La cosa particolare dei giorni che seguirono fu il senso forte e profondo di amicizia che si instaurò lento e morbido tra tutti noi.
Ogni dissapore venne cancellato e spazzato via e persone come Giusy e Federica, che non si erano mai sopportate, si ritrovavano tutte le mattine per fare colazione insieme, Niccolò Filippo e persino Adriano avevano ormai l'abitudine fissa di fumarsi una sigaretta in cortile ad ogni intervallo tra le lezioni.
Pur rendendomi conto che il motivo di tanto avvicinamento é legato essenzialmente alla paura di quello che abbiamo recentemente scoperto e, soprattutto, di ciò che inevitabilmente accadrà, non posso fare a meno di esserne incredibilmente felice.
"Ti rendi conto che é già la terza prof di fila che ci parla degli esami?" Sbotta Giovanni mentre usciamo dalla classe diretti verso il cortile.
"Beh é normale, siamo a metà Marzo e si sta avvicinando terribilmente!" Replico sedendomi sul primo muretto libero.
É una bella giornata di sole e la primavera, ormai nel pieno del suo splendore, rende incredibilmente allegri.
Giovanni si siede accanto a me e porta una sigaretta alla bocca.
"A proposito, mia sorella vuole ucciderti." Commenta all'improvviso mentre accetta l'accendino che gli sto porgendo.
Mi rendo conto che effettivamente non ho mai, nemmeno per un momento, ragionato su come Lucrezia potesse aver preso la rottura con Niccolò.
Sono effettivamente stata distratta da tutt'altro.
E sto qui a rifletterci mentre assaporo la mia Chesterfield blu, quando la diretta interessata inizia ad avanzare verso di me come una furia.
É un secondo, il tempo di gettare la cicca finita a terra, che me la ritrovo davanti in tutta la sua snervante compostezza.
I capelli raccolti in una coda alta, trucco impeccabile e due grandi orecchini rosa che si muovono inquietantemente ad ogni suo movimento.
"Buongiorno sorellina!" La saluta Giovanni facendole il segno con la mano.
É palesemente ironico e questo pare farla imbestialire ancora di più.
"Tu stai zitto!" Sbotta infatti penetrandolo con lo sguardo per poi tornare a puntarlo su di me.
"E quanto a te, sei felice adesso?" Chiede stringendo le labbra colorate di un bel rosso acceso.
Sollevo gli occhi al cielo e inizio a dondolare le gambe avanti e indietro.
"Di cosa esattamente?"
"Non prendermi per il culo, non attacca con me.
Sei stata in mezzo sin dal primo momento e alla fine sei riuscita a portarmelo via!" Urla avvicinandosi pericolosamente di un altro passo.
Nel giro di qualche secondo tutto il cortile ci sta fissando con incredibile interesse.
"Non sono io quella ad essermi messa in mezzo. Ma tu, come sempre d'altronde.
Niccolò ha fatto la sua scelta e prendersela con me facendo scenate davanti a tutti non ti servirà."
Sbotto scendendo con un balzo dal muretto così da fronteggiarla meglio.
"Tu sei in mezzo da quando sei venuta al mondo.
Sei un errore e per sempre rimarrai tale!" Sputa in un bisbiglio facendomi congelare per un attimo il sangue dentro ad ogni singola vena.
"Che c'é non parli più? Ti sei ricordata forse che é da quando sei nata che cerchi di essere me? Mi dispiace dirti che non ci sei nemmeno vicina.
Puoi prenderti il mio ragazzo, avere i miei stessi colori e somigliarmi, ma almeno io non sono figlia di una poco di buono."
Il resto accade tutto in un attimo.
Sto per slanciarmi in avanti e afferrarle il collo, quando noto la testa di Lucrezia andare pericolosamente all'indietro insieme al resto del corpo, come se stesse ballando il limbo.
Impiego qualche secondo per capire cosa sta succedendo, ma poi la vedo:
Giusy ha afferrato Lucrezia per la coda di cavallo e sta tirando con tutta la sua forza verso terra, urlando nel frattempo ogni genere di insulti possibili.
Federica ad un passo da lei fissa la scena con un sorriso alquanto divertito dipinto in volto.
"Come ti permetti di parlare così della madre di Irene? Lei é la mia migliore amica e tu una fottuta stronza viziata!" Continua ad Urlare Giusy con le guance rosse e gli occhi fuori dalle orbite.
"Bene sorellina, ora lasciala ok? Sono pienamente convinto che abbia capito la lezione."
Interviene improvvisamente Niccolò da non so quale punto impreciso in mezzo alla folla.
"Non azzardarti ad avvicinarti perché potrei fare del male anche a te!"
"Non stento a crederlo Giusy, anzi ne sono certo."
Poi, senza aggiungere altro, e dopo avermi rivolto uno sguardo rassicurante, le circonda la vita con le braccia e la solleva.
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COMPATIBLE -crepe-
Fiksi PenggemarDicono che le cose più brutte, proprio come quelle belle, accadono quando meno te lo aspetti cambiandoti totalmente e irreversibilmente la vita. Per Irene era già successo pochi mesi prima quando aveva incontrato Niccolò per la prima volta tornando...
