Gli studi della SBS si palesarono come una cattedrale di luce artificiale, un labirinto di vetro e freddo dove la realtà veniva sistematicamente smontata per essere riassemblata in una forma più accettabile e luminosa. Era un luogo dove il respiro umano sembrava un'interferenza e dove ogni metro quadrato era progettato per trasformare la carne in pixel.
Camminavo a un passo da Min Ho, ma il vuoto che ci separava avrebbe potuto inghiottire un'intera città. La sua figura, solitamente magnetica, quella sera emanava una frequenza gelida, respingente. Indossava un completo che sembrava cucito sulla sua pelle: una camicia di seta nera corvina, leggermente sbottonata sul collo per rivelare la curva dei tendini tesi, e una giacca sartoriale dal taglio asimmetrico che gli fasciava le spalle larghe. Il tessuto aveva una lucentezza cupa, quasi metallica, che catturava i bagliori dei neon ad ogni suo movimento. I pantaloni baggy terminavano in un paio di anfibi di pelle lucida dal suolo pesante, un dettaglio che conferiva alla sua camminata una cadenza militare, implacabile.
L'argento dei suoi anelli e della sottile catena che gli pendeva dal collo brillava in modo intermittente, ma non riusciva a distogliere il mio sguardo da ciò che i vestiti costosi non potevano celare: la rigidità del suo profilo e la mascella serrata fino allo spasmo.
Attorno a noi, il microcosmo televisivo ribolliva di un'indifferenza brutale. Tecnici con le braccia tatuate e le radioline che gracchiavano ordini secchi trascinavano pesanti casse di alluminio, schivando i grovigli di cavi neri che infestavano il pavimento come vene scoperte di un mostro d'acciaio. Nessuno si fermava a guardarlo. Per loro, Min Ho era solo il "carico prezioso" della serata, un ingranaggio di lusso in una macchina da milioni di won.
Fu allora che la terra sembrò tremare sotto i miei piedi.All'inizio fu solo un ronzio sordo, un rintocco che sentivo vibrare nelle ossa. Poi, man mano che ci avvicinavamo al tunnel che portava verso l'area dei camerini, il suono divenne un boato. Centinaia, forse migliaia di fan all'esterno stavano invocando il suo nome. Il loro urlo collettivo filtrava attraverso i muri di cemento armato, trasformato in un'eco distorta, un coro viscerale che oscillava tra l'estasi e la preghiera.
«Park Min Ho! Park Min Ho!»
Erano lì per lui. Lo amavano con una ferocia che non ammetteva repliche, pronti a dare tutto per un suo sorriso o un cenno della mano. Urlavano il nome di una divinità, ignari del fatto che quella stessa divinità stesse camminando a pochi centimetri da me con l'impronta violacea di uno schiaffo sulla guancia.
L'ironia di quella scena mi strinse lo stomaco in una morsa di nausea. Era l'apice del paradosso coreano: adorato dal mondo intero, celebrato come l'uomo ideale, l'icona di una nazione, eppure ridotto al silenzio e all'umiliazione fisica tra le mura della propria agenzia. Milioni di persone avrebbero ucciso per difenderlo, mentre l'uomo che gestiva la sua vita lo aveva colpito con la fredda ferocia di chi corregge un difetto su un oggetto di sua proprietà.
Min Ho non batté ciglio. Non rallentò il passo né voltò la testa verso la provenienza di quel calore umano che lo chiamava dal gelo della strada. Continuò a camminare, gli anfibi che battevano un ritmo sordo sul pavimento di linoleum, trascinando con sé la bugia più grande della serata: il leader perfetto stava per salire sul palco, e io ero l'unica a sapere che stava sanguinando dentro.
***
Il camerino era una scatola di specchi incorniciati da una costellazione di lampadine LED dalla luce bianca, spietata, che non ammetteva zone d'ombra. Min Ho si lasciò cadere sulla poltrona girevole con una pesantezza che sembrava voler sprofondare nel pavimento.
«Oh, Min Ho-ya, guarda qui che disastro. Ti sei urtato contro uno spigolo in sala prove? Te lo dico sempre di fare attenzione quando sei stanco,» esclamò la truccatrice capo, la unnie storica che seguiva i Blaze sin dal debutto.
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Blazing Hearts
RomanceIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
