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La pioggia aveva smesso di cadere, ma aveva lasciato al suo posto un'umidità densa, quasi solida, che si incollava alla pelle come una pellicola di plastica. Uscii dalla metropolitana alla stazione di Gangnam, venendo subito investita dal boato della città. Seoul di notte non era una semplice metropoli; era un sistema nervoso elettrico in sovraccarico. Insegne al neon grandi come palazzi pulsavano di luce blu, rosa e viola, riflettendosi sulle pozzanghere oleose dell'asfalto e moltiplicando la confusione all'infinito.
La folla era un fiume in piena che non permetteva esitazioni. Impiegati in giacca e cravatta che barcollavano verso la seconda cena, coppie vestite coordinate che si scattavano selfie, gruppi di studenti che ridevano troppo forte per coprire la stanchezza. Camminavo spedita, lo zaino stretto sulla spalla come uno scudo, cercando di non farmi risucchiare dalla corrente. Dovevo raggiungere il Club Onyx in dieci minuti, e ogni semaforo rosso era un nemico personale.
All'angolo della strada, una nuvola di vapore profumato mi colpì in pieno viso, facendomi rallentare il passo per un istante fatale. Era un Pojangmacha, un chiosco di street food coperto da un telone arancione. L'odore di Odeng (spiedini di pesce) bollito nel brodo caldo e di salsa piccante era così intenso da farmi brontolare lo stomaco in modo udibile. Mi fermai, fissando il vapore che saliva nella notte fredda. Non mangiavo decentemente da ieri sera. La mela di pranzo era svanita da ore. Infilai la mano nella tasca dei jeans, stringendo le poche monete fredde che avevo. Potevo permettermi uno spiedino. Costava pochissimo. Ma poi pensai alla retta universitaria. A quei due milioni di won che mancavano all'appello. Ogni moneta era un mattone nel muro che mi teneva in Corea. Se avessi iniziato a toglierli per mangiare, il muro sarebbe crollato. Ritrassi la mano vuota, ingoiai la saliva che sapeva di fame e ripresi a camminare, voltando le spalle al calore del chiosco. La fame era un lusso che non potevo permettermi.
Ogni volta che passavo davanti a una vetrina a specchio, il mio riflesso mi coglieva di sorpresa, come se appartenesse a qualcun altro. Capelli neri e spessi, eredità di mio padre, incorniciavano un viso dagli zigomi alti e taglienti, identici a quelli di mia madre. Non ero mai sicura di cosa vedessi davvero: non ero pienamente cinese, né coreana, e tantomeno americana, nonostante il passaporto blu che tenevo nascosto nel cassetto come un segreto vergognoso. Mi sentivo un mosaico dai pezzi sbeccati che non si incastravano mai del tutto. In Corea ero "l'americana" troppo rumorosa e diretta. In America ero "quella asiatica" troppo silenziosa. E a casa... a casa eravamo isole che parlavano lingue diverse pur usando le stesse parole.
Bzzzt. Bzzzt.
Il telefono vibrò nella tasca della giacca, facendomi quasi saltare per lo spavento. Lo tirai fuori con mani umide. Sul display brillava una foto impeccabile: Chloe. Mia sorella maggiore. O come la chiamavo io nei miei momenti peggiori: "Il Capolavoro". Esitai, con il pollice sospeso sul tasto verde. Il senso di colpa mi morse lo stomaco prima ancora di rispondere. Intorno a me, il clacson di un taxi suonò violento. Mi rifugiai nell'androne buio di un negozio chiuso per trovare un po' di silenzio artificiale.
«Pronto?»
«Ehi, piccola! Ti ho svegliata?» La voce di Chloe era limpida, squillante, senza il minimo fruscio di fondo. Immaginai che mi stesse chiamando dal suo ufficio open-space a San Francisco, con una tazza di matcha latte costoso in mano e la vista sulla baia. La sua vita era in 4K; la mia era sgranata e buia.
«No, Chloe. Qui sono le otto di sera. Sono... sono appena uscita dalla biblioteca.» La prima bugia scivolò fuori facile, oliata dall'abitudine. Mi guardai le scarpe sporche di fango. Biblioteca. Certo.
«Ah, giusto! Il fuso orario. Scusa, qui è mattina presto e sto correndo per una riunione con i soci, ma volevo sentirti. Mamma dice che non rispondi ai messaggi da due giorni.» Sentii il solito nodo stringersi alla gola.
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Blazing Hearts
RomanceIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
