I giorni passarono e le cose tra Draco ed Emma andavano a gonfie vele. In realtà Draco non si era spinto molto oltre con la ragazza per non metterla a disagio, dato che lei era inesperta.
Quello era il giorno di San Valentino e in casa Potter, Harry aveva regalato a Ginny un mazzo di rose rosse e l'aveva invitata ad uscire con lei la sera. Probabilmente ai piccoli Potter avrebbe badato Emma, dato che il suo ragazzo non le aveva detto niente. Lei se lo spettava, perché nessuno sapeva, oltre a Ginny, Hermione, Narcissa e Scorpius, che loro stavano insieme.
Se l'avessero rivelato ai quattro venti a tutto il mondo magico sarebbe stato uno scandalo, per non parlare dei giornali. Draco aveva una fama molto eccessiva, infatti Emma a volte si ritrovava degli articoli sulle ragazze che frequentava, che in confronto a lei erano delle dive. Sicuramente avrebbe rovinato il nome della famiglia Malfoy, dato che lei era una mezzosangue e tutti credevano che tra i Potter e i Malfoy ci fosse solo e soltanto odio.
Ma Emma sapeva benissimo che se loro avrebbero voluto crearsi un futuro, sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbero dovuto annunciare a tutto il mondo magico della loro relazione.
Se l'avesse venuto a sapere Harry, sicuramente non avrebbe parlato più con Emma e l'avrebbe cacciata di casa.
Per il litigio scorso avevano risolto, ma questa cosa per Harry sarebbe stata imperdonabile.
Per il momento Emma si godeva questo rapporto con Draco, senza pensare a nulla.
***
Quel pomeriggio Emma era seduta sul divano con le gambe incrociate. La mattina, appena era andata a lavoro, Draco l'aveva salutata con un semplice bacio, senza però dirle nulla, come se non sapesse neanche che giorno era. Ma c'era da aspettarselo, perché Draco non era a conoscenza delle festività babbane.
Stava leggendo il suo amato libro, quando un leggero ticchettio alla finestra la distrasse.
Era un gufo che portava una lettera.
Emma aprì la finestra e prese la lettera accarezzando il gufo reale, quello di Draco.
L'animale spiccò il volo e la ragazza chiuse la finestra e aprì la lettera.
Cara Emma,
pensavi che non fossi a conoscenza di che giorno è oggi? Beh, ti sbagli di grosso. Comunque stasera ti porterò in un posto, che però non ti dirò, perché sarà una sorpresa.
Fatti trovare pronta per le otto, e mi raccomando, devi lasciarmi a bocca aperta.
P.S. Chissà magari ci sarà un "dopo cena".
Tuo Draco
Emma si ritrovò a sorridere leggendo quelle parole. Nonostante tutto Draco rimaneva il solito pervertito! Adesso avrebbe dovuto avvisare Ginny di non poter badare ai suoi bambini per quella serata e che avrebbero dovuto trovare una baby sitter.
***
Arrivate le otto Emma era in ansia. Aveva indossato un abito verde che lasciava scoperto il petto. Le spalline erano sottili e cadeva dritto fino a terra, aperto da uno spacco laterale che lasciava quasi nuda una coscia. I capelli erano legati in una crocchia elegante fermata da un fermaglio verde. Il trucco era leggero. Aveva optato per un semplice mascara, fard e lucida labbra.
Sperava che a Draco sarebbe piaciuto il risultato. Ad allontanarla da quei pensieri fu il suono del campanello. Emma si diede una veloce occhiata allo specchio per vedere se qualcosa era fuori posto, prese la pochette e il suo cappotto e andò ad aprire la porta. Davanti si ritrovò un Draco Malfoy avvolto da un completo completamente nero. I capelli erano privi di gel e alcune ciocche gli ricadevano sulla fronte.
-Sei bellissima.- le disse.
-Grazie, anche tu.-
Malfoy la condusse fuori chiudendo la porta alle sue spalle.
La ragazza si ritrovò davanti a casa sua una Ferrari nera.
-Quella è tua?- gli chiese timidamente.
-Certo che è mia. Che c'è Potter non hai mai visto una macchina?- la prese in giro facendo uno dei suoi soliti ghigni.
-Certo che ho visto una macchina in vita mia, ma da quando ti piacciono le macchine babbane?-
-Diciamo che è l'unica cosa che mi piace di quei rammolliti.-
-Hey, sta attento a come parli.-
-Mi scusi madame.- disse ridendo Draco.
Il ragazzo gli aprì gentilmente la portiera e la fece salire.
Dopodiché anche lui salì e partirono.
Mentre Draco stava guidando verso la metà indefinita, Emma cercava di avere qualche indizio di dove sarebbero andati quella sera.
-Dove stiamo andando Draco?-
-Come ti ho detto prima è una sorpresa, insisti Potter?- la provocò.
-Perché mi chiami ancora con il cognome, Malfoy?-
-Beh, forse perché tu fai lo stesso.-
Draco appoggiò la sua mano destra sulla coscia sinistra di Emma e la accarezzò. Iniziò a salire sempre di più fino a toccare il suo punto nascosto, ma lei lo fermò.
-Draco, io... ecco...-
-No tranquilla, non ci avevo pensato.- le rispose ritirando la mano.
Emma si sentì a disagio. Molte volte Draco cercava di andare oltre i baci, ma lei lo aveva sempre fermato a causa della sua inesperienza, e questo la feceva stare male.
Dopo poco arrivarono in un posto, che sembrava essere un ristorante babbano. Draco aveva prenotato il posto più riservato e lussuoso, per non dare nell'occhio.
Appena uscirono dalla macchina, dopo averla parcheggiata e ovviamente fatto un incantesimo di protezione, entrarono nel locale. Si sedettero al tavolo indicato e iniziarono ad ordinare.
Emma non ci era mai stata lì prima d'ora, proprio perché chi entrava lì dentro avrebbe dovuto tenere pronto il portafoglio pieno di soldi. Lei avrebbe sempre voluto entrarci, ma la mancanza di soldi glielo aveva impedito. Guardando il menù, Emma sbarrò gli occhi, non conoscendo nessuno dei cibi elencati. Ovviamente si trattava di alta cucina. Così decise di ordinare quello che aveva preso Draco.
-Ti piace il posto?- le chiese.
- Si, mi sarebbe sempre piaciuto entrare qui.-
-Per me non è la prima volta che vengo. Mia madre adora questo posto, dice che è magico.-
-Tua madre ha ragione.-
Lui le prese la mano da sopra al tavolo e lei gli sorrise.
-Comunque Scorpius ti manda i suoi saluti.-
-Fai lo stesso per me.-
-Sai, voleva venire con noi, ma io gliel'ho impedito.-
-Perché? Potevi portarlo e si sarebbe sicuramente divertito!-
-Se non mi sbaglio oggi è la festa degli innamorati.-
-Si, però potevamo comunque farlo venire.-
-Sarà per un'altra volta.-
Arrivarono i piatti e cominciarono a mangiare parlando del più e del meno.
Emma gli aveva raccontato di come aveva fatto pace con suo fratello, mentre lui gli aveva raccontato di come andavano gli affari nella sua azienda.
-Posso farti una domanda?- chiese Emma.
-Tutte quelle che vuoi.- gli rispose lui, bevendo un sorso di vino.
-Tu come festeggiavi il San Valentino con Astoria?-
Draco deglutì rumorosamente il vino e la guardò dritto negli occhi.
-Beh, diciamo che lei adorava questa festa. La portavo sempre in giro, oppure quando eravamo ad Hogwarts le feci fare un giro sulla mia scopa e passeggiammo lungo il lago nero. Quando ci siamo sposati, di solito lo festeggiavamo al Manor, mentre a volte uscivamo con Blaise, Pansy, Daphne e Theo. Però di solito noi due ci appartavano e restavamo da soli e ci dicevamo "Ti Amo".- lui sorrise a quei ricordi.
-Ti manca, vero?-
-Non immagini quanto.-
Detto questo restarono in un lungo silenzio e dopo aver terminato di mangiare, Draco pagò e uscirono a fare una passeggiata lungo il porto babbano, illuminato dal chiarore della luna.
Draco la prese per mano e si sorrisero.
-Mi dispiace per prima, non avrei dovuto nominare Astoria.- iniziò Emma.
-Non devi dispiacerti, infondo mi ha fatto bene ricordarla. E tu invece con chi lo festeggiavi San Valentino?- le chiese per sciogliere la tensione che si era creata tra loro, ma anche per curiosità.
-Beh, ad Hogwarts lo passavo nella mia stanza a leggere, mentre da quando Ginny ed Harry si sono sposati, lo passo badando ai loro bambini.- rispose imbarazzata.
-Quindi questo è il primo San Valentino che festeggi con un ragazzo?- la prese in giro con un ghigno.
Lei annuì, rossa in viso. Si ricordava perfettamente come passava i suoi San Valentino.
Emma amava la festa di San Valentino. Quel 14 febbraio, Hogwarts era stata addobbata con palloncini a forma di cuore e la Sala Grande era stata allestita con il colore rosso, simbolo dell'amore.
Emma stava camminando per i corridoi, per andare a fare la colazione. Quella mattina era molto energica, anche se era anche un po' invidiosa di tutte quelle coppie che si sbaciucchiavano.
Si sedette al tavolo della sua casa, salutando Ginny ed Harry che si tenevano per mano e Ron che stava cercando di chiedere ad Hermione se volesse uscire con lui.
-Ciao, ragazzi!- esclamò Emma.
-Come mai tutta questa felicità?- chiese Harry.
-Beh, oggi è la giornata dell'amore.-
-Si, ma secondo me si dovrebbe amare tutti i giorni una persona e a mio parere questa festa è inutile.- intervenne Hermione, che nel frattempo aveva accettato l'appuntamento con Ron.
-Pensatela come volete, ma io questa sera sarò in compagnia del mio cavaliere.- disse Ginny.
-Ginny, smettila sei ancora una ragazzina!- rispose suo fratello Ron.
-Non farmi ridere Ron e pensa per te.- si difese Ginny.
Dopo si diressero tutti a lezione.
Quella sera Emma aveva la ronda, anche se era inutile farla, dato che la maggior parte degli studenti era ad Hogsmeade, con il permesso della MaGranitt.
Ad un certo punto udì un rumore provenire dall'aula di fronte a lei.
Quando aprì la porta ci trovò Malfoy con Astoria che si stavano baciando con foga. Malfoy aveva le mani sul sedere di lei, palpandolo, mentre Astoria aveva le mani tra i capelli di lui.
Si staccarono e osservarono chi li aveva interrotti.
-È vietato appartarsi nelle aule! Meno 20 punti a serpeverde!- esclamò soddisfatta Emma.
Malfoy ghignò.
-Astoria, aspettami in camera. Io e la mezzosangue abbiamo un conto in sospeso.-
Astoria diede un ultimo bacio a Draco, che le diede una pacca al sedere.
La ragazza abbandonò l'aula e Draco ed Emma rimasero soli.
-Cosa ti porta qui, Potter?- chiese lui appoggiandosi alla cattedra.
-Si da il caso che io sia la caposcuola di Grifondoro e come mio compito sto effettuando la ronda, ma come vedo ci sono degli alunni indisciplinati che non rispettano le regole.-
-Che c'è Potter, sei stressata perché nessuno ti ha chiesto di uscire, o perché nessuno ti ha fatto perdere la verginità?-
-Nessuna delle due Malfoy. Invece tu te la spassi come sempre.-
-Esatto, che c'è vuoi provare anche tu piacere, verginella?-
-Ma come ti permetti, pervertito! E non chiamarmi verginella.- disse incrociano le braccia sotto il seno.
-Beh, è quello che sei.- rispose Malfoy con un ghigno.
-E a te cosa importa?-
-A me non importa un bel niente, verginella.-
-Smettila di chiamarmi così!-
-E tu smettila di interrompere le mie scopate! Ogni volta che sono impegnato in queste cose, ci sei tu che mi interrompi! Che c'è, sei gelosa per caso?-
-Io non sono gelosa di nessuno, tantomeno di te!-
Draco si allontanò dalla cattedra e si avvicinò di qualche passo a lei.
-Come immaginavo.- le disse.
-Come immaginavo, cosa?-
-Porti al massimo una prima.- rispose guardandole il seno coperto dalla camicia, dal maglione e perfino dal mantello.
-Ma come osi? Maiale!- detto questo uscì dall'aula, lasciano Malfoy, che intanto se la rideva.
Draco aveva accompagnato Emma e adesso erano davanti alla porta.
-Comunque grazie per tutto, sei stato molto gentile.-
-Non devi ringraziarmi. Ho fatto quello che andava fatto.-
Lei si avvicinò e lo baciò. Lui ricambiò rendendolo più appassionato.
Appena si staccarono lei parlò.
-Qualcuno potrebbe vederci.-
-Si, hai ragione.-
Si salutarono ed Emma rientrò in casa, mentre Malfoy era salito in macchina e si avviava verso casa.
Non sapevano, però, che qualcuno affacciato alla finestra li aveva visti, e la sua reazione non era stata delle migliori.
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Un amore inaspettato
Fiksi PenggemarSono passati sei anni dalla fine della Seconda Guerra Magica e dalla caduta di Voldemort. Draco Malfoy ha intrapreso una carriera a Londra, nel mondo babbano, diventando capo di un'azienda molto importante, e soprattutto l'uomo più affascinante che...
