-VIV Biglietto-

257 9 1
                                        

"Light and Shadow."

TW: Descrizione dettagliata di stupro.

...

Febbraio 2000,

Quando il clangore delle sbarre si era propagato dietro di lui, e la cella si era chiusa, Draco non aveva perso tempo; si era scagliato contro il muro, e aveva cominciato a tirare, e tirare, e tirare.

Si era fermato solo per prendere fiato, e rigettarsi sul muro per frantumarci il pugno dentro. Poi l'altro, e l'altro ancora.

Iniziò la decima serie di quella serata.

Le manette tintinnavano alla stessa frequenza dei battiti che gli spruzzavano il sangue nelle vene, riempiendogli il corpo e arrivandogli ai timpani per bombardarli.

Le croste venivano morse dalla ruvidità della pietra, e strappate via dalla sua durezza. Il sangue sgorgò in macchie che si ingigantiva sui fazzoletti come pozze d'inchiostro diluito nell'acqua. Pugno dopo pugno, respiro dopo respiro, affondamento dopo affondamento. Superò anche il limite di tre ad ogni serie che solitamente si dava.

La testa, da dopo l'incontro con Astoria, gli si era annebbiata con la sua voce, con le sue parole  sputanti e appuntite come frecce acuminate che gli finirono nel cranio, nel fianco, nelle braccia. Voleva solo che andasse via.

"Lo ripeto, siete degli ipocriti, e si vede da come cerchi di evadere marciando sulle mie ricerche, sfruttando il mio intelletto." "È questo che vuoi, no? È questo che ti piace. Il controllo." "Tu non ti sei neanche preso i miei appunti perché vuoi uscire, ma semplicemente perché volevi attestare un chissà che nella tua testa malata."

Contrasse la mascella, e per schiacciarla si mise a tirarne un altro subito dopo il precedente, e poi un altro ancora, senza fermarsi.

"Io non mi sono mai integrata con voi, perché mi fate schifo." "Hai aspettato che io lo facessi per te, come la maggior parte delle cose nella vostra vita." "Tu, però, sei il peggiore." "Non mi hai mai rivolto la parola in questi 8 anni, Malfoy, se non per discriminarmi. Non ho alcuna voglia di conversare con te."

Draco strabuzzò gli occhi alla deriva di quella voce disdegnosa che galleggiò in superficie, confondendosi con quella di Astoria per prenderne il sopravvento. Sentì il petto ammaccarsi, ma non si fermò. Continuò a tirare, e come tirava, come sentiva il respiro affannare, alla sua se ne aggiunsero tante altre.

"Se sono appassiti, è perché tu non te ne sei preso cura. Prenditene la responsabilità." "Deludente, figlio mio." "Davvero, Draco, a volte sei esagerato."

"Devi provarci proprio piacere, non è vero, Draco? Vedere qualcosa di così prezioso deturpartisi davanti." "Non capisco cosa sia successo, ma ti sei del tutto chiuso nei miei riguardi. Non parli più neanche con me." "Devo ammettere che sentire un ragazzo giovane come te esprimersi tanto aspramente mi spezza il cuore."

"Quando sono tornato, tua madre era piena di spasmi, allettata e incapace persino di muoversi per bene. Tu, dov'eri?" "Io credo di sì. Credo che l'avrebbe fatto." "È giudicato colpevole, e condannato all'ergastolo nella prigione di Azkaban"

"NIENTE DI VOI DEVE RIMANERE. NIENTE!" "Lascia che ti dica ancora una cosa. Qui mio non esiste più. Qui niente è più tuo. Draco Malfoy non esiste più. Ormai sei il numero 552, e ti conviene ricordartelo." "Tieniti pure i miei scarti. Questo ti meriti."

Fu come se il viso, la voce, e tutto di Astoria si fosse dileguato, trasformandosi in un miscuglio di echi che avevano fatto parte della sua vita per proliferare, e allearsi contro di lui. L'Occlumanzia collassò completamente, e tutto si confuse senza controllo.

Revelio | DramioneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora