamente" rispose, Corrugando le sopracciglia.
Lui le credette, le lasciò un bacio a fior di labbra.
"sai che puoi dirmi tutto, vero?" sussurrò a un centimetro dal suo volto.
"ovviamente" rispose lei, ma quando il marito si allontanò, iniziò a mordersi il labbro inferiore, sotto il peso che gravava sulla sua coscienza.
Il peso di un segreto.

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Continuerò ad aggiornare un giorno sí e uno no.

Romione: OltreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora