Capitolo 41 (parte 1)

33 4 0
                                        

Brutta.
Una serata molto molto brutta.
E pensare che nemmeno il cibo gratis sta risollevando la cena disastrosa, solo l'alcol è di conforto ma sta scaldando anche gli animi. Non si prospetta niente di buono.

Conforto Cristiano, stringendogli una mano tra le mie. Sono felice di non averlo mandato da solo, questo è un fottuto covo di serpi.
Alzo lo sguardo dal biondo al mio fianco e vengo fulminata da una ragazza con i capelli castani, da Marta e da Max. Contemporaneamente.
Beh, mettetevi in fila gente!

<<Vuoi prendere una boccata d'aria in giardino?>> domando a Cri, sperando accetti. Invece il ragazzo scuote la testa, sconsolato.

<<Io ne ho bisogno, fumo una sigaretta al volo e torno. Puoi farcela?>> gli chiedo, preoccupata. Vederlo così sottotono mi manda in bestia.

<<Certo, vai tranquilla>> risponde, accennando un sorriso teso. Gli accarezzo i capelli morbidi e mi dirigo verso l'unica balconata dell'enorme sala ricevimenti.

Evito di guardarmi intorno, e cammino a passo sciolto verso l'uscita. Tiro fuori dalla borsetta una sigaretta e l'accendino.
Dio solo sa quanto ne ho bisogno!
Scendo qualche gradino, indecisa ad inoltrarmi nel magnifico giardino pieno di cespugli e fiori profumati.

Scendo le scale e trovo posto su una panchina vuota, sfilo le scarpe con il tacco e stretta nel cappotto scuro accendo la sigaretta con un gesto veloce.

<<Si può sapere che diavolo ci fai qui?>>

24 ore prima


<<Sicura di aver fatto bene ad accettare? Non sarà una serata facile, lo sai questo vero?>> commenta Giulia, giocando con una delle sue numerose catene.

<<Lo so, ma non me la sono sentita di rifiutare. Avresti dovuto vederlo Giù...>> dico,  mentre tiro fuori il tramezzino appena comprato da Raffaello. Ormai non ci fermavamo più a mangiare lì per paura di incontrare Max.

<<Cristiano è grande e grosso, saprebbe cavarsela da solo. Tu vai lì per vederlo Aurora, non mi inganni>> afferma, alzando un sopracciglio scuro. Ha ragione. Ha dannatamente ragione.

<<Voglio metterci una pietra sopra, farla finita una volta per tutte. Il punto è che per me quel ragazzo conta fin troppo, e non perché ci sono andata a letto insieme. Abbiamo condiviso del tempo, dei momenti importanti. Accettare che sia stato solo un grande malinteso non è facile>> cerco di spiegarmi, con pochi risultati.

<<Non credo tu ti sia fatta trasportare dalla fantasia e dal momento Au, credo semplicemente che lui abbia paura di affezionarsi sul serio. Quando ti innamori sei vulnerabile, dai all'altra persona il potere di farti del male con pochissime parole o azioni. Non lo sto giustificando, ma dal mio punto di vista Max è scappato appena si è reso conto della situazione>>

Scuoto la testa, non so davvero cosa pensare. L'unica cosa che so è che mi ha fatto molto male, e che se anche dovesse essere questa la reale motivazione del suo comportamento...non cambierebbe poi molto. Certi sguardi, certe parole non si possono cancellare con un colpo di spugna.

<<Ormai non ha più importanza, devo solo eliminare la sua figura dalla mia testa e vedrai che andrà tutto bene. Passerà del tempo e il mio cuore dimenticherà>> mormoro, sperandoci davvero. È l'unico modo che mi è venuto in mente, non posso scappare per sempre.

<<Voglio crederti, ma promettimi che se vorrai andare via mi chiamerai>> dice, seria.

<<Va bene, lo farò>>

Finiamo di mangiare parlando degli esami quasi imminenti, delle prove di laboratorio e delle prossime uscite didattiche. Alla fine stiamo per alzarci quando con la coda dell'occhio vedo una figura familiare venirci incontro.

<<Eccole qua le mie due ragazze preferite!>> esclama Cristiano, scompigliando i capelli azzurri di Giulia e buttando un braccio sulle mie spalle.

<<Parli del diavolo...>> borbotta la mia amica, anche se sotto sotto sta sorridendo. Cristiano la mette di buon umore anche se fa di tutto per negare l'evidenza.

<<Immagino che avrete passato tutta la pausa pranzo a parlare di me, di quanto sia favoloso, simpatico e...>> dice, gonfiandosi come un pavone.

<<Alt! Non abbiamo bisogno di un Narciso, se vuoi ti passo il mio specchietto e puoi andare a parlare con te stesso>> lo punzecchia Giulia, scrollandosi la sua mano dai capelli.

<<Oh, sarebbe un idea magnifica! Magari più tardi però...>> afferma, ridacchiando. È bello vederlo così sereno, e anche il viso di Giulia è più aperto, rilassato.

<<La tua accompagnatrice non mi ha ancora detto cosa indosserà domani sera>> commenta, fissandomi con divertimento.

<<Oh, e perché mai Au? Sarai favolosa!>> esclama Cristiano, pensando al vestito che avevamo preso insieme, anche se aveva insistito per pagarlo lui.

Se non fosse stato per me non ne avresti avuto bisogno, quindi lo pago io, fine del discorso.
Non ho potuto dargli torto, un abito del genere non lo avrei mai indossato, figuriamoci comprato, con quel prezzo assurdo poi...

<<È imbarazzante!>> dico, nascondendo il viso rosso tra le mani.

<<Ti prego Cri, dimmi che non si truccherá da sola!>> commenta Giulia, scatenando la mia disapprovazione.

Cristiano la guarda confuso, sento la sua tirarmi un ciocca di capelli. Alzo lo sguardo e sorrido mesta. Cazzo, pensavo di averla scampata almeno sul trucco!

<<Non ci avevo pensato, ma rimedierò subito!>> esclama gioviale, tirando fuori il cellulare dalla tasca dei jeans.

<<Se ti fidi posso farlo io>> si propone l'azzurra, seria. È molto brava con il make-up,  anche se a volte tende ad esagerare con il nero.

Mentre i due si fissano, qualcosa in fondo al corridoio attira la mia attenzione. È come un magnete, riesco ad avvertirne la presenza in qualsiasi luogo. E non mi stupisco nel vedere Massimiliano che si dirige verso di noi, in jeans chiari e felpa bianca. È bellissimo, come sempre.

Quando noto il mio sguardo su di sé, il suo passo rallenta di un po', come se stesse decidendo se cambiare corridoio oppure no, ma sembra rendersi conto che l'unica strada è questa, a meno che non voglia tornare indietro. Fa saettate lo sguardo al mio tavolo, fino a soffermarsi sul braccio di Cristiano sulle mie spalle.

I suoi occhi neri si socchiudono, sembra irritato. Stringe forte il casco della moto, e mi rendo conto che lo sto fissando come una maniaca e che probabilmente preferirà tornare indietro piuttosto che passarmi accanto. Invece contro ogni previsione Max continua a camminare verso il nostro tavolo, meno disinvolto del solito.

Mentre ci passa accanto distoglie lo sguardo dal mio e fa finta di niente, anche se posso notare come la mascella sia serrata. Come sempre, non saluta. Una scintilla di rabbia mi fa agitare sulla sedia di legno.
E meno male che dovevi lasciati tutto alle spalle!
Al diavolo! Questo non significa che non dovrò ottenere una piccola rivincita!

<<Au, sei con noi?>> chiede Cristiano, preoccupato. Lo sento a mala pena.

<<Non so cosa abbiate deciso per il trucco, ma dovrete rendermi irresistibile>> affermo, combattiva e forse un po' troppo arrabbiata. Ma sempre meglio dell'espressione depressa e persa degli ultimi tempi.

Giulia e Cristiano non commentano, si limitano ad annuire con uno strano sorriso sulle labbra.

Il solito casino. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora