Capitolo 55

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Drew

Maverick viene accolto come un eroe di guerra, tra applausi e schiamazzi. Tutti gli si avvicinano, lui riesce appena a camminare.
Fanno a gara per decidere chi lo deve accompagnare in infermeria, lo afferrano da ogni parte pur di portarlo tutti insieme.
Lui non ha detto una parola da quando è tornato. Nemmeno una.
Sorride, forse è stordito per via delle ferite, ma non parla, gli basta ringraziare con un gesto del capo.
Eppure mi sembrava uno che adorasse crogiolarsi in atteggiamenti drammatici.

Ma se lui ha deciso di non farsi prendere dall'euforia dei suoi compagni, Margaret non sembra dello stesso parere, e non spreca nemmeno un attimo.
Si avvicina a loro, con il casco della moto sottobraccio, raccontando tutti i dettagli più salienti della missione.
Sembra nutrirsi delle loro reazioni sorprese, si carica con le loro domande. E a malincuore mi tocca avvicinarmi per ascoltare.
Racconta di spericolati inseguimenti, imprevisti e mura di fuoco.
Secondo le sue parole il suo intervento è stato decisivo per la riuscita del piano.
Quanto mi dà sui nervi.
Non le bastava avere le redini del mondo in superficie, doveva anche tessere le sue trame qui sotto.
È sempre stata a suo agio in ogni situazione, il metro di paragone a cui mia madre faceva riferimento a ogni evento mondano.
Raffinata, elegante, composta per l'alta società; coraggiosa e piena di risorse per i ragazzi della Base.
Si accorge di me e solleva un angolo delle labbra, si ferma solo per un attimo, poi continua a raccontare di come ha salvato Ian.
Dubito fortemente sia vero.

Come se fosse stato attratto dal mio malumore, Nick mi si avvicina alle spalle e mi prende la mano.
Le sue dita sfiorano delicate il dorso prima di incastrarsi con le mie.
-L'odore di Maverick era strano- commenta a bassa voce, e il mio cuore sussulta ogni volta che si confida con me in questo modo.
Siamo una squadra.
-Non so dirti molto altro, è successo tutto molto velocemente. Era ferito e scosso dalla situazione, forse non avremmo dovuto lasciarlo da solo con tutta quella gente-
Nicholas sbuffa, poggia la guancia sul mio braccio.
-Se la caverà, l'importante è che sia tornato-
-Non vedo Ian però...-
-Drew! Da quanto tempo!- esclama la ragazza venendo verso di noi, una volta che il gruppo si è sparpagliato.
-Troppo poco per quanto mi riguarda- borbotto e il ragazzo al mio fianco si illumina, pronto ad entrare in azione.
Io vorrei solo che lei tornasse da dov'è venuta.
-Vedo che ti sei già adattato all'ambiente! Hai dimenticato in fretta vent'anni di galateo-
-Non più in fretta di...- mi blocco, lei non ricorda cosa ha visto. Ian le ha cancellato la memoria. Non ha mai riferito a mia madre della mia relazione. Non c'è nessun segreto tra noi.
Margaret solleva un sopracciglio, incuriosita dal mio atteggiamento, ma il suo interesse vira rapidamente su Nick, ancora ancorato al mio braccio.
Gli lancio un'occhiata, sembra divertito da questa scenetta.
-E tu sei?-
-Nicholas, il mio ragazzo- rispondo in fretta, prima che lui possa farlo, e prima che io possa pentirmene.
L'ho già deluso una volta, adesso ho la possibilità di rimediare, di mettere ogni cosa come sarebbe dovuta essere.
-Oh- le sue labbra annaspano un cerca di qualcosa da dire, ma sembra che l'etichetta non ne abbia inventate per queste situazioni.
-È un piacere- aggiunge il biondo, stendendo il braccio sinistro davanti a lui. Presa alla sprovvista, la ragazza gli stringe la mano in una stretta goffa e imbarazzata. Non solo è il mio amante, ma ha anche usato la mano sbagliata per presentarsi; immagino che il suo cervello stia impazzendo al momento.
-Piacere mio- riesce a sussurrare appena, poco prima che Ian faccia il suo ingresso nel salone del locale.
Irrompe come un uragano, i suoi passi sono pesanti e inarrestabili. La sua energia è così forte che non c'è bisogno del talento di Nick per accorgersi del suo pessimo umore. Ian ha sempre avuto il potere di condizionare lo stato d'animo di chiunque si trovi nella stessa stanza.
Avanza senza fermarsi, dritto per la sua strada, e io e il ragazzino biondo ci irrigidiamo immediatamente, non possiamo permettergli di raggiungere Alexa. Non senza avergli spiegato la situazione.

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