Ed ecco a voi, la fine di questa storia.
Dal buio è cominciata, nel buio è terminata.
Gioite! Gioite!
I nostri eroi son tornati!
(Il Bardo Mendicante)
Il vento portava con sé il fetido odore che l'ombra lasciava con il suo passaggio. Spirava da nord-est e accompagnava l'incedere della notte.
«Fermi!» Sofia urlò e alzò una mano, tirando le redini del proprio cavallo e Astoria le si affiancò.
«Cosa succede?»
«Ci siamo.» L'amica smontò e il vento le scompigliò i capelli, rossi e resi crespi dalla polvere.
Quando Sofia le si avvicinò, nella luce crepuscolare, Astoria riuscì a vederla bene: aveva solchi neri intorno agli occhi, le labbra pallide tirate nel tentativo di rassicurarli e il viso scarno. «Prendete.» Passò loro le piccole fiaschette che aveva preparato a Florenzia. «È il momento di berla. Tutta d'un fiato, mi raccomando, non ha un buon sapore.»
Astoria obbedì, esitando appena l'odore della pozione le solleticò le narici. Chiuse gli occhi e cercò di non pensare all'ingrediente principale.
«Per la Dea!» Eric imprecò e scagliò a terra la fiaschetta. «È disgustosa.» Bevve dell'acqua e poi la sputò. «Scusa, ma fa davvero schifo.»
«Lo so, ma non ho potuto fare di meglio» disse Sofia. Tolse le sacche dalla sella e le poggiò sull'erba. «Mettete i bagagli qui e liberate i cavalli.» Prese lo stiletto dalla cintura e si tagliò il polso. Astoria sussultò, come la prima volta che glielo vide fare.
Sofia disegnò un cerchio a terra, che comprendeva i loro sacchi. «Sarà una protezione contro il veleno dell'ombra. Almeno non resteremo senza cibo né acqua.» Cominciò a mormorare parole incomprensibili e, una volta chiuso il cerchio per la terza volta, si strinse il polso ferito con l'altra mano e alzò lo sguardo verso di lei. «Non preoccuparti, me la caverò.»
Sei stanca e la colpa è mia.
Astoria deglutì a fatica, reprimendo il conato provocato dal sapore lasciato dalla pozione. «Forse dovresti prendere qualcosa che ti aiuti a recuperare le forze.» Cominciò a cercare nella tracolla, ma trovò solo due fialette. Vuote! Sofia le aveva già bevute. La sensazione di terrore, più intensa rispetto a quando erano entrati a Città del Guado, s'impossessò di lei. La mano che stringeva le due fialette vuote cominciò a tremare.
«Sta arrivando.» Sofia le prese la mano tra le sue. Erano calde, a differenza delle altre volte in cui era lei a volerla rassicurare. «Presto ci raggiungerà. Resta concentrata, Lorcan ha bisogno che gli guardi le spalle mentre recita le sue preghiere.»
«Sì, hai ragione.»
Guardò verso Eric che le fece l'occhiolino, ma aveva le spalle rigide, la mascella serrata. Lasciò cadere il fodero vuoto e fece roteare due volte lo spadone. «Ti aspetto, bestiaccia» sussurrò a denti stretti.
Il borbottio di Lorcan era cominciato e Astoria andò a sistemarsi dietro di lui. I cavalli cominciarono a scalpitare e agitare la testa.
Alzò lo sguardo al cielo. Solo l'orizzonte era arrossato dalla luce morente del sole. Ormai erano visibili solo le ombre dei suoi amici. Solevò le mani creando un globulo di luce, il più grande che potesse formare. Anche Clivia e Sofia fecero altrettanto.
"L'ombra ha il corpo del tutto nero e vola solo di notte. Dobbiamo annullare questo punto a suo favore. La luce magica non la danneggerà, ma aiuterà noi a vederla meglio." Così aveva detto Sofia e lei le credeva. Non aveva avuto problemi ad affidarsi completamente a lei quando le aveva salvato la vita contro quello spettro, non ne avrebbe avuti mai in futuro. Grazie, amica mia. Sentiva di poterla seguire, di volerla seguire. Anche dopo aver visto quegli occhi terrificanti, perché, insieme a loro, aveva visto una bambina con gli occhi dello stesso colore e un coniglio bianco di pezza tra le braccia. Deglutì, cercando di mandare giù il groppo alla gola che le stava facendo male. Lo sguardo triste di quella bambina era stato più forte del terrore trasmesso dai grandi occhi rossi, solo grazie a lei non impazziva ogni volta che li ricordava. "Perdonami" le aveva detto Sofia. "Perdonami. Non ho potuto agire diversamente."
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Rosso Sangue [COMPLETA]
FantasyRosso: il colore del sangue, dei suoi capelli e degli occhi che la perseguitano. Nero: il colore delle tenebre che avvolgono i suoi incubi, quello delle notti senza luna nelle quali un antico Ordine officiava i suoi riti più potenti. Mentre i demo...
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