[ COMPLETATA]
Tutti conosciamo la storia d'amore di Minato e Kushina, un'amore che sconfigge pure la più grande delle peripezie: la morte. Ammettiamolo: tutti appena venuti a conoscenza del loro passato abbiamo sognato di trovare un'amore così puro...
Nonna Tsunade, SCUSATE, volevo dire TSUNADE fece sudare freddo Haruka. Diciamo che era la più spietata riguardo gli allenamenti, ma questi davano i loro frutti quindi non ci si poteva lamentare. I pugni di Haruka divennero molto potenti, grazie anche ai piccoli consigli che la donna le dava. Pensavate che Haruka tornasse immediatamente da Kakashi? Bene, vi siete sbagliati. Ci vollero ben altri 2 anni di allenamento per potenziare al massimo quei pugni e Haruka si impegnò davvero tanto, voleva assolutamente tornare al villaggio dai suoi cari. Finalmente quel giorno giunse e Jiraya stesso si occupò di prenderla e accompagnarla al villaggio. " Ma guardati, sei proprio cresciuta! Due anni di sono fatti vedere proprio" le disse il maestro la prima volta che la vide. " La ringrazio Jiraiya-sensei" disse timidamente Haruka. Era vero, era cambiata come corporatura: il suo corpo era quello di una donna, non di un'adolescente. I suoi capelli erano comunque lunghi, le arrivavano sotto il sedere, ma a lei andavano bene così. I suoi contorni erano pronunciati, avevano sempre la stessa dolcezza, solamente che ora erano molto più marcati.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
( To understand :) ) Ci vollero due giorni di camminata, ma una volta intraviste le porte del villaggio Haruka si sentì in forze, quel posto le era mancato. " Ben tornata bambina" le disse Jiraiya scompigliandole i capelli. Lei sorrise, niente o nessuno sarebbe riuscito a toglierle quel sorriso. Si incamminarono verso il palazzo dell'Hokage, dovevano pur sempre compilare quei dannati moduli. " Potrei anche farne a meno, quelle scartoffie non fanno per me, sono troppo noiose!" Le disse l'eremita enfatizzando molto la parola "noiose". " Ma dai, vorrai dirmi che il grande Jiraiya ha paura di certe scartoffie?" Iniziò a prenderlo in giro. " Certo che Tsunade non si è limitata solo agli allenamenti" sussurrò. " Vuole provare un mio pugno?!" Chiese Haruka con tono calmo ma agghiacciante. " NONO, GRAZIE CARA, STO BENE COSÌ" disse Jiraiya alzando le mani in segno di resa. * Kushina 2.0* Pensò mentre varcaro la porta dell'ufficio del terzo. " Haruka, che bello riaverti quì" disse l'Hokage con finta gentilezza. Ad Haruka non stava simpatico. Una similitudine che poteva dare era avere una carota nel- Insomma, avete capito. " Signor Hokage" disse lei con un finto sorriso. Compilarono le rispettive scartoffie e poi furono liberi di vagare per il villaggio in tranquillità. Haruka voleva andare solo in un posto. Iniziò a correre, voleva vederlo, doveva vederlo. Arrivò alla porta dell'appartamento e bussò delicatamente. Iniziò a sorridere, finalmente si sarebbero rivisti. Ad aprirle la porta fu l'Hatake stesso, che appena la vide si immobilizzò. Lei continuò a sorridere, ma il sorriso si spense immediatamente quando sentì una donna parlare. " Kakashi-san, torna dai~" disse Hanare avvicinandosi al ragazzo e abbracciandolo da dietro. Haruka si sentì una supida, cosa pretendeva? Tornare dopo 4 anni e aspettarsi che Kakashi l'avesse aspettata? Che stupida. Frugò nel suo zaino e lanciò la maglietta a Kakashi, andandosene successivamente. Non era arrabbiata, ma delusa. Nel frattempo Hanare la guardava soddisfatta, peccato che quella soddisfazione durò veramente poco. Kakashi in quel momento si risvegliò. Voleva correrle dietro. Scansò malamente la donna dai capelli verdi, non ci vedeva più dalla rabbia. " Che succede?" Chiese con tono da oca giuliva. " MA COSA TI È VENUTO IN MENTE?" Chiese lui infuriato. Hanare era stata una botta e via. Un giorno era andato a bere con Asuma, entrambi avevano alzato molto il gomito ma ad Asuma andò bene, a lui no. Il giorno dopo si ritrovò con Hanare nel letto senza ricordare nulla. L'aveva cacciata immediatamente e le aveva intimato di non avvicinarsi più a lui. " I-io...io non capisco...pensavo che.." disse la donna non capendo più niente. " Pensavi cosa? Che ci mettessimo insieme? Che ti avrei nuovamente scopata? " Chiese lui tagliente. Hanare era venuta per consegnare al ninja una pergamena. Aveva cercato di farla andare via prima, ma inutilmente, quella era peggio di una cozza. Lei continuava a dire che erano fatti l'uno per l'altra, ma erano tutte cazzate. " Ora vattene da casa mia" disse freddo e tagliente. Hanare annuì e se ne andò. L'uomo una volta rimasto solo si mise la mani tra i capelli. Proprio oggi doveva tornare? Chissà cos'avrà pensato! Decise di cercarla, non poteva permettersi di perderla. -------------- Haruka nel frattempo era sulla testa del 4 Hokage. Non capiva perché, ma la faccia del quarto le sembrava familiare. Pianse, le faceva male sapere che Kakashi avesse trovato di meglio, ma alla fine se lo aspettava.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Non ce la faceva più a nascondere le sue emozioni, era da troppo che lo faceva. Aveva deciso di procedere con l'ignorare o parlare se strettamente necessario con Kakashi, doveva dimenticarlo. Kakashi nel frattempo l'aveva trovata. " Haruka io-" cercò di giustificarsi inutilmente, Haruka non voleva sentire nessuna delle sue bugie. Si alzò e fece per andarsene, ma l'Hatake l'afferrò per il polso. " Haruka ti prego, lascia che-" fece per dire. " Che spieghi? Non c'è niente da spiegare. Ti sei trovato una ragazza, noi manco stavamo insieme! Vattela a scopare e lasciami in pace" disse con tono tagliente. Kakashi rimase immobile, non aveva mai utilizzato quel tono con lui, anzi, lo aveva fatto, ma solamente una volta. " Buona serata Hatake" disse lei saltando giù. "L'ho persa..." Sussurrò l'uomo lasciando che le lacrime scendessero lungo le sue guance. Haruka ricominciò a piangere, ormai il suo cuore era spezzato. Andò nell'appartamento che le era stato assegnato, si fece un lunga doccia e andò a mangiare del buon Ramen, almeno quello avrebbe aiutato un poco.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Mangiò la deliziosa ciotola che aveva davanti, ma il suo cuore era comunque spezzato. Tornò immediatamente a casa e andò dritta in camera da letto. Prese il cuscino e ranocchiandosi in posizione fetale iniziò a piangere. Perché le faceva così male? Nemmeno distrarsi un po' aveva aiutato, cosa doveva fare? Cosa doveva fare per non provare quel dolore? Non sapeva però che l'Hatake era sull'albero di fronte alla sua camera e la stata vedendo piangere. A quella scena il suo cuore si sgretolò ulteriormente. Si era ripromesso di proteggerla, ma l'unica cosa che aveva fatto era stato spezzarle il cuore. Se ne andò da là,non riusciva più a guardarla. Entrambi i loro cuori quel giorno si erano spezzati: il primo nodo che il filo avesse fino ad allora incontrato.