Capitolo 2

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Il giorno del suo quattordicesimo compleanno, Marius se ne stava a zonzo nei monti intorno al villaggio. Si mise seduto su una roccia che dava su un dirupo. Gli piaceva stare lì poteva vedere tutto il villaggio e la pianura. Aveva ripreso a giocherellare con il pendente di giada che aveva appeso al collo c'era una inscrizione in rune che diceva Fenix, l'unico ricordo di sua madre. La balia quando morì sua madre glielo tolse dal collo e lo mise a Marius.

Marius stava riponendo il ciondolo sotto la maglia quando arrivò un gruppo di bambini del villaggio.

<<Sei qui Marius, alla fine ti abbiamo trovato.>> Disse un bambino grassottello con capelli ricci biondi e che portava al guinzaglio due cani di grossa taglia dall'apparenza feroce.

<<Che cosa vuoi Panait?>>

<<Solo giocare un po', i miei cani hanno bisogno di far fare esercizio ai loro denti.>> Disse Panait beffardo. Il bambino era il figlio del capo villaggio e si divertiva a bullizzare in ogni modo possibile Marius, che per fuggire dalle loro angherie aveva preso il vizio di rifugiarsi vicino al dirupo, purtroppo i cani questa volta lo avevano trovato.

Gli altri bambini risero alla battuta di Panait e qualcuno lo incitò a fare andare avanti i cani.

<<Avanti Panait fagli vedere chi comanda, fagli assaggiare la sconfitta.>>

Panait rilasciò i cani e li aizzò verso Marius. I cani si lanciarono all'attacco, uno morse Marius ad un braccio, il bambino spinto dal cane e dal suo peso fece un passo indietro e non trovò nessun appoggio iniziando a precipitare giù per il dirupo insieme al cane.

<<Presto fuggiamo.>> Disse uno dei bambini.

<<Non eravamo qui, mi avete capito? Se qualcuno si lascia sfuggire qualcosa farà la fine di Marius.>> Disse Panait.

I bambini fuggirono e tornarono ognuno nelle loro case, fingendo che non fosse successo nulla anche se erano scossi e spaventati.

Una bambina che aveva visto cosa era successo andò a chiamare aiuto.

Marius fu trovato ore dopo febbricitante con le ossa del corpo tutte rotte ma ancora vivo. Paul fece costruire una barella e la gente del villaggio lo riportò a casa.

<<Come sta il bambino?>> Chiese il capo villaggio.

<<Come pensi che stia, con un piede nella fossa. Ecco cosa ha fatto il tuo prezioso figliolo. Voglio giustizia questa volta, lo ha bullizzato per troppi anni e lo sai bene, ma non abbiamo mai detto nulla. Questa volta voglio che venga punito.>>

<<E quale sarebbe la punizione che vorresti che gli dia?>>

<<Se fosse un adulto direi la pena di morte, ma è un bambino. Mi accontento di trenta frustate a lui e a tutti quelli che erano con lui.>>

<<E se mi rifiuto?>>

<<Allora trovati un altro medico, se il bambino muore o si rimette noi lasciamo il villaggio. Spargi pure la voce che nessuno è più il benvenuto qui.>>

<<Non ti sembra di esagerare non è nemmeno figlio tuo.>>

<<Allora tuo figlio può uccidere impunito solo perché una persona non ha genitori? Ma che discorsi fai? Fuori di qui, vattene.>> Urlò Paul buttando fuori di casa il capo villaggio.

Adia aveva ripulito il corpo di Marius dal sangue e anche il ciondolo che ne era impregnato, poi glielo aveva rimesso al collo.

Paul entrò nella stanza del bambino, aveva forgiato per tutta la notte delle pillole curative di bassa qualità. Purtroppo non aveva avuto modo di studiare in una di quelle grandi accademie che si trovano nelle capitali essendo figlio di contadini, aveva fatto tutto quello che poteva. Prese una pillola e la mise in bocca a Marius che a contatto con la saliva si sciolse subito e entrò in circolo iniziando a curare il bambino. Purtroppo la qualità della pillola non era sufficiente per risanare tutto il corpo, se fosse sopravvissuto sarebbe diventato uno storpio.

L'erede della famiglia FenixLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora