Tokyo non ci accolse, ci travolse con la violenza di un cortocircuito. Non appena i van neri della Starlight scivolarono lungo le arterie sopraelevate della città, lo skyline si rivelò come un'immensa foresta di vetro e titanio, dove i megaschermi vomitavano immagini a una velocità tale da stordire i sensi. Se Seoul era una metropoli vibrante, Tokyo sembrava un organismo alieno alimentato a pura adrenalina, dove ogni secondo di ritardo veniva percepito come un fallimento del sistema.
I ragazzi erano stati risucchiati dalla produzione locale appena varcato il gate, scortati da una security giapponese che si muoveva con la precisione di una squadra d'assalto. Io ero ancora stordita dal volo quando il manager Choi mi piantò gli occhi addosso, la camicia già leggermente sgualcita e l'umore nero come il caffè che stringeva in mano.
«Emily! Smettila di fissare i cartelloni pubblicitari come se fossi in gita scolastica,» abbaiò Choi, sovrastando il frastuono dei carrelli. «Prendi questo elenco e vai con Mina. Dovete recuperare tre set di carta Echizen Washi della qualità più pregiata per i direttori della NHK: i giapponesi odiano i regali sciatti. E poi, cosa più importante, passate dalla farmacia internazionale a Omotesando. Jae-young ha finito gli integratori alla pappa reale nera; se non li prende prima del soundcheck di stasera, non reggerà nemmeno la prima coreografia. Avete novanta minuti. Se tornate in ritardo, vi mando a casa a piedi.»
Mina, che fino a quel momento era rimasta in silenzio a scorrere il suo tablet con una calma quasi ultraterrena, mi diede un colpetto sulla spalla. «Andiamo, Emily. Prima ci muoviamo, prima ci togliamo Choi di dosso per un po',» disse con un sorriso incoraggiante che mi fece sentire subito meno smarrita.
***
Uscire dalla stazione di Shibuya fu come venire proiettati al centro di un uragano di pixel e cemento. Lo Shibuya Crossing si stendeva davanti a noi come un oceano di asfalto pronto a essere inondato. Quando il semaforo divenne verde, diecimila persone si riversarono nell'incrocio contemporaneamente, un rumore bianco di passi, risate e jingle pubblicitari che saliva verso il cielo plumbeo. Io rimasi pietrificata per un istante, ma Mina si tuffò nella folla con una grazia da ballerina.
Parlava un giapponese fluido, quasi musicale, che usava per farsi largo con estrema gentilezza tra i negozianti di lusso e le farmacie hi-tech. La guardavo affascinata mentre contrattava per la carta pregiata, inchinandosi con la precisione di chi conosce a fondo quel protocollo millenario. Era una forza della natura mascherata da assistente perfetta.
Riuscimmo a completare la missione con una precisione cronometrica e, approfittando di dieci minuti di anticipo, Mina mi trascinò in un yokocho, uno di quei vicoli strettissimi dove le insegne di legno dei piccoli bar sembrano volersi toccare sopra la testa dei passanti. L'odore di olio fritto, zenzero e pioggia imminente era quasi solido nell'aria. Ci fermammo davanti a un banchetto di takoyaki bollenti.
«Mangia, Emily. Se svieni per la fame, Choi mi costringerà a portarti in spalla fino all'arena,» scherzò Mina, porgendomi la vaschetta di carta con una dolcezza che non mi aspettavo.
Mentre soffiavamo sul vapore delle polpette di polpo, lei si appoggiò a un muro scrostato e lasciò cadere finalmente la maschera professionale, lasciando uscire un lungo sospiro.
«A volte mi chiedo se i nostri polmoni si ricorderanno come respirare aria che non sia filtrata dall'aria condizionata di un van,» sospirò, guardando verso l'imboccatura del vicolo dove le luci di Tokyo correvano all'impazzata. Il suo tono era sincero, quasi sollevato di poter parlare con una sua pari. «Lo stress ti mangia viva, Emily. Se non impari a scovare questi piccoli angoli di silenzio, Tokyo ti mastica e ti sputa fuori prima di cena. Tu come te la cavi? Sembri sempre pronta a scattare, come se portassi il peso dell'intera Starlight sulle spalle.»
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Blazing Hearts
RomanceIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
