Info di servizio!
Nella raccolta dei what if ("Broken Memories") trovate un nuovo capitolo dedicato a Renee e Adam!
Scusate il disturbo e buona lettura^^
Ian
Ammetto che l'avevo sottovalutata. Non credevo che lo avrebbe fatto sul serio. Sapevo che Renee volesse dimostrare qualcosa, ma non immaginavo fino a questo punto.
Chissà quante altre cose è in grado di fare con le giuste motivazioni e una piccola spinta. Questo la rende un'ottima pedina. L'unico problema potrebbe essere controllarla una volta accesa la miccia, assicurarsi che non bruci tutto. Non è facile ottenere la sua fiducia, ma sento di essere sulla buona strada. Spesso ci capiamo senza sprecare troppe parole, lei è molto più simile a me che ad Alexa. Forse è per questo che mi sento quasi deluso dalla sua scelta.
La osservo riscaldarsi insieme a delle sue vecchie compagne di atletica, in una sala che doveva essere stata concepita per ospitare un casinò, viste le luci colorate e le decorazioni create con vecchie fiches.
Una settimana fa ha organizzato un evento capace di dare un po' di vita al Blue Glass, mi ha un po' ricordato com'era questo posto la prima volta che ci son finito. Tante piccole lampadine accese per illuminare la stanza dove con l'aiuto degli altri ragazzi è riuscita a creare una struttura per il salto in alto improvvisata. La folla e gli schiamazzi che non vedevo da tempo sono tornati della mia testa con prepotenza, creando l'eco di quella che era la routine alla Base. E questa atmosfera ci ha contagiato tutti. Ci piace restar stretti in questa nuvola di nostalgia, fingere di essere ancora nell'attimo prima della catastrofe. Se potessi, ci penserei sul serio a tornare indietro. Non per ricominciare, ma per rimanere così: cristallizzato in un momento che dura in eterno. E non mi serve starci a riflettere più di tanto, so già che ricordo sceglierei. L'ho rivissuto nella mia mente fin troppe volte, inizio a temere che potrebbe consumarsi come un vecchio disco. Quando non riesco a dormire lo sento fare capolino da un angolo del mio cervello, quasi fosse parte del un sistema di supporto. E mi basta indugiare qualche minuto perché si manifesti come se fosse reale. Due figure in particolare abitano il mio letto, vuoto da fin troppo tempo. Solo il lieve respirare di Alexa mi aiuta a calmarmi, e sentire sotto le dita le nocche delicate della manina di Celine fa sparire tutti i miei tormenti. So che non è reale, so che non posso averlo. Ma sono troppo debole per separarmene.
-Ciao Brian- borbotto senza voltarmi, per quanto cerchi di non ammetterlo, sono sollevato che sia venuto a parlarmi. So che è in grado di trascinarmi fuori dai miei psicodrammi.
-Mi sorprenderò sempre di come lei riesca a riconoscermi senza vedermi, signorino Ian-
-Sei l'unico che porta questo tipo di scarpe qui sotto- sebbene il maggiordomo abbia un passo discreto e poco rumoroso, le sue scarpe hanno un piccolo tacchetto sotto la suola e fanno un suono peculiare ogni volta che cammina.
-Capisco- risponde raggiungendo il mio fianco, e tiene le mani incrociate all'altezza dello stomaco, una delle sue solite pose composte.
-Posso fare qualcosa per te?-
-Mi piacerebbe che si confidasse con me, ma forse è chiedere troppo- solleva un angolo delle labbra, il suo sarcasmo non smette mai di sorprendermi.
-Non ho il tempo per una seduta di terapia- continuo ad osservare Renee, questa volta sta controllando la stabilità della costruzione su cui dovrà saltare. Al posto di un materassino da palestra atterrerà sul materasso di un letto.
-Mi basta anche solo una frase, un indizio, una criptica confessione...- mi incalza, da quando ci vediamo regolarmente così da essere aggiornato sullo stato di salute della mia compagna, lui non fa altro che cercare di sondare il mio umore e quello che mi passa per la testa. Crede che visto che riesce a fare dei progressi con Alexa, può prendersi a carico anche il mio caso.
-Ho perso le redini dei miei pensieri- ammetto ad alta voce, dirlo dovrebbe farmi stare meglio, ma non è così. Mi fa paura non riuscirci, il controllo è la sola strada percorribile per me. Chiunque non abbia un talento di questo tipo non può comprendere cosa si prova, Alexa è l'unica ad esserci andata vicino, e per poter convivere con le sue visioni si è imbottita di farmaci.
-Pensieri di che tipo?-
-Avevi chiesto una frase criptica e io te l'ho concessa- gli rivolgo un'occhiata per cogliere la ruga sulla sua fronte palesarsi.
-Beh, allora la ringrazio- borbotta ironico, per nulla soddisfatto dalla mia risposta.
Sto per replicare con un'altra battutina per fargli saltare i nervi, ma mi trattengo appena scorgo la mia compagna entrare nella sala. È accompagnata dalla restante parte del trio, entrambi si aggrappano a un suo braccio. Ride per qualcosa che Nick le ha sussurrato all'orecchio, è una risata cristallina che riesco a sentire appena da dove mi trovo. Questo nuovo atteggiamento le calza come un vestito attillato, lo sfoggia con sicurezza, senza tentennare mai. Me lo sta sbattendo in faccia e me lo merito. Sono fiero di lei.
-Lei sa che nessuno le impedisce di andarla a trovare nella sua camera?-
-Lo so, Brian. Ma penso sia meglio così. Del resto anche tu mi avevi detto che...-
-Non provi a fingere di non aver capito bene il senso delle mie parole, so che lei non è stupido, signorino. Le avevo consigliato di evitare di fare l'eroe, non di non starle vicino- anche il maggiordomo rivolge il suo sguardo sulla mia compagna, occupata a risolvere una delle solite scenette che Drew e Nick si divertono tanto a interpretare. Vorrei che la loro serenità mi si attaccasse addosso solo stando loro vicino, purtroppo non sembro essere particolarmente incline a questo tipo di morbo.
-Ci sono novità sulla sua salute?- ignoro il discorso precedente, non avrebbe portato a nulla di utile. O almeno, a nulla che mi interessa discutere adesso.
-I sintomi dell'astinenza si stanno ritirando lentamente, ma non le posso assicurare che non avrà una ricaduta. Siamo sempre in una fase delicata, i primi mesi sono cruciali per la sua riabilitazione. Questo però è un ottimo ambiente per lei, si sente al sicuro-
Trattengo un enorme sospiro di sollievo e lascio che Brian veda solo un vago cenno di assenso in un movimento del capo.
-Quanti tossici ricchi hai aiutato?-
-Abbastanza da sapere come comportarmi- ribatte con una nota pungente nel tono di voce. Vedere che continuo a mettere in discussione la sua affidabilità lo fa irritare parecchio.
-E quanti di loro hanno superato questa fase?-
-Quasi nessuno- ammette abbassando lo sguardo sui suoi piedi. -Ma paradossalmente la signorina Alexa ha molto più da perdere rispetto a loro, e non mi sembra il tipo che molla- aggiunge subito, non posso fare a meno che dargli ragione. Mi serviva questa rassicurazione.
-Grazie- sussurro in un attimo di sincerità, ma se il maggiordomo lo ha sentito non ne fa riferimento.
-Stavo pensando che per diminuire i rischi di eventuali ricadute lei dovrebbe darle delle lezioni-
-Lezioni? Di che cosa?- sollevo un sopracciglio, perplesso.
-Su come controllare il suo talento, ovviamente- mi guarda serio, un po' indignato perché non ci sono arrivato prima. Troverei questo atteggiamento piuttosto divertente se non fossi già stanco di questo discorso.
-I nostri talenti non sono simili- è una mezza bugia, ma Brian non ha modo per saperlo.
-Ma lei sa come non farsi sopraffare dalle proprie visioni- insiste e i suoi occhi scuri mi inchiodano al posto, non ho possibilità di scappare.
-Io non sono stabile al momento, riesci a capirlo, Brian?- già solo il fatto che ho perso la calma dovrebbe essere un segnale sufficiente. Non voglio avvicinarmi ad Alexa, non in questo stato. Continuo a lasciarmi trascinare da idee malsane, che non riesco a sottomettere al mio volere. Adesso che la possibilità che io perda il talento inizia a concretizzarsi, non credo di essere nelle condizioni di fare lezioni di autocontrollo.
-Eviti di autocommiserarsi in mia presenza, la prego- e anche se la riconosco come chiara provocazione, riesce comunque a infrangere quella barriera che avevo eretto all'inizio del discorso, infastidendomi non poco.
Sto per ribattere alla sua frecciatina ma sento la sua stretta sul mio gomito, senza troppa delicatezza mi spinge a seguirlo.
-Andiamo, non vorrà perdersi il grande momento della signorina Renee...-
Il grande fiasco di Renee.
Perché per dimostrare che il siero che il siero funziona, dovrà fallire. Non sono sicuro di voler assistere.
Casualmente il maggiordomo trova dei posti liberi su una panca, proprio accanto al trio. Detesto quando non mi ascolta e fa di testa sua. Capita molto più spesso di quanto mi piaccia ammettere.
-Buongiorno, Brian. Ian- saluta mio fratello, le dita di Nick intrecciate con le sue. Ricordo immediatamente il modo in cui Alexa ha fatto lo stesso con me, giorni fa. Il gesto di Drew appare così naturale, nessuno dei due sembra farci caso, invece quando la mia compagna mi ha afferrato la mano era tutto tranne che ordinario. Non mi aspettavo lo facesse. Era tempo che non la sentivo così vulnerabile, e per un attimo, quando si è avvicinata per baciarmi, stavo per cedere. Sono sempre sul punto di crollare quando le sto vicino. Perfino adesso, mi ha rivolto appena un'occhiata distratta, eppure mi sono sentito lo stomaco tutto in subbuglio come se avessi quindici anni e una stupida cotta.
E lei lo sa. Lo sa benissimo.
Un po' mi diverte questa situazione, questa specie di gioco in cui cerchiamo di respingerci. Dopo che mi sono scostato dalle sue labbra, adesso è il suo turno di sfuggire al mio sguardo. Nonostante tutto credo sul serio che rimanere separati sia la scelta migliore al momento, forse anche per tutta la durata del piano, fino a che questa storia non volga al termine. Lei teme che stare distanti possa creare una frattura nel nostro rapporto, io non sono dello stesso parere. Le sto dando il tempo per guarire, non voglio che senta di aver bisogno di me. E io voglio smetterla di desiderare che lei trovi una soluzione ai miei problemi come ha sempre fatto. Devo riuscirci da solo, ed essere orgoglioso non ha nulla a che fare con questa faccenda.
Che razza di compagno posso essere per lei se non riesco nemmeno a rinunciare al mio talento per una vita normale?
Perché voglio costantemente tutto?
E perché nonostante tutto questo tempo ho ancora la presunzione di poterlo ottenere?
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Progetto 27|| Broken Soul
Science Fiction[Terzo libro della trilogia "Progetto 27"] La nostra anima è ancora intatta dopo tutto questo? Per quanto ancora durerà? Come facciamo a tenere ogni pezzo insieme? Tutti temiamo un brutto finale.
