"Horror Vacui."
...
Novembre 1999,
Da quando aveva preso posto sul treno i nervi nel corpo di Draco erano diventati come fini e tese corde di violino che gli si attorcigliavano nello stomaco svuotandoglielo, il cuore un martello di piombo che gli fracassava la gabbia toracica ad ogni tumulto irregolare. I denti e la mascella minacciavano di cruciarlo se non l'avesse piantata di stringerli, e così le dita, che incespicavano smaniosamente nelle pieghe dei pantaloni scuri che indossava per serrarle, e attanagliarle peggio di quelle fauci che gli stavano mangiando lo stomaco, i muscoli, i polmoni. Faceva male.
Erano passate 2 ore da quando avevano preso lo straordinario dell'Espresso per lasciarsi Hogwarts alle spalle. Il sole aveva lentamente passato il turno alla luna, fino a che il mondo non s'era ridimensionato in una sera stipata in un minuto finestrino, in scie rapidissime che gli passavano davanti senza che avesse neanche il tempo di raggiungerne un barlume, nel lontano chiacchiericcio degli amici che condividevano la cabina con lui, e che lui a stento stava seguendo.
La sua mente s'era trasformata quasi in un intricato meccanismo a scorrimento, in cui i pensieri si scambiavano, susseguendosi l'uno dietro l'altro in ingranaggi troppo veloci e confusi da seguire. Tasselli di domino. I suoi pensieri dovevano essere come tasselli di domino che cadevano ancor prima che lui ne avesse potuto delineare gli angoli, o i numeri segnati sopra, così da farlo concentrare su quello dopo, e poi su quell'altro ancora.
Si trattava, in realtà, di un vecchio e astuto esercizio d'occlumanzia che gli aveva insegnato sua zia durante l'addestramento, quando le cose che ascoltava e che vedeva erano categorizzate dati sensibilissimi, e le informazioni che assimilava non dovevano uscire dal limite della sua coscienza. La sua memoria doveva essere un caveau impenetrabile, in cui, se pure vi si accedeva, si doveva sempre—sempre avere il modo di tenere alla larga il ficcanaso di turno che cercava di indagare.
"Non importa cosa accade, Draco" gli sibilava contro sua zia ogni volta che il suo corpo cedeva dopo una sessione, e straripava sul pavimento freddo dell'atrio di Villa Malfoy in preda alle convulsioni violente e alle lame bollenti della maledizione. "Non importa se ti legilimitano fino a fracassarti il cranio, o ti cruciano fino a demolirti, o ti ficchino in gola così tanto Veritaserum da farti vomitare il fegato..." Gli si avvicinava, e le sue pupille si facevano minuscole, spiritate, il suo tono ancora più follemente famelico, come se quel suo stesso crollarle davanti, il fatto che ad una certa, dopo un'intera giornata passata a gettargli addosso sfuriate di malocchi e fatture, il suo sistema non apportasse più, e non riuscisse neanche più a reagire ad una semplice domanda, la irritassero maggiormente. "se vieni preso, e tentano di estrarti informazioni, tu devi essere in grado di tenerle lontano, proteggerle fino alla morte. La loro riservatezza deve venire prima di qualsiasi altra cosa, ed è tuo compito mantenerne l'incolumità e la difesa. Devono essere la priorità."
Era questo il suo compito, doveva essere quella la sua priorità. Sotto maledizione, sotto tortura, sotto pozione, finanche l'ultimo spiro di vita, lui doveva mantenere i suoi muri stabili, le parti più importanti se ne dovevano stare schermate, sigillate nell'angolo più remoto dei reparti, fino quasi a scancellarsi anche da lui, così che anche dopo la sua morte, e quindi dopo la totale rottura della sua occlumanzia, non potevano più essere reperibili.
Una macchina. Doveva diventare una macchina che se anche si infettava, doveva essere in grado di auto-distruggere i dati sensibili prima della totale disattivazione, e quindi proteggerli anche a quel punto, quando di lui non ne sarebbe rimasto più niente.
Il trucco era qualcosa di illusorio, e consisteva nel concentrarsi su quello stesso meccanismo persistente, ponendo, poco prima, o nel momento stesso in cui il legilimens varcava, uno scroscio di riflessioni rapidissime che dovevano far da scudo a quella dietro, e quella dietro ancora. La sua mente doveva diventare un labirinto senza uscita per chi cercava di oltrepassare, ingannando e disorientando l'avversario esterno.
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Revelio | Dramione
Fiksi PenggemarAnno 2004, post-guerra. In una società magica rastrellata dalla guerra, in una Londra distopica dove la paura divampa, i maggiori esponenti politici si sentono attaccati da una misteriosa minaccia. Il Ministero magico adotta quindi un piano per scov...
