45- Ti amo

572 38 10
                                        

Hakata ci accolse con l'odore metallico della salsedine e il grido sordo delle gru del porto che svettavano contro un cielo color zinco. Non era il freddo elettrico di Tokyo, né l'umidità soffocante di Osaka; era un vento che sapeva di gasolio e mare aperto, una corrente inquieta che risaliva i moli e sbatteva contro le vetrate della Marine Messe, facendole vibrare come la cassa armonica di un violino impazzito.

Oltre i vetri oscurati del van, il paesaggio di Fukuoka scorreva come un nastro di cemento e acciaio mangiato dal sale. Le sagome dei traghetti pronti a salpare per la Corea sembravano giganti addormentati nel grigio del mattino, un promemoria costante di quanto fossimo vicini a casa, eppure pronti a naufragare a un passo dalla riva.

Varcare la soglia dell'arena fu come entrare in una camera iperbarica. All'esterno la città respirava il respiro del mare, ma dentro l'aria era morta, riciclata, satura di un'elettricità statica che faceva pizzicare la pelle e dell'odore dolciastro e stantio della lacca per capelli. Sotto le luci fredde del soundcheck, a metà potenza, i Blaze non sembravano più divinità, ma operai di un turno di notte infinito. I loro passi non avevano più il rimbalzo elastico dei primi giorni; erano passi pesanti, sordi, che risuonavano nel vuoto delle gradinate come colpi d'ascia su un tronco marcio. Non c'era traccia del bagliore dei riflettori, solo la cruda, meccanica necessità di far girare gli ingranaggi di una macchina che chiedeva sangue per continuare a muoversi.

Fu durante la coreografia di Burning Sky che il silenzio venne squarciato da un tonfo sordo, un rumore di ossa e carne che impattano sul suolo senza alcuna protezione. Jae-young era crollato. Non era stata una caduta scenografica, ma uno spegnimento totale, come se qualcuno avesse staccato la spina a una macchina troppo surriscaldata. Il microfono scivolò via con un fischio metallico che fece trasalire i tecnici in regia. Jin-woo e gli altri si fiondarono su di lui in un istante, mentre io scattai verso il bordo del palco con il cuore che mi batteva così forte da farmi male alle costole.

«Jae! Guardami, respira!» urlò Jin-woo, sollevandogli la testa, ma Jae-young era pallido come un cadavere, gli occhi rovesciati e il respiro ridotto a un rantolo appena percettibile. Stavo già tirando fuori il telefono per chiamare i soccorsi quando una voce, gelida e tagliente, fermò ogni movimento.

«Nessun ospedale. Mettete via quei telefoni. Se i paparazzi vedono un'ambulanza fuori dall'arena, il valore delle azioni Starlight crolla prima che Jae-young tocchi la barella.»

Il Manager Choi camminò verso il centro del palco con una calma spaventosa, le mani affondate nelle tasche dei pantaloni sartoriali. Non c'era un briciolo di preoccupazione sul suo volto, solo un fastidio profondo, quasi viscerale. Osservò Jae-young non come un ragazzo, ma come un pezzo di ricambio difettoso che stava rovinando la tabella di marcia. Ordinò a due assistenti di trascinarlo dietro le quinte e chiamò lo staff medico privato della Starlight con un tono che non ammetteva repliche. «Mettetegli una flebo di sali, glucosio e vitamine. Adesso. Voglio che sia in piedi e pronto per le prove generali tra esattamente trenta minuti. Non abbiamo tempo per i vostri crolli emotivi.»

Poco dopo, in un angolo buio del camerino, Jae-young giaceva su un divanetto, il braccio teso mentre il liquido della flebo scendeva lentamente nelle sue vene. Sembrava un involucro vuoto, una vittima sacrificale sull'altare del successo. Choi gli si parò davanti, sovrastandolo con la sua figura impeccabile, e lo guardò con un disprezzo che mi fece gelare il sangue.

«Guardati, Jae-young. Sei l'anello debole di questa catena,» sibilò, e la sua voce era un veleno che pareva contaminare l'aria. «Gli investitori hanno puntato milioni su questo gruppo e tu mi ripaghi svenendo come una ragazzina anemica al primo tour? Sei una delusione. Se stasera sbagli un solo passo perché ti senti "debole", pregherai di non esserti mai risvegliato da quel mancamento. Ricordati che fuori da qui ci sono mille ragazzi pronti a prendere il tuo posto senza lamentarsi di un po' di stanchezza.»

Blazing HeartsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora