Lucius Malfoy aveva fatto chiamare di nuovo Janette Gaunt.
Aveva letto i giornali ed aveva espresso un ghigno soddisfacente, sapendo che la ragazza aveva esaudito il suo desiderio.
Voleva complimentarsi con lei per la sua bravura e per la sua capacità.
-Buongiorno signorina Gaunt.- disse Lucius mentre era seduto al tavolo con polsi e caviglie legati da catene nere spesse.
-Buongiorno signor Malfoy, ho saputo che voleva rivedermi.-
-Si, è così. L'ho fatta chiamare per complimentarmi con lei. È stata piuttosto veloce e abile nel svolgere il suo compito.-
-Beh, si trattava di un'estrema urgenza e poi non volevo deludere un uomo come lei.-
-Ha fatto la cosa giusta signorina Guant e non posso che esserne fiero.-
-Ho fatto solo quello che mi era stato chiesto. È stata una soddisfazione vedere la mezzosangue che se ne andava con le lacrime agli occhi e il cuore spezzato.-
-Anche a me sarebbe piaciuto vedere la sua reazione, ma come può perfettamente vedere sono qui in questo postaccio.-
-Non si preoccupi signor Malfoy. Io mi assicurerò che quella mezzosangue non si avvicini più a suo figlio e mi prenderò cura di lui come una moglie perfetta sa fare.-
-Sapevo che lei sarebbe stata la persona giusta e lo apprezzo.-
-Se non c'è altro da aggiungere io andrei.-
-Ma certo, la lascio ai suoi impegni.-
-Grazie.-
-Grazie a lei.-
***
Scorpius aveva iniziato a fare lezione con una signora sulla sessantina d'anni. Non le stava per niente simpatica e non riusciva a concentrarsi, perché lui come insegnante voleva Emma.
Il suo papà aveva sbagliato, ma gli sembrava esagerato licenziarsi anche dal lavoro.
Ma era un po' felice rispetto agli altri giorni, perché oggi sua nonna l'avrebbe portata da Emma e così avrebbe potuto rivederla.
Draco quel pomeriggio era al lavoro e non si sarebbe accorto che la mamma e il figlio non erano presenti in casa.
***
Emma era sul letto di casa sua. Era contenta, ma triste allo stesso tempo. Le sue giornate erano diventate noiose. Per fortuna c'erano Harry, Ginny e i suoi nipoti, che le facevano compagnia e le tiravano su il morale.
Mentre era sul letto con la schiena appoggiata alla testiera del letto, sentì qualcuno suonare al campanello.
Dopo un po' qualcuno bussò alla porta.
-Avanti.- disse Emma mentre posava il suo libro sul comodino.
Entrò Narcissa seguita da Scorpius, che salì sul letto e corse ad abbracciare Emma.
Lei ricambiò ricoprendolo di baci.
-Emma mi sei mancata tanto!- disse il bambino sedendosi sulle sue gambe.
-Anche tu tesoro.- rispose accarezzandogli i capelli.
-Emma devi scusarci se siamo piombati così in casa tua.-
-No preoccuparti Narcissa, mi fa piacere che siate venuti qui.-
-Emma perché non vieni più a casa. Non ci vuoi bene?- chiese Scorpius con voce triste.
-Assolutamente no, ma è complicato da spiegare.- disse Emma.
-Quindi non ci vedremo più?-
-Certo che ci vedremo Scorpius.-
-Scorpius perché non vai a giocare con Lily, mentre io ed Emma parliamo?- disse Narcissa.
Il bambino scese dal letto e uscì dalla camera, lasciando da sole le due donne.
-È successo qualcosa Narcissa?- chiese Emma preoccupata.
-No, Emma, non preoccuparti. Volevo solo chiederti perché hai deciso di licenziarti. Ho letto il giornale, ma c'è dell'altro, vero?-
Emma si chiese come quella donna potesse capire tutto al volo.
-Beh, io non so come spiegarlo.-
-Emma puoi dirmi tutto.-
-Io sono incinta.- rispose la ragazza.
Narcissa spalancò la bocca. Non sapeva cosa dire.
-Suppongo sia di Draco, giusto?-
-Si, il bambino è suo.-
-Emma mi dispiace tanto. Se Draco non avesse fatto quel terribile errore tu saresti felice.-
-Lo so Narcissa, ma ti chiedo di non dire niente a nessuno, soprattutto a Draco.-
-Certo Emma, non lo saprà nessuno.-
-Grazie Narcissa, di tutto.-
-Non devi ringraziarmi. Tu sei una donna forte e supererai anche questa. Terrai questo bambino?- chiese speranzosa.
-Si, lo terrò. Io lo voglio.-
-Hai fatto la scelta migliore.-
Si abbracciarono e quando si staccarono sorrisero.
Emma raggiunse il salone insieme a Narcissa.
Dopo poco Scorpius salutò tutti e seguito da Narcissa tornarono a casa.
Emma andò di nuovo in camera ripensando ai vecchi tempi di quando frequentava Hogwarts.
Emma stava facendo, come al solito, il suo giro di ronda da sola, perché tutti gli studenti erano spariti dalla scuola.
Emma aveva capito che c'era qualcosa sotto, infatti aveva deciso di controllare tutto il castello.
Aveva sentito della musica alta provenire dai sotterranei, e questo voleva dire solo una cosa.
C'era una festa nella sala comune dei serpeverde e chiaramente avevano invitato tutta la scuola a eccezione di lei.
Ad Emma non importava di non essere stata invitata a quella festa.
Lei odiava le feste. Le considerava inutili.
Dopo poco raggiunse l'ufficio della MaGranitt.
Gli raccontò la situazione e insieme raggiunsero la sala comune dei serpeverde. Riuscirono a capire la parola d'ordine ed entrarono.
Ad un tratto tutti si fermarono e la musica si spense all'istante.
Tutti guardarono in cagnesco Emma per aver portato la preside e fargli scoprire le loro festi clandestine.
Ad un tratto la MaGranitt parlò.
-Buonasera a tutti ragazzi. La signorina Potter mi ha informata che nel bel mezzo della sala comune dei serpeverde si stava tenendo una festa e questo posso confermarmelo da sola. Ma anche io queste cose le ho fatte alla vostra età, per questo non ci vedo nulla di sbagliato. Per me potete continuare pure.-
Tutti guardarono a bocca aperta la preside, perfino Emma che parlò.
-Ma preside, hanno infranto una regola che invece devono rispettare!-
-Signorina Potter io non ci vedo nulla di male. Buona serata e buona continuazione.-
La preside uscì e Malfoy si avvicinò ghignando.
-Ti è piaciuto il discorso della megera, Potter?-
Emma bolliva di rabbia. Non ci poteva credere che la preside avesse concesso a tutti gli studenti della scuola di continuare la festa.
C'erano addirittura tutti i primini.
Lei era l'unica a non essere stata invitata.
-Per tua informazione Malfoy la MaGranitt vi ha fatti continuare solo perché siete tanti!-
-Ammettilo Potter che volevi essere invitata anche tu.-
-Non ci tengo proprio a venire alle vostre feste.-
-Bel vestito Potter.- intervenne Astoria, che aveva affiancato Malfoy, ironica, visto che Emma era in divisa scolastica.
La grifona decise di non rispondere a quella provocazione, ma ad un certo punto notò che c'erano suo fratello, Ginny, Hermione, Ron e addirittura Neville.
-Ragazzi, non ci posso credere, anche voi siete qui. Vi ho cercati dappertutto!-
I ragazzi abbassarono lo sguardo, non avendo il coraggio di dire una sola parola.
-Gradiremmo che te ne andassi Potter. Queste feste non fanno per te ed è già un miracolo che io abbia invitato lo sfregiato e i suoi amichetti.- disse Malfoy.
-Certo che me ne vado. Non voglio passare un minuto di più qui.- rispose Emma uscendo dalla sala comune dei serpeverde e dirigendosi nella sua per leggere il suo libro e poi andare a dormire.
Emma rise a quel ricordo. Era davvero una bacchettona.
Odiava Malfoy, ma in questo momento ancora di più per quello che aveva fatto.
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Un amore inaspettato
FanfictionSono passati sei anni dalla fine della Seconda Guerra Magica e dalla caduta di Voldemort. Draco Malfoy ha intrapreso una carriera a Londra, nel mondo babbano, diventando capo di un'azienda molto importante, e soprattutto l'uomo più affascinante che...
