Il suono insistente del campanello mi trascina prepotentemente via dalle braccia di Morfeo.
Mi agito nel letto e stringo tra le braccia il cuscino, mugugnando. E ora chi poteva essere?
Mi trascino fuori dal letto e cerco di sbrigarmi fino alla porta. Apro di scatto e batto le palpebre un paio di volte alla violenza della luce del sole.
Trovo un divertito Ian sulla soglia di casa mia. In mano tiene una scatola di pasticcini dalla carta rosa pallido, e con l'altra si alliscia i jeans. Immediatamente mi ricordo di essermi appena svegliata, di essere in pigiama e di sembrare qualcosa di molto vicino ad un mostro.
"Finalmente, credevo di dover passare l'intero anno qui fuori ad aspettarti" dice il ragazzo, non facendo nemmeno un cenno sul mio aspetto zombiesco e anzi stampandomi un bacio sulle labbra. Basta questo ad accendere il fuocherello in me che avevo sentito anche ieri sera al nostro bacio.
"Scusa, dormivo" biascico, cercando di riparare. Lui entra e poggia i pasticcini sul tavolo. Si toglie la giacca di pelle e mi guarda stralunato. "Cavolo, Aria, sono le dieci. Sei così dormigliona?" e fa uno dei suoi sorrisi disarmanti. Per un attimo rimango a guardarlo estasiata, poi annuisco con un sorriso ebete stampato in faccia. Ian mi guarda divertito e si china a baciarmi. Dopo un paio di secondi si stacca e dice, con un gesto teatrale: "Beh, ti ho portato la colazione. Caffè" aggiunge poi, accennando alla caffettiera poggiata sul davanzale. Annuisco e mi siedo sulla sedia. "Grazie, ma non devi scomodarti" dico, e via con un altro sbadiglio. "Hai davvero bisogno di un caffè, preparato per te con queste magiche mani dal ragazzo più bello del mondo!" dice. "Tsk. Modesto, lui!" ribatto, stropicciandomi gli occhi. Lo sento ridacchiare e appoggio la testa al palmo della mia mano, per guardarlo meglio.
Non mi aspettavo un gesto del genere. Venire a fare colazione da me, portandomi i pasticcini e addirittura facendo il caffè. Non è il genere di cose che fanno i ragazzi, soprattutto dopo un solo bacio. Lo guardo armeggiare deciso con la caffettiera. E' davvero un ragazzo fantastico. Ora che ci penso, credo di essere davvero innamorata di lui, con i suoi gesti gentili e carini, e mi ha sempre trattata bene. Forse, penso, mi è sempre piaciuto, ma ero troppo occupata a pensare a Luke e a Ruth che non me ne sono mai resa conto. Che stupida sono stata, a lasciarmi scappare un tipo del genere! Ma non me l'ero affatto perso. Ora lui era qui a fare colazione con me, e stavo per una delle pochissime volte della mia vita provando qualcosa per un ragazzo. Che sensazione magnifica!
"Ecco fatto!" La voce squillante di Ian mi distoglie dai pensieri e l'invitante odore di caffè penetra nelle mie narici, dandomi un senso quasi di assuefazione. Il ragazzo versa il liquido bolente in due tazzine e me le porge con uno sguardo dolcissimo. Lo ringrazio e poi mi affretto ad aprire i pasticcini. Non mi sono accorta di avere una fame da lupi.
Mangiamo per un po' in silenzio. Poi Ian rompe il silenzio. "Ieri è stato magnifico". Annuisco convinta. Mandando al diavolo ogni buona maniera, dico, con la bocca piena di pasticcino alla crema: "Ffero. E' fftada ua fena fantaftica".
"Che cosa?"
Degludisco. "Vero. E' stat una cena fantastica".
"Sorride. "Ma io non parlavo della cena. Parlavo del bacio finale." Lo guardo. Sembra immerso nei suoi pensieri, e ha un leggero sorriso sulle labbra. "Hai ragione. E' stato bellissimo. Era da una vita che non baciavo qualcuno."
"Davvero?" dice, guardandomi. Annuisco, un po' imbarazzata, e bevo tutto d'un fiato il caffè. Sento subito una scarica d'energia pomparmi nelle vene e sospiro di piacere.
"E quand'è stata l'ultima volta?" chiede, sinceramente interessato. Lo guardo curiosa. Nessuno mi chiede mai del mio passato; a nessuno interessa. Lui è il primo che mi fa domande del genere.
Faccio un sorriso. "Al liceo, al terzo anno. E' stato il mio secondo ed ultimo fidanzato, dopodichè non ho più baciato o frequentsto nessuno. David, si chiamava. Ancora lo ricordo."
"Due volte sono poche" dice Ian, bevendo il suo caffè ed addentando un pasticcino. "Meno male che sono arrivato qui io." e si allunga per darmi un bacio sulla punta del naso"
Sorrido. Forse ha ragione. Stare soli è fantastico, ma essere in compagnia, cavolo, era tutta un'altra cosa.
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shadows. 》l. h.
Fanfiction[DAL CAPITOLO 49] "Ascolta." dice, la voce ferma. "Io ti amo. Tu mi ami?". Annuisco. "Sì, ma...". Lui mi interrompe posandomi l'indice sulle labbra. "Niente ma. L'unica cosa che conta è se ci amiamo. Ci amiamo? Sì. Bene." Sembra vedere in me confusi...
