Il giorno seguente, dopo la colazione, Daphne e Pansy erano venute a trovare Emma.
Con loro avevano portato i bambini per far si che giocassero insieme a Scorpius.
Si erano spostate in uno dei saloni per prendere il tè.
-Oh, Emma, non sai come mi dispiace. Spero che Draco esca al più presto da quel postaccio. Non merita di stare lì. È ingiusto, non ha fatto nulla!- esclamò Daphne.
-Già, ma mio fratello ha detto che farà di tutto per far uscire Draco da Azkaban.-
-Blaise andrà a trovarlo oggi.- disse Pansy.
-Anche io vorrei andarci, ma Draco ha detto ad Harry che nelle mie condizioni è meglio di no.-
-E ha ragione. Nelle tue condizioni non sarebbe consigliato. Inoltre Azkaban non è un posto bello da vedere.- rispose Daphne.
-Spero tanto che esca da lì al più presto. Ho così tanto bisogno di lui, soprattutto in questo momento.- continuò Emma accarezzandosi la pancia.
-A proposito del bambino. Qual è il sesso?- chiese Pansy.
-È un maschio e io e Draco abbiamo deciso di chiamarlo Noah Ethan Malfoy.- rispose sorridendo.
-È fantastico!- esclamò Daphne.
-Già, ma sono un po' in ansia per il parto.- ammise la grifona.
-Andrà tutto bene. Certo, non è che sia tanto piacevole, ma quando avrai il tuo bambino tra le braccia ti sentirai la donna più fortunata del mondo. Io mi sono sentita così quando è nata la mia piccola Sophia.- la rassicurò Pansy.
Emma le sorrise.
***
Harry, Blaise e Theo andarono ad Azkaban per fare visita a Draco.
Un Auror li fece entrare e richiuse la porta dietro di loro.
Trovarono Draco con delle occhiaie spaventose e il corpo più magro del solito.
Appena quest'ultimo li vide la prima cosa che chiese era come stava Emma.
-Tranquillo Malfoy, Emma sta bene e dice che gli manchi.- disse Harry.
-E Scorpius?-
-Ha chiesto se stessi bene, ma io l'ho rassicurato. Anche se non fa che chiedere quando tu tornerai a casa. Anche a tua madre manchi molto. Aiuta Emma, quando non può fare sforzi e si prende cura di Scorpius. Stanno tutti bene.- continuò Harry.
-Bene.-
-Draco dobbiamo trovare un modo per tirarti fuori di qui.- disse Blaise.
-Credo faranno un'udienza. Inoltre in questi giorni mi hanno interrogato molte volte, ma nonostante io gli abbia chiaramente detto che non ho colpe, loro hanno continuato a contraddirmi.- rispose Draco.
-È normale, ma noi cercheremo un modo per tirarti fuori di qui. Puoi starne certo.- intervenne Theodore.
-Lo so, e vi ringrazio di ciò.- ammise forzando un sorriso.
***
Dopo cena Emma si recò in camera sua e di Draco.
Si cambiò e si stese nel letto.
Con una mano accarezzò il cuscino di Draco.
Si avvicinò, inspirò il suo odore e sorrise.
Gli mancava tanto.
Ad un tratto la porta si aprì e si richiuse.
Emma si mise a sedere per vedere chi fosse e non si stupì quando vide di fronte a lei Scorpius che stava piangendo.
Lei aprì le braccia e il bambino si arrampicò sul letto abbracciandola.
-Amore, perché piangi?- chiese accarezzagli i capelli e lasciandogli un bacio sulla guancia.
-Non riesco a dormire e poi mi manca tanto papà. Non voglio perdere anche lui.- rispose guardandola.
Emma ricambiò lo sguardo, guardando quegli occhi grigi identici a quelli di Draco.
-Papà tornerà a casa presto. Non lo perderai.- lo rassicurò, tenendolo stretto a lei.
Dopo che il bambino si fu calmato, si stesero entrambi nel letto.
Emma abbracciò l'esile corpicino del piccolo e lui ricambiò.
Il primo ad addormentarsi fu Scorpius, mentre Emma restò ad accarezzargli i capelli.
Dopo un po' gli lasciò un bacio sulla fronte e cadde anche lei nella braccia di Morfeo.
***
Draco quella notte non stava dormendo affatto.
Era seduto a terra con la schiena appoggiata al muro freddo.
Le braccia appoggiate sulle ginocchia piegate.
I posti era avvolti da pesanti catene nere.
Era quasi tutto buio e faceva molto freddo.
Una lacrima solitaria scese lungo il suo volto, ma che asciugò subito con il dorso della mano.
Decise di pensare a ricordi felici, così da non dover imbattersi a quella che purtroppo era la realtà.
Durante il settimo anno ad Hogwarts, la MaGranitt aveva organizzato delle serate nella Stanza delle Necessità per migliorare i rapporti tra le case.
Grifondoro e Serpeverde non erano molto entusiasti all'idea di passare del tempo insieme, ma sapevano benissimo che non avrebbero potuto opporsi.
Emma aveva deciso di portarsi uno dei suoi libri, nel caso avessero dovuto annoiarsi.
Quando Serpi e Grifoni giunsero, si lanciarono uno sguardo di sfida.
Appena entrarono decisero di formare due gruppi: maschi e femmine.
Si sedettero a due tavoli diversi che avevano fatto apparire nella stanza.
Le ragazze si misero a parlare e capirono che le serpeverdi non erano poi tanto male.
Invece per i ragazzi non fu lo stesso, soprattutto per Draco ed Harry che continuavano a lanciarsi battute e prese in giro.
Emma era immersa nella sua lettura. Le ragazze stavano parlando di moda, di trucchi e di ragazzi, cose che a lei non interessavano proprio.
-Emma, basta leggere! Siamo venute qui per parlare e per integrarci!- disse Ginny, togliendole il libro dalle mani.
-Ginny, ridammelo!- esclamò Emma.
-No, questo lo tengo io fino alla fine della serata, poi te lo ridarò.- continuò la rossa.
Emma così dovette per forza ascoltare i loro discorsi.
Adesso stavano parlando di ragazzi, precisamente di Malfoy e la sua combricciola.
Non ci poteva credere.
Ogni volta quel furetto era al centro del discorso.
Le non capiva proprio come tutte le ragazze della scuola potessero trovarlo attraente.
Si girò ad osservarlo.
Era vestito completamente di nero e quel completo che indossava evidenziava i suoi muscoli, frutto degli allenamenti di Quiddich.
I capelli erano ordinati e perfetti, a eccezione di alcune ciocche che gli ricadevano sulla fronte.
Osservò il suo sorriso, mentre Blaise gli stava dicendo qualcosa.
Quegli occhi grigi in cui ti puoi perdere, tanto sono belli.
Emma dovette ammettere che era davvero un bel ragazzo.
Si morse il labbro pensando a questo, ma proprio mentre lo fece, Malfoy incrociò lo sguardo di lei e gli fece un ghigno come risposta.
Emma si girò immediatamente rossa in viso e si maledisse per essersi incantata a guardarlo.
-Si, Harry è un ragazzo molto dolce.- stava dicendo Ginny.
-Anche il mio Blaise è dolce. Mi fa sentire unica.- disse Pansy.
-Draco può sembrare scorbutico e antipatico, ma nasconde un lato tenerissimo.- intervenne Astoria.
Emma provò una leggera invidia.
-E il tuo ragazzo com'è, Potter?- chiese Daphne.
-Io non ho un ragazzo.- rispose Emma.
-Beh, però dovrai trovartelo.- disse Pansy.
-Al momento non ne ho bisogno.-
Alla fine della serata tutti se ne erano andati, tranne Emma.
Aveva preso il suo libro da Ginny ed era rimasta nella Stanza delle Necessità a leggere.
Dopo un po' era uscita e si era incamminata verso la sala comune dei Grifondoro.
Mentre stava attraversando un corridoio, qualcuno la prese per il polso e la spinse al muro di un angolo nascosto.
Emma per poco non urlò.
Malfoy era con le braccia ai lati della sua testa e adesso era tra il muro e il corpo di lui.
-Malfoy, ma che diavolo fai?- disse lei, cercando di liberarsi, cosa che non successe, dato che Malfoy era molto più forte di lei.
-Volevo fare due chiacchiere con te. Ho visto che mi stavi guardando per bene nella Stanza delle Necessità.-
-Io... non ti stavo guardando.- rispose evitando il suo sguardo.
-Ah si? Beh, invece a me sembrava proprio tutto il contrario.- rispose con voce roca.
Emma lo guardò negli occhi e poi guardò le labbra.
In quel momento avrebbe voluto baciarle.
Draco le alzò il mento con due dita e incontrò il suo sguardo.
Le accarezzò con il pollice le labbra prima di allontanarsi da lei.
-Buonanotte Potter.- disse lasciandola nel bel mezzo del corridoio, mentre stava ancora elaborando cosa era appena successo.
Emma si toccò le labbra con le dita e sorrise.
Non l'aveva baciata, ma in quel momento aveva sentito le farfalle nello stomaco.
Poi ritornò seria e raggiunse la sua sala comune.
Draco si addormentò sognando di ritornare a casa e passare la sua vita insieme ai suoi figli e insieme ad Emma.
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Un amore inaspettato
FanfictionSono passati sei anni dalla fine della Seconda Guerra Magica e dalla caduta di Voldemort. Draco Malfoy ha intrapreso una carriera a Londra, nel mondo babbano, diventando capo di un'azienda molto importante, e soprattutto l'uomo più affascinante che...
