Alexa
<< Vedi, sono le donne come te che detesto profondamente>>
Mi rigiro tra le coperte, inquieta.
<< Quelle che credono di valere qualcosa>>
Schiaccio la testa contro il cuscino nel disperato tentativo di soffocare la sua voce, ma riesco solo a ingrovigliarmi di più tra le lenzuola.
Mi sento in trappola.
Nonostante io stia serrando le palpebre, l'immagine di Cox che abusa di me si insinua nella mia testa, vivida come se stesse accadendo adesso.
L'abbraccio delle coperte diventa la stretta delle sue mani invadenti, da cui non posso fare altro che divincolarmi.
Sono immersa nell'oscurità eppure vedo con chiarezza i suoi occhi osservare lascivi il mio corpo. All'improvviso tutta la paura e la vergogna mi sommergono, lasciandomi qui, a soffocare da sola nel mio letto.
Lo sento tirarmi i capelli con forza, quasi volesse strapparli, mentre le sue disgustose parole risuonano nella mia testa.
Non voglio. Non voglio.
Continuo a girarmi per sfuggire da questi ricordi, ma non sembra esserci un angolo che mi possa assicurare la pace.
Le sue dita affusolate salgono lungo le mie cosce, senza che io possa arrestare la loro corsa. Provo a scalciare, a scrollarmelo di dosso in qualsiasi modo.
Mi alzo di scatto in preda all'affanno, immersa nel mio sudore.
La testa mi scotta come se avessi la febbre. Ho bisogno di calmarmi.
D'istinto allungo le dita verso il comodino, alla ricerca delle pillole, ma la mia mano si chiude in un pugno prima che io possa afferrarle.
No.
Resisti.
Sono pulita da 37 ore.
Più per necessità che per volontà. E detesto ammetterlo.
Ma ho già divorato più della metà del contenuto del barattolino, e se vado da Kira a chiederne ancora scoprirà che non ho rispettato le dosi.
Sto cercando di tornare in pari. Di ricominciare.
Posso prenderne solo una per rilassarmi. È meglio controllare la situazione adesso che non è grave, piuttosto che ingurgitarne una manciata quando starò peggio.
So già che starò peggio.
È come se questo fosse stato un assaggio. L'avvertimento del mio corpo che mi ricorda chi sono senza quelle fottute medicine. È come se stessi cumulando la paura, lasciandola in un cassetto della testa, e quando è troppo pieno si apre straripando.
Non voglio più fare incubi del genere.
Mi sento completamente prosciugata da ogni energia, stanca come se avessi combattuto per tutta la notte.
E le lenzuola stropicciate in cui sono avvolta sono come la testimonianza della mia battaglia.
In fretta controllo se i miei movimenti bruschi hanno svegliato Jason, che dorme al mio fianco. Mi basta appoggiare il palmo sul suo braccio per essere rassicurata dal suo respiro profondo. Lo hanno imbottito di antidolorifici e sonniferi solo per far in modo che si concedesse qualche ora di sonno. Abbiamo parlato appena da quando è successo. Forse è meglio così.
Lo hanno costretto a rimanere a letto e sospeso temporaneamente dal ruolo di istruttore. Se nessuno glielo avesse imposto, si sarebbe trascinato a stento fino alla palestra, deciso a fare lezione. Detesta sentirsi debole, soprattutto davanti a me. Forse per questo è meglio rimandare le chiacchiere a quando si sarà ripreso.
Mi alzo senza più preoccuparmi di svegliarlo: se le pillole lo hanno intontito tanto da non destarlo durante il mio attacco di panico, non credo che si accorgerà della mia assenza.
Riesco appena a raggiungere il bagno sulle mie gambe tremanti, alcune volte sono costretta ad appoggiarmi alla parete.
Nonostante io non stia più dormendo, è come se non mi fossi mai svegliata da quell'incubo. I ricordi mi danno la caccia e mi inseguono fino al lavandino.
Il suo tono di voce. Il modo in cui curva le labbra poco prima di torturarmi, quasi lo stesse già pregustando. Le sue dita viscide che si insinuano tra le mie cosce. Il suo alito. La sua lingua che sfiora la mia. Tutta la cattiveria di cui i suoi occhi si vantano.
Non riesco a smettere di pensarci.
È come se ne fossi sommersa.
Sto affogando nei suoi giochetti come un'idiota. Lui non vuole nient'altro.
<<Chissà quanto ci vuole a farti a pezzi>>
Serro le labbra per non piangere, sarebbe l'ennesima volta davanti a questo specchio.
Per quanto io ci provi, non riesco a togliermi di dosso l'umiliazione.
La vergogna.
Perché sono io a provarla e non lui?
Perfino respirare inizia a diventare difficile tra i singhiozzi.
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Progetto 27|| Broken Soul
Science-fiction[Terzo libro della trilogia "Progetto 27"] La nostra anima è ancora intatta dopo tutto questo? Per quanto ancora durerà? Come facciamo a tenere ogni pezzo insieme? Tutti temiamo un brutto finale.
