Capitolo 4

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I cavalli galoppavano lungo la strada che li avrebbe riportati al regno di Libeccio, Marius si teneva stretto alla vita di suo nonno per paura di cadere. Era stato sdraiato per mesi e i suoi muscoli non erano forti, ben presto si stancò e iniziò a sentire dolore dappertutto.

Dopo quattro ore di marcia veloce i cavalli si fermarono per fare sosta per la notte. Accesero un fuoco e Marius si mise vicino per riscaldarsi.

<<Raccontami della tua vita al villaggio e di come ti sei ferito.>> Disse Felix.

Marius raccontò tutto quello che ricordava, dei suoi studi di medicina, dei bulli che lo prendevano di mira, di Adia e Paul che si prendevano cura di lui. E della caduta dalla scogliera.

<<Non devi preoccuparti più che qualcuno ti faccia da bullo, nessuno può offendere un Fenix e farla franca.>>

<<Nonno, se posso chiedere...>>

<<Dimmi pure.>>

<<Hai detto che sono stato avvelenato e anche lo zio Paul, ma di che veleno si tratta? Morirò?>>

<<Non è un veleno mortale, ti rende solo inabile alla coltivazione, il veleno era stato predisposto per danneggiare sia te che tua madre che infatti è morta durante il parto.>>

<<Questo significa che se vengo curato, posso coltivare come fanno tutti gli altri?>>

<<Certo e non devi preoccuparti del veleno non è così difficile da debellare, in poco tempo potrai iniziare a coltivare.>>

I guerrieri andarono a caccia e riportarono dei conigli che cucinarono sul fuoco. Marius mangiò a sazietà poi si addormentò, suo nonno prese una coperta e lo coprì.

Felix scrisse una lunga lettera che inviò con un'aquila alla famiglia. La lettera conteneva delle direttive da eseguire immediatamente.

Quattro giorni dopo Marius arrivò nella  capitale Fenix. La città era molto grande circondata da mura possenti lisce e di colore nero, attraversarono l'ingresso e i guerrieri di guardia che riconobbero Felix li lasciarono passare senza interrogarli.

La zona della città dove abitava la famiglia Fenix era molto estesa, comprendeva diversi palazzi e terreni agricoli. La proprietà era recintata e strettamente sorvegliata da guerrieri e maghi.

Felix fece ritorno trionfale con suo nipote in sella al suo cavallo dietro di lui.

<<Ben tornato capo famiglia.>> Disse un uomo sulla quarantina, con capelli neri lunghi, occhi azzurri, baffi, pizzo e con una tunica azzurra e lo stemma della famiglia.

Felix e Marius scesero da cavallo e lo lasciarono ai guerrieri che erano con loro che lo portarono via.

<<Ioan questo è Marius il figlio di tua sorella Aisa.>>

<<Benvenuto in famiglia Marius, ti stavamo cercando da quattordici anni, ma la famiglia di tuo padre ha fatto cancellare tutte le tracce.>>

<<È bello essere qui.>>

<<Ioan fagli vedere la proprietà mentre io vado a parlare con i maestri di elisir e vedere se l'antidoto al veleno è pronto. Per quanto riguarda le altre faccende è tutto risolto?>>

<<Abbiamo mandato lettere con le aquile hai nostri uomini infiltrati nel Regno di Ostro. Il villaggio dove ha vissuto Marius lo abbiamo dato alle fiamme e non ci sono sopravvissuti, anche la casa di suo padre a fatto la stessa fine e sono morti tutti.>>

<<Bene, questo è quello che si meritano quelli che osano fare i bulli con noi.>>

Marius ascoltò la loro conversazione, da un lato era toccato dal fatto che suo nonno lo aveva fatto per lui, vendicare tutti gli abusi del passato, dall'altro sentiva indifferenza per quel suo padre che era stato sempre assente nella sua vita, che fosse morto non gli importava.

L'erede della famiglia FenixLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora