Quei giorni passarono in fretta e la pancia di Emma cominciava a crescere sempre di più.
Era quasi al quarto mese.
Draco si prendeva cura di lei ed era felice di tutto quello che stava succedendo.
Emma era nella vasca da bagno insieme a Draco, con la schiena poggiata sul suo petto.
Draco le stava lasciando una scia di baci lungo le spalle e poi sul collo.
-Draco?- chiese Emma interrompendo il momento romantico che si era creato.
-Mh.- mugolò Draco, continuando quella dolce tortura.
-Che ne pensi se ritornassi a lavorare qui al Manor?-
Draco si bloccò e alzò la testa.
-Assolutamente no. So che sei brava e che vuoi farlo, ma nelle tue condizioni no. Non dovresti affaticarti e soprattutto dovresti stare a riposo, cosa che non fai mai.-
-Io riposo sempre e comunque sono in grado di gestire tutto. Non mi succederà niente e renderò Scorpius più felice.-
-No Emma. Dopo che il bambino nascerà potrai riprendere, ma adesso non farai nulla. Chiaro?- disse lui tranquillo.
-E va bene. Farò come dici tu.- rispose sconfitta girandosi verso Draco e baciandolo.
Lui rispose subito intrecciando le mani nei suoi capelli.
Si staccarono ed Emma appoggiò la fronte a quella di Draco.
-Mi piace quando ti preoccupi per me.- ammise sorridendo.
-Solo questo ti piace di me?- chiese lui con sguardo malizioso.
-Beh, devo ammettere che mi piace tutto di te.- rispose lei con voce sensuale.
Si baciarono ancora una volta e restarono nella vasca a coccolarsi fino ad ora di cena.
***
Il giorno seguente Draco si alzò dal letto e si recò nel suo ufficio, lasciando dormire Emma.
Quest'ultima si svegliò un'ora dopo, notando che al suo fianco il posto era vuoto.
Si alzò e scese le scale andando direttamente nello studio di Draco.
Cercò di fare silenzio dato che era molto presto.
Guardò l'orologio e notò che segnava le sette e un quarto.
Si chiese come mai Draco era andato lì così presto.
Senza bussare aprì la porta e la richiuse.
Draco alzò lo sguardo dai fogli che c'erano sulla scrivania per vedere chi era entrato.
-Emma che ci fai qui? Ritorna a dormire è presto.- disse.
-Vorrei sapere anche io cosa ci fai qui.- disse avvicinandosi a lui.
-Beh, come vedi sto lavorando.-
-Come mai così presto?- chiese accarezzandogli i capelli scompigliati.
-Perché c'è tanto lavoro da fare e poi vorrei passare un po' di tempo con te.- disse sorridendo.
Lei ricambiò il sorriso.
-Secondo me dovresti ritornare a letto. Il tempo da passare insieme ce l'abbiamo lo stesso.-
-No, io resto qui. Quella che deve andare a dormire sei tu. Ti ricordo che sei la donna che porta mio figlio in grembo.- disse accarezzandole la pancia.
-Io ormai non ho più sonno. Resterò qui con te.- disse facendo il giro della scrivania e sedendosi di fronte a lui.
Draco si alzò, si avvicinò a lei e le porse la mano, che lei accettò.
-Sei la persona più testarda che io conosca. Forza andiamo a dormire, mi hai convinto.- disse portandola con se.
Emma sorrise.
Giunti in camera si stesero e si abbracciarono.
Dopo poco caddero tutti e due nelle braccia di Morfeo.
La grifona si svegliò e si accorse che Draco non c'era di nuovo.
Si alzò dal letto e si vestì.
Dopo scese le scale e raggiunse Narcissa in salotto.
-Buongiorno cara.-
-Buongiorno Narcissa.- rispose la ragazza sedendosi accanto alla donna.
-Come stai?- chiese la suocera prendendo la mano della grifona.
-Sto bene, anche se a volte sono un po' stanca, ma è normale data la mia gravidanza.- rispose posando l'altra mano sulla pancia.
-Oh, beh, è normale. Sai, anche io quando ero incinta di Draco ero molto affaticata. Si muoveva sempre e mi faceva penare.- rispose ridendo.
Anche Emma rise.
Draco stava passando di lì e sentì delle risate.
-Come mai tutta questa allegria?- chiese avvicinandosi a loro.
-Ho raccontato ad Emma quanto mi facevi penare quando ti portavano in grembo.- rispose la madre sorridendo.
-Capisco. Vi divertite a parlare di me.- rispose con uno dei suoi soliti ghigni.
-Hai finito?- domandò Emma, speranzosa nel passare del tempo con lui.
-Non ancora, ma non preoccuparti che stasera recupereremo. Usciamo.-
-Davvero?- chiese entusiasta.
-Si. Facciamo una cena di famiglia.-
-Mi dispiace, ma io stasera vado a casa di Andromeda, però potete portare Scorpius.- intervenne Narcissa.
-Va bene.- rispose Draco.
***
Quella sera uscirono, mangiarono nei soliti posti lussuosi che Draco prenotava, e poi andarono a fare una passeggiata.
Scorpius teneva per mano Emma e Draco.
-Lo sai mamma, che papà mi sta insegnando ad andare sulla scopa? Così quando andrò ad Hogwarts entrerò nella squadra, come cercatore di serpeverde!- esclamò entusiasta al pensiero.
-Draco perché non me l'hai detto?- chiese Emma guardando male il ragazzo.
-Perché sapevo che ti saresti arrabbiata. Tu odi le scope volanti e soprattutto il Quiddich.- rispose guardandola.
-Davvero lo odi, mamma?- chiese il bambino curioso.
-Si, quando eravamo ad Hogwarts lo odiava tanto.- rispose Draco al posto suo.
Draco raccontò a Scorpius un vecchio ricordo.
Emma si trovava seduta sugli spalti di Grifondoro ad osservare la partita Serpeverde contro Grifondoro.
Era preoccupata per Harry. Aveva paura che potesse cadere da quella scopa da un momento all'altro.
Draco stava cercando il boccino ed Harry lo stesso.
Il serpeverde lo intravide e subito lo inseguì. Harry lo imitò.
Si sporsero insieme dandosi spallate, ma Draco fu più veloce e lo afferrò.
-Serpeverde vince. Malfoy ha presto il boccino d'oro!- esclamò Lee Jordan.
Emma scese immediatamente dalle tribune e corse verso il fratello, ancora sul campo da Quiddich.
-Harry, stai bene? Ho avuto così tanta paura!- chiese abbracciandolo.
-Emma stai tranquilla. Sto benissimo.- rispose mentre si staccavano.
Malfoy si avvicinò con il suo solito gruppetto di serpeverde per prendere in giro i fratelli Potter e vantarsi della vittoria.
-Piaciuta la partita, sfregiato?- chiese con un ghigno stampato in faccia.
-Non sai quanto.- rispose Harry, ironico.
Poi Draco posò gli occhi su Emma.
-E tu Potter, cosa fai qui? Sostituisci la sorella della Dannola?- chiese altezzoso.
-Cosa ci faccio qui non sono affari tuoi, ma come vedo non mi lasci un minuto in pace.- rispose incrociando le braccia al petto.
-Non fraintendere Potter. A me non interessa proprio niente di una come te.-
-Neanche a me, credimi, interessa di te.-
-Adesso, se volete scusarmi io e la mia promessa andremo in camera a festeggiare- disse abbracciando da dietro Astoria- ci vediamo in giro sfregiati.- rispose andandosene via insieme alla sua banda.
-Sono davvero odiosi. Non li sopporto, soprattutto Malfoy. Non ha niente da fare, che prendere in giro la gente.- sbottò Emma.
-Che ci vuoi fare? È Malfoy. Ma tranquilla che un giorno lo sistemo io a quel viziato, figlio di papà.- disse Harry andandosene, seguito da Emma.
Draco rise dopo aver raccontato quell'episodio ad Emma.
Emma lo guardò male.
-Non posso farci nulla se ho paura.-
-Beh, però è divertente prenderti in giro.- rispose Malfoy con un ghigno.
-Quando farò più grande e andrò ad Hogwarts ti farò fare un giro, mamma.- esclamò Scorpius sorridendo.
-Mi farebbe piacere. Tuo padre non è molto affidabile.- rispose ridendo insieme al piccolo.
-Hey, è di Draco Malfoy che stiamo parlando. Ad Hogwarts ero il cercatore più bravo di tutti i tempi.- rispose vantandosi, Draco.
-Modesto come sempre.- disse Emma.
-Sempre.-
-Draco, torniamo a casa? Mi sta facendo male la schiena.- parlò Emma.
-Si, certo.-
Tornarono a casa. Emma mise a letto Scorpius e raggiunse Draco in camera.
Si cambiarono e si stesero nel letto.
Draco iniziò a baciarle il collo e lei gli accarezzò i capelli.
-Se non fossi incinta, saresti nuda tra le mie lenzuola a gemere il mio nome.- rispose con un ghigno.
-Beh, dopo che nostro figlio sarà nato forse ti accontenterò.-
-Forse? Ne sei sicura?-
-Ok, lo ammetto. Soddisferò le tue esigenze.- rispose sorridendo.
Si addormentarono abbracciati, con un sorriso stampato in faccia a causa della felicità che stavano provando stando insieme.
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Un amore inaspettato
FanfictionSono passati sei anni dalla fine della Seconda Guerra Magica e dalla caduta di Voldemort. Draco Malfoy ha intrapreso una carriera a Londra, nel mondo babbano, diventando capo di un'azienda molto importante, e soprattutto l'uomo più affascinante che...
