Ian
È la prima ad entrare nella stanza del casinò. È anche la prima persona che ho avvertito della riunione. Avanza verso di me stretta nel suo maglione verde petrolio, alcune ciocche di capelli più lunghe le sfiorano le spalle al ritmo dei suoi passi. Mi saluta e per fortuna non trovo imbarazzo nella sua voce. Sarebbe legittimo però, soprattutto dopo questa notte. Dopo averle confessato, stretto a lei nel nostro letto, tutto quello che ho vissuto in questi mesi. Tutti i miei sbagli raccolti in un solo discorso; che era più un monologo, in realtà, visto che lei cercava di interrompermi il meno possibile. Ho lasciato la sua stanza appena ho finito le parole, e lei non mi ha più chiesto di restare.
Non ho ancora ben chiaro quali sono i termini del nostro rapporto adesso.
-Sei riuscito a dormire?- mi chiede sedendosi alla mia sinistra. Il suono delle gambe della sedia sul pavimento mi graffia il cervello e mi stordisce.
-Un po'- per niente.
-Bugiardo- e cerca di nascondere un piccolo sorriso. -Dovresti, non dormi da secoli e si vede. È per questo che sei...-
-Sono cosa, Evans?-
-Irritabile- ci pensa qualche secondo prima di dirlo, ed è evidente che si è censurata parecchio. Eppure non sono ancora dell'umore per scherzare su questo, le nostre ferite sono troppo fresche. Questa notte poi, mi sembra di averle aperte di nuovo tutte una ad una. Sapevo che avrebbe fatto male.
E vorrei dire di sentirmi più leggero, quasi di essermi liberato da un peso, ma non è così. Mi sento solo più vulnerabile sotto il suo sguardo. E visto che la nostra attuale situazione con la fiducia non è proprio stabile, avrei preferito evitare. È come iniziare una partita decisiva partendo svantaggiato.
L'unica cosa buona di ieri sera è stata che dopo il giro nella sua testa non avevo più lacrime rimaste per piangere mentre le raccontavo del bambino senza nome. E delle parole che non si inceppano tra i singhiozzi rendono la conversazione comprensibile e senza dubbio più veloce. Dovevamo affrontare questo discorso, e io ho preferito farlo con lo stesso tipo di strattone che si dà a un cerotto per rimuoverlo.
Riconosco di essere sulla difensiva, e so che non è colpa sua. Mi sarei irritato anche se mi avesse mostrato comprensione. Non saprei nemmeno dire cosa vorrei che facesse. Nick mi direbbe di fare pace con il cervello e smetterla di lagnarmi. È che ultimamente non so nemmeno cosa sia la pace.
-Riesci a prevedere la risposta di tuo padre al nostro rifiuto?- cambio discorso in fretta, ho l'impressione che se rimango troppo a lungo perso nei miei pensieri, lei ne avrà accesso più facilmente.
-No, dopo questa notte non sono proprio in forma. Ma una cosa è certa: è sempre stato un trucco, lui non mi avrebbe mai lasciato andare. Forse vuole conoscerti meglio, sapere che cosa sei disposto a sacrificare e...-
Sapere se sono veramente simile a lui.
Non termina la frase, legge nel mio sguardo tutto quello che le serve. Mi è sempre piaciuta la sua perspicacia, ma cazzo quanto la detesto adesso.
Non voglio che frughi nella mia testa.
Non voglio che senta questa sintonia con me, non dopo che le ho raccontato di tutti i miei fallimenti. Perché dopo tutto quello che ho fatto in questi mesi, io dovrei essere l'ultima persona da cui dovrebbe sentirsi attratta.
-Ian, possiamo parlarne?-
-Adesso non ci sono più segreti tra noi, non abbiamo molto di cui parlare- ribatto amaro. Se avessi potuto usare il mio talento con lei, questa conversazione sarebbe già finita.
-Ti odi molto più di quanto sia necessario-
E chi stabilisce il limite?
Non c'è quel sottotono di pietà nella sua voce, almeno questo.
-Pensa ai tuoi sensi di colpa, Alexa. Lascia stare i miei- il fatto di aver usato il suo nome rende la conversazione più spinosa. Se il suo cognome è sempre qualcosa di ironico, il suo nome è una linea di confine che non deve superare. Non so come altro dirglielo. Non voglio essere uno stronzo con lei, non dopo la scorsa notte. Nel buio le cose sembrano sempre diverse, e se la gente ci vede i mostri, io per qualche minuto ho rivisto quello che eravamo, la nostra normalità. Credevo sarebbe sopravvissuta all'alba.
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Progetto 27|| Broken Soul
Fiksi Ilmiah[Terzo libro della trilogia "Progetto 27"] La nostra anima è ancora intatta dopo tutto questo? Per quanto ancora durerà? Come facciamo a tenere ogni pezzo insieme? Tutti temiamo un brutto finale.
