Alexa
Mi irrigidisco sotto il suo sguardo attento, non posso lasciar trasparire nulla di più.
Adesso siamo alleati.
Dalla stessa parte.
Ma dubito si fidi di me ciecamente.
Ci osserviamo per un po', come due animali indecisi se attaccare subito o aspettare prima la mossa dell'altro.
Poi, la sua voce sicura e decisa interrompe il silenzio.
-Ho saputo che è andato tutto bene- si avvicina con tranquillità, prende uno sgabello e lo trascina vicino al mio lettino, senza curarsi del rumore fastidioso.
È difficile fingere di non odiarlo.
-Non vedi la realtà in modo più chiaro, adesso?- si siede, sporgendosi verso di me.
Averlo così vicino mi dà la nausea.
-Sinceramente, ho solo una forte emicrania per ora- non ho idea di che cosa stia parlando.
Non posso evitare ogni domanda, il mio tempo per trovare una soluzione sta scadendo.
I suoi occhi, così diversi da come li ricordavo, si soffermano sulla mia coscia scoperta; dopo aver provato ad alzarmi non riesco a muoverla in nessun modo.
- A proposito, bello spettacolo, davvero avvincente- scherza come se stesse parlando di un film, una leggerezza che fa male.
Non era una commedia, ma la mia tortura.
Sta solo cercando di innervosirmi, vuole vedere le mie reazioni, vuole sapere cosa è rimasto della vecchia me.
-Non mi riconosco più in quella persona- sussurro in un soffio.
-Questo è un bene, eri piuttosto rumorosa-
E questo cosa significa?
I miei pensieri vanno in fumo quando sento la sua mano schiacciata contro il viso, impedendomi di respirare.
Ma che cazzo?
Combatto contro il naturale istinto di divincolarmi, senza però riuscire a vincere.
Già con i primi calci ho la gamba in fiamme, avvolta da un dolore insostenibile.
Mi sta soffocando.
Scuoto la testa ferocemente, ma la sua mano rimane immobile, continua a bloccare le mie vie respiratorie.
Quanto tempo mi rimane ancora?
La sua forza è nettamente superiore alla mia, non ho speranze contro di lui, non le ho mai avute in nessuno scontro fisico.
Forse è per questo che le armi da fuoco sono la mia specialità? Gli strumenti dei deboli e dei codardi.
Perchè mi sta facendo questo?
È la sua vendetta nei confronti di Ian?
Pian piano i miei muscoli si bloccano, non avverto più nessun dolore, perfino la ferita alla coscia sembra essere sparita.
Sto perdendo i sensi, il mio corpo si sta preparando alla morte.
L'istinto mi guida all'ultimo e disperato tentativo: stringere il polso del ragazzo per allontanarlo dal mio viso.
Raccolgo la poca forza che mi rimane per concentrarla nella pressione.
E funziona.
La sua mano è costretta a scivolare via, liberando la bocca e il naso.
Vengo travolta dagli affanni, il mio cuore non la smette di martellare nella cassa toracica.
Nascondo la testa fra le gambe, sia per riprendermi che per evitare un ulteriore attacco.
Ogni boccata d'aria mi sembra l'ultima.
Come è possibile che io ci sia riuscita?
Lui ha il doppio della mia forza.
Regolo lo stesso respiro che prima bramava più aria possibile.
-Non male- commenta massaggiandosi il polso.
Gli rivolgo un'occhiataccia, non posso farne a meno.
-Calmati, volevo solo mettere alla prova la tua forza- alza le spalle come se fosse una cosa da niente.
-Stavo soffocando!- gli faccio presente sbraitando, i miei polmoni si lamentano per lo sforzo.
Se non recupero la calma mi farò scoprire.
Ma se queste sono le premesse, non so fino a quanto riuscirò a resistere.
-Faceva parte del test- aggiunge, posso sentire il suo sguardo analizzarmi; dovrò cacciare via la testa dalle ginocchia prima o poi.
Mi concedo un respiro profondo, solo uno, per in seguito ritornare nella mia parte.
-Bene. I tuoi test sono finiti?- mi tocco le tempie per alleviare l'emicrania.
-Certo, adesso iniziamo a fare sul serio-
Controllo i brividi che minacciano di percorrermi la schiena, non posso lasciarmi scappare nemmeno questo dettaglio.
Si avvicina a me, poggiando le braccia conserte sul materasso duro del lettino.
-Allora, dimmi, dove si sono nascosti quei bastardi?-
Il mio cuore sussulta.
Il mio tempo è scaduto.
-Non lo so con certezza, l'esercito non ha voluto fornirci i dettagli-
Non posso.
Adam non si scompone, la sua espressione stoica non tentenna nemmeno per un secondo.
-Va bene, Alexa, ma perchè io ti creda, devi dimostrarmi di avere qualche informazione utile. È semplice, no?-
Vengo scossa dai brividi, ha ragione.
Devo cedere su qualche punto.
-Hanno dei complici qua sotto, fino a quando continueranno ad avere questi contatti, potranno controllare il sistema come vogliono-
Non citerò i ragazzi esperti di informatica, non posso rischiare che gli accada qualcosa, nè devo compromettere la situazione là sopra.
Loro sono fondamentali.
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Progetto 27|| Broken Soul
Ciencia Ficción[Terzo libro della trilogia "Progetto 27"] La nostra anima è ancora intatta dopo tutto questo? Per quanto ancora durerà? Come facciamo a tenere ogni pezzo insieme? Tutti temiamo un brutto finale.
