Inspirare. Espirare.
Un passo dopo l'altro, con il ritmo ossessivo di un cuore che cerca di dimenticare come si batte per qualcuno. L'aria fredda di aprile lungo il fiume Han mi artigliava i polmoni, un dolore acuto, quasi elettrico, che era l'unica cosa capace di zittire l'urlo silenzioso nel mio petto.
Correvo perché, finché le gambe bruciavano e la vista si appannava per lo sforzo, non dovevo pensare a lui. Non dovevo pensare che Min Ho mi mancava come l'ossigeno in una stanza sigillata. Ogni respiro era un promemoria della sua assenza; ogni battito era un secondo in più in un mondo dove lui non poteva più toccarmi.
Erano passate tre settimane da quando Chloe e mia madre avevano ripreso il volo per Chicago, lasciandomi in questa "normalità" che somigliava a una fotocopia sbiadita, uscita male e un po' accartocciata. Ero tornata all'università, ma era come camminare in un cimitero dove io ero l'unico fantasma. Grazie alla furia legale di mia sorella, il Rettorato mi aveva riaccolta con un sorriso di plastica e un terrore malcelato, ma il danno era fatto. Ero diventata invisibile. Gli studenti si scostavano al mio passaggio come se fossi fatta di vetro tagliente; i sussurri morivano non appena entravo in aula, lasciando spazio a un silenzio che pesava più di qualsiasi insulto.
Mi fermai vicino al ponte Banpo, le mani sulle ginocchia, cercando di non rimettere l'anima. Estrassi dalla tasca il mio nuovo telefono: un modello economico, senza cover personalizzate, senza app di disegno. Il mio vecchio numero era stato sepolto sotto una montagna di denunce per stalking; i miei account Instagram e TikTok erano stati disattivati, cancellando anni di schizzi e ricordi con un solo click. Emily Wang, l'artista, era morta. Ora esisteva solo una ragazza con una SIM prepagata che riceveva solo avvisi meteo e messaggi di Soo Jin.
Alzai lo sguardo verso i mega-schermi che dominavano la riva opposta, quelli che di solito celebravano i record dei Blaze. Le scritte a LED scorsero veloci, riflettendosi sull'acqua scura:
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Risi, un suono aspro che mi graffiò la gola. La macchina del fango non si era fermata, aveva solo cambiato obiettivo. Le sasaeng non erano sparite; erano state sguinzagliate altrove. Qualcuno, e sapevo esattamente che forma avessero le mani di quel "qualcuno" , aveva aperto i cancelli del caos.
Era la tattica preferita di Choi: quando il Re è in pericolo, si incendia il resto del regno. Per ripulire l'immagine di Min Ho e nascondere il fetore del suo ricatto, aveva sacrificato la reputazione di Hwan e gettato i segreti sporchi di un altro gruppo in pasto ai leoni. Erano tutti pezzi sacrificabili sulla sua scacchiera di specchi e fumo.
Hwan stava affogando in uno scandalo inventato solo perché io e Min Ho potessimo essere dimenticati. Ripresi a correre, ma stavolta il ritmo era più frenetico. Il senso di colpa era una zavorra che mi trascinava a fondo.
Domani. La parola era un sasso nello stomaco.
Domani il centro di addestramento di Nonsan avrebbe inghiottito Park Min Ho. Immaginai il rumore del rasoio elettrico, i suoi capelli neri che cadevano a terra come ali mozzate, la spoliazione dei vestiti firmati per una divisa rigida e senza nome. Diciotto mesi di silenzio radio. Diciotto mesi senza poter cercare ossessivamente una mascherina nera o un cappellino da baseball tra la folla di Gangnam.
Una fitta improvvisa mi piegò in due, ma non era il fianco. Era una fame acida, un vuoto fisico che chiedeva di essere riempito.
E in quell'istante, lo vidi. Non nel mondo reale, ma proiettato contro il grigio del fiume Han. Lo vidi nella sua cucina, con le maniche della felpa arrotolate fino ai gomiti e il vapore che gli appannava le ciglia. Lo vidi canticchiare una melodia senza senso mentre rompeva le uova per una carbonara che non avevamo mai mangiato. Mi aveva promesso che sarebbe stata la migliore del mondo, che avrei dovuto ammettere che un idol poteva battere qualsiasi chef stellato. Sentivo quasi il profumo del pepe nero e il calore della sua voce bassa che riempiva la stanza insieme al bollore dell'acqua. Quella promessa ora era solo un detrito, un futuro abortito che non avrebbe mai visto la luce. Non lo avrei mai più visto sorridere a una pentola mentre mi cercava con lo sguardo per rubarmi un bacio tra un assaggio e l'altro.
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Blazing Hearts
RomanceIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
